TRACCIA TAVOLO SALUTE-VERSO L’ASSEMBLEA NAZIONALE A BOLOGNA

Il grido “non una di meno” ci ha guidato e continua a guidare la nostra lotta, dalle nostre città fino alle reti transnazionali che negli ultimi anni hanno dato risonanza a rivendicazioni e hanno portato anche ad alcune vittorie fondamentali, come la depenalizzazione dell’aborto in Argentina o le leggi sull’autodeterminazione di genere in alcuni paesi dell’America Latina. è fondamentale oggi dare spazio ai nostri bisogni e ai nostri desideri per continuare a contrastare la violenza sistemica che si abbatte sulle nostre vite e per farlo vogliamo porre l’attenzione sulla “salute”, ancora una volta e in continuità con le analisi e le pratiche che ci siamo datə. Non possiamo non tenere conto degli eventi inediti che ci hanno colpitə.

Gli ultimi due anni di pandemia hanno evidenziato problemi strutturali di cui eravamo già consapevoli e contro i quali ci stiamo battendo come movimento femminista e transfemminista transnazionale. La distruzione capitalistica dei territori e degli ecosistemi, in un’ottica estrattivista colonialista e razzista riproduce gerarchie economiche, politiche e sociali e ci consegna un pianeta morente con la promessa che la proliferazione di malattie e disordini diventeranno all’ordine del giorno. I sistemi sanitari, anche quelli più all’avanguardia e teoricamente pubblici si sono dimostrati assolutamente inefficienti nel sostenere il peso di questo evento. Decenni di tagli, privatizzazione e precarizzazione del personale sanitario hanno portato a una sanità non accessibile ed escludente, complice la costante separazione tra i concetti di sanità, salute e cura. La dimensione politica è intrinsecamente connessa alla salute intesa come benessere psico-fisico e sociale: abbiamo bisogno di redistribuire il sapere medico per aumentare la consapevolezza del nostro corpo, della nostra esistenza e quindi delle nostre scelte. È proprio a partire da questo concetto di salute come cura collettiva e condivisione di saperi che possiamo implementare una lettura critica del presente per immaginare un futuro diverso, in grado di superare le disparità sociali, politiche e sanitarie. 

Cosa intendiamo per salute? Quali possono essere le pratiche e i processi collettivi politici e di cura che aumentano la nostra possibilità di autodeterminarci? L’accesso alla sanità non è per tuttə: donne, persone trans, persone migranti, rifugiate e non madrelingua, persone con disabilità, lavoratrici e lavoratori sessuali viviamo troppo spesso discriminazioni ed esclusione nel sistema sanitario ed in generale per ciò che riguarda il benessere in tutte le sue accezioni. 

Noi vogliamo essere liberə di scegliere il nostro destino (non)riproduttivo, se, quando e con chi diventare genitori, così come vogliamo essere liberə di vivere i nostri generi dissidenti. Per noi salute non è solo assenza di malattia, è cura, è presa in carico sociale e mutualistica, è accesso all’aborto libero, gratuito e sicuro, è smantellamento dei protocolli psichiatrizzanti per le transizioni, è prevenzione a HIV e ITS e la promozione di una sessualità libera, è poter godere, è il riconoscimento di patologie legate a utero, vulva e vagina quando non interessano la funzione meramente riproduttiva, è benessere, ed è reddito garantito: chiediamo molto più di 194!

È il riconoscimento di un lavoro di cura che non ci spetta necessariamente a causa di un ruolo imposto attraverso “verità” biologiche che da anni mettiamo in discussione, è un’educazione sessuale ed affettiva che non sia normalizzante ma inclusiva e differente, è il diritto di accedere alla salute mentale e psicologica, a quella di transizione e di affermazione. È un reddito di autodeterminazione che ci permetta di vivere serenə e liberə da violenze fisiche e psicologiche. È una sanità territoriale e di prossimità. È una scuola preparata alle esigenze delle persone con disabilità mentali o neuro-atipiche.

Per noi salute significa mettere al centro i nostri corpi e le nostre vite nella costruzione di reti di cura, fatte di altri corpi che ci sostengano e ci aiutino. Per questo ci chiediamo cosa debbano essere e di che esperienze debbano vivere luoghi come i consultori e le consultorie. Come costruiamo le nostre pratiche e come pratichiamo i nostri bisogni e nostri desideri?

Vogliamo confrontarci e costruire insieme una salute che sia femminista e transfemminista, vogliamo costruire un documento condiviso che riesca a tenere insieme la complessità dell’analisi con una serie di rivendicazioni pratiche e programmatiche per dare “corpo” alle nostre importanti parole. 

Qui tutte le info sull’assemblea nazionale a Bologna del 9-10 ottobre 2021

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