Diretta streaming Assemblea Nazionale 1-2 giugno 2019 a Torino

DIRETTA STREAMING ASSEMBLEA NAZIONALE 1 GIUGNO 2019

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Introduzione dell’assemblea e presentazione del programma delle due giornate

Plenaria di restituzione dei gruppi di lavoro sullo sciopero

Apriamo la sessione del pomeriggio con la plenaria dedicata alla comunicazione

DIRETTA STREAMING ASSEMBLEA NAZIONALE 2 GIUGNO 2019

Mattinata dedicata alla discussione sulla dimensione transnazionale

Plenaria di restituzione dei gruppi di discussione sulla dimensione transnazionale

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Testo di convocazione Assemblea Nazionale Non Una Di Meno a Torino – 1/2 giugno 2019

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Nell’anno appena trascorso Non Una di Meno è stata protagonista di un grande percorso di affermazione politica che ha travalicato i segnali già incredibili raccolti negli anni precedenti. L’abbiamo detto fin dall’inizio e lo ripetiamo con sempre maggiore convinzione: la rivoluzione sarà femminista e transfemminista, o non sarà. Ne troviamo conferma nella nostra quotidianità, nelle lotte che attraversiamo, nelle relazioni, sui luoghi di lavoro, in casa e per le strade: negli anni precedenti. La prospettiva intersezionale che stiamo cercando di costruire e praticare è imprescindibile per trasformare le nostre vite e il mondo che ci circonda.

Le assemblee territoriali si sono moltiplicate e ampliate, crescendo non solo nei numeri, ma soprattutto nella capacità di innescare processi di soggettivazione e lotta. Lo stato di agitazione permanente non è stato solo uno slogan: dal corteo che ha attraversato Verona il 13 ottobre, in opposizione al duro attacco sferrato dall’amministrazione locale alla salute e all’autodeterminazione delle donne e di tutte le soggettività Lgbtqia+, alla giornata di mobilitazione contro il ddl Pillon del 10 novembre; dalla marea che si è riversata a Roma il 24 novembre, in occasione della giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne e le violenze di genere, al percorso di costruzione dello sciopero transfemminista globale; dalla tre giorni Verona Città Transfemminista, durante la quale, con un corteo oceanico, abbiamo reagito alla violenza del World Congress of Families, alle centinaia di iniziative, lotte, percorsi che riempiono la quotidianità dei tantissimi nodi locali di Non Una di Meno.

Questo movimento ha aperto uno spazio di azione sociale e politico non identitario che si oppone con la sua forza globale a tutti i governi neoliberali, misogini, omolesbobitransfobici e razzisti, con i quali non potrà mai scendere a patti. Sono sempre più frequenti e sdoganati gli attacchi alla libertà e alla vita stessa di donne, soggettività lgbtqia*, migranti, di tutte le persone che, con le loro lotte, travalicano ruoli e confini e rifiutano quotidianamente di stare al posto che è stato loro assegnato. Il movimento femminista transnazionale si oppone all’ascesa delle destre reazionarie che stringono un patto patriarcale e razzista con il neoliberalismo: dall’Argentina all’Ungheria, dall’Italia alla Polonia, le politiche contro donne, lesbiche, trans*, la difesa della famiglia e dell’ordine patriarcale, gli attacchi all’aborto vanno di pari passo con la guerra aperta contro persone migranti e razzializzate.

Fin dal Piano femminista contro la violenza maschile sulle donne e le violenze di genere, abbiamo riconosciuto il carattere strutturale della violenza patriarcale, radicata nelle gerarchie di potere che plasmano la società. Una violenza che attraversa tutti gli ambiti delle nostre vite, intersecandosi e rafforzandosi con altri sistemi di oppressione. Lo riscontriamo negli stupri sistematicamente subiti dalle donne migranti nei loro viaggi, nella coercizione del permesso di soggiorno legato al matrimonio, nelle molestie sul lavoro che si moltiplicano sotto il ricatto della precarietà, nei tagli al welfare che aumentano il carico di lavoro domestico e di cura gratuito o ipersfruttato per le donne, nel sistema di produzione insostenibile basato sull’abuso di corpi umani e non, territori e del pianeta stesso.

Una delle nostre risposte più incisive a tutta questa violenza è lo sciopero transfemminista globale: una giornata di sottrazione dal lavoro produttivo e riproduttivo, dal consumo, dalle imposizioni dei generi. Il valore dello sciopero femminista non risiede soltanto nell’aver riattivato una pratica che negli ultimi anni aveva perso di senso e significato, allargando la prospettiva oltre la dimensione vertenziale e concertativa classica. La sua forza dirompente sta anche, e soprattutto, nell’aver rivoluzionato un processo, scardinato gerarchie e verticalità e promosso una pratica dal basso che parte e prende forma dalle persone come soggettività individuali e collettive.

Lo sciopero non è solo l’otto marzo, ma vive in un processo globale e quotidiano che amplifica ogni presa di parola singolare e locale, un grande esercizio di messa in discussione personale e collettiva, in cui ogni istanza e ogni soggettività deve trovare posto, spazio di visibilità, diritto di esistenza, parola e voce. Dopo aver gridato insieme “D’ora in poi l’otto marzo sempre” in quella giornata, non siamo disposte a tornare ai ruoli che ci sono imposti. La vera scommessa è che l’azione di sottrazione diventi esperienza quotidiana, che la forza globale dello sciopero sia tanto dirompente da innescare pratiche di ribellione, liberazione, trasformazione radicale del mondo e delle nostre vite. Per avanzare in questa direzione, dobbiamo interrogarci su come lo sciopero possa esprimere la sua dimensione tanto politica quanto sociale, riuscendo contemporaneamente ad affrontare le questioni più sentite nei luoghi di lavoro, un grande esercizio di messa in discussione personale e collettiva, in cui ogni istanza e ogni soggettività deve trovare posto, spazio di visibilità, diritto di esistenza, parola e voce.

Se parliamo di un processo globale è perché nei fatti già esiste un movimento femminista transnazionale, che ha fatto dello sciopero dal lavoro produttivo e riproduttivo, dal consumo e dai generi, la sua forza e il suo tratto distintivo. Ogni azione di Non Una di Meno, dalle grandi manifestazioni nazionali alle tantissime iniziative locali, è parte di questo percorso, traendone forza e rafforzandolo allo stesso tempo. A tre anni dalle prime chiamate allo sciopero, dobbiamo ora interrogarci su come la dimensione transnazionale di questo movimento faccia la differenza a livello locale e su come rafforzare le relazioni che stringiamo a livello globale, facendo sì che i momenti di incontro e confronto non si limitino a creare alleanze tra movimenti, ma mettano a tema questioni politiche e lotte che travalicano necessariamente i confini nazionali.

Da tre anni questi obiettivi ci pongono di fronte a un’altra sfida: immaginare e costruire pratiche, forme di lotta e di comunicazione politica, modalità di autorganizzazione se non completamente nuove, quanto meno capaci di mettere in discussione i modelli più tradizionali dell’agire politico. Se siamo il metodo che scegliamo di darci, la scelta di essere una rete femminista e transfemminista ci interroga su cosa significhi partire da noi per rendere politica e collettiva un’esperienza soggettiva. Per questo vogliamo riflettere sulle pratiche con cui costruiamo le nostre lotte, sulle relazioni che intessiamo, sul tipo di comunicazione che produciamo, sul rapporto con istituzioni, mezzi di comunicazione, organizzazioni politiche.

Lo sciopero, la comunicazione/organizzazione e la dimensione transnazionale saranno quindi in sintesi le questioni che affronteremo insieme durante l’assemblea nazionale di Non Una di Meno che si terrà a Torino l’1 e 2 giugno prossimi. I momenti di lavoro e confronto saranno aperti e liberamente attraversabili, perché tutte, tutti, tuttu sono Non Una di Meno, perché il contributo di persone nuove e l’apertura della nostra rete è uno degli aspetti più importanti che ci contraddistingue e che vogliamo continuare a costruire con forza.

Ci vediamo a Torino! Ancora e sempre saremo marea!

Evento fb

Leggi le info logistiche sull’Assemblea nazionale

18 maggio | Gran Galà del Futuro, Indietro non si torna!

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18 MAGGIO, GRAN GALÀ DEL FUTURO!
H.16 @ piazza Cairoli: CORTEO Gran Galà del Futuro
H.14 @ piazza del Cannone: musiche, danze, teatro e arti di ogni genere e provenienza

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GRAN GALÀ DEL FUTURO: INDIETRO NON SI TORNA!
MILANO CITTÀ TRANSFEMMINISTA, ANTIRAZZISTA E ANTIFASCISTA
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Il 18 maggio Salvini chiuderà la campagna elettorale per le europee a Milano chiamando i reazionari di tutta Europa a partecipare.

Saranno presenti tutti coloro che coltivano il sogno di tornare al fascismo, a forti confini nazionali, alla supremazia della “razza bianca”, alla condanna dell’omo e transessualità e al ritorno delle donne nelle case ad occuparsi della famiglia oppure nelle case chiuse, rinsaldando l’immaginario della donna madre o prostituta.

Mentre un’intera generazione è in piazza denunciando che il cambiamento climatico gli sta sottraendo il futuro, le destre europee promuovono lo sfruttamento incondizionato di terra, corpi e territori, fomentano la guerra fra poveri per evitare il conflitto di classe, promuovono la persecuzione di Rom e Sinti, negano diritti universali non salvando le vite in mare, finanziano paesi come Turchia e Libia che sfruttano e torturano i/le migranti e aprono centri di detenzione amministrativa.

Per contrastare questa ondata reazionaria, vogliamo costruire per il 18 maggio una giornata che porti in piazza la Milano favolosa per dire no al ritorno dei nazionalismi e di ogni forma di fascismo in Europa e nel mondo: vogliamo dare vita al GRAN GALÀ DEL FUTURO, perché indietro non si torna!

Saremo lotta e festa, colore e canto, per rispondere al nero dell’odio suprematista.

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Per adesioni: nonunadimenomilano@gmail.com

Tratto dal blog di Non una di meno Milano

1-2 Giugno 2019 – Programma e info logistiche Assemblea Nazionale NonUnaDiMeno a Torino

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🔥 Assemblea nazionale di Non Una Di Meno 🔥

NON UNA DI MENO chiama a raccolta tutte le energie che è stata capace di innescare e far esplodere in questi anni di mobilitazione contro la violenza patriarcale che uccide, opprime, impoverisce!

Incontriamoci a Torino, sabato 1 e domenica 2 giugno 2019
per l’assemblea nazionale di Non Una di Meno

➡ Per iscriverti, chiedere ospitalità e segnalare eventuali esigenze compila questo format:
https://bit.ly/2H6Zv44

>>> All’interno degli spazi di Palazzo Nuovo sarà allestito uno spazio bimb* per permettere a tutte e tuttu di seguire gli incontri

PROGRAMMA

SABATO
10-10.30 accoglienza/introduzione e mandato sulle tracce x i gruppi
10.30-12 gruppi sciopero
12-13 plenaria sciopero
13-14 pranzo
14-18 comunicazione/metodo/relazioni

DOMENICA
10-10.30 introduzione e mandato tracce x i gruppi
10.30-12 gruppi transnazionale
12-13 plenaria di restituzione
13-14 pausa pranzo
14-16 plenaria conclusiva

Evento fb

Le mappe e la locandina dell’Assemblea Nazionale

 

 

 

Qui la locandina da stampare e attacchinare

Testo di convocazione – Assemblea Nazionale di Non Una Di Meno a Torino

Comunicato: Non Una Di Meno è un movimento politico autonomo da qualsiasi partito

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Non Una di Meno è un movimento politico transfemminista, intersezionale, antirazzista, antifascista, anticapitalista, autonomo da qualsiasi partito, che mira alla trasformazione radicale della società a partire dalla lotta contro la violenza maschile e di genere e contro le gerarchie sociali.

Per questo, adesso che stiamo entrando nella fase della campagna elettorale per le elezioni europee e amministrative con il suo carico di strumentalizzazioni, vogliamo ribadire che Non Una Di Meno ha scelto di restare fuori dall’arena elettorale: non vogliamo piccole riforme e compromessi che modificano la condizione di pochi mentre lasciano intatte le gerarchie che ci opprimono, i confini che ci dividono e la violenza sociale che ci schiaccia.

Noi siamo un movimento transnazionale che aspira a una trasformazione radicale della società e alla sovversione di rapporti di potere che travalicano i confini nazionali.

Mentre la crisi della rappresentanza politica è un dato di fatto, il nostro movimento ha mostrato la capacità di aprire uno spazio politico sempre più espansivo, nel quale hanno potuto prendere parola in prima persona tutti quei soggetti che rifiutano violenza, oppressione e sfruttamento: donne e persone LGBT*QI+, precar*, italian* senza cittadinanza e migranti che non hanno alcun diritto di voto da esercitare, ma combattono in prima persona per la loro libertà di movimento.

Lo sciopero femminista globale è il processo attraverso il quale abbiamo affermato la nostra autonomia, che si è riversata anche nelle strade di Verona e che ha aperto lo spazio transnazionale per il protagonismo di chiunque voglia lottare contro le politiche sessiste, razziste e neoliberali implementate con sempre maggiore intensità a livello globale.

Questa autonomia è la nostra forza e a partire da qui abbiamo rifiutato e rifiutiamo ogni forma di gerarchia e delega, facendo dell’orizzontalità e del consenso assembleare la base della nostra pratica politica.

Sappiamo che i partiti ci vedono come un bacino di possibili voti e che in questa fase di crisi cercano sponde nel movimento, ma diciamo a quei partiti che vogliono relazionarsi con noi di rispettare l’autonomia e le pratiche organizzative del movimento. Le candidature alle europee di alcune attiviste femministe sono frutto di scelte e desideri individuali; scelte che rispettiamo ma che non sono espressione del movimento.

Per questo motivo la sigla nonunadimeno e la grafica consuetamente adottata dal movimento non possono essere utilizzate a scopo elettorale. Tutte le compagne del movimento Non Una Di Meno continueranno ad avere cura dell’autonomia di quel soggetto politico che hanno attivamente contribuito a costruire, un’attenzione che rappresenta un comune denominatore nella pluralità delle nostre pratiche femministe.

Non Una di Meno continuerà la propria lotta con le modalità di un movimento transnazionale nato e cresciuto dal basso: abbiamo un Piano e non ci fermeremo finché non lo avremo realizzato.

Vérone Ville Transféministe

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Dans la famille patriarcale hétéronormée se produit et se reproduit un modèle social hiérarchique et sexiste. La famille est le lieu où se manifeste la majorité des violences de genre, elle est en même temps le dispositif qui reproduit la division sexuée du travail et de l’oppression. De plus, la famille est un outil idéologique utilisé à des fins racistes, lorsqu’elle est évoquée pour promouvoir la reproduction d’une identité nationale blanche. Pour ces raisons, nous réaffirmons que la liberté d’autodétermination des femmes et de toutes les subjectivités LGBT*QI+ passe nécessairement par la liberté de mouvement des migrant.e.s. La violence des frontières s’exprime sur les territoires et sur les corps des personnes qui les traversent.

Cette idée de famille sera au centre du Congrès Mondial des Familles (World Congress of Families, WCF) qui aura lieu à Vérone les 29, 30 et 31 mars 2019. Les féministes et les transféministes de Non Una di Meno, avec d’autres mouvements italiens et internationaux, vont donc occuper la ville avec leur rage, leur détermination et leur fabuleusité. Le congrès sera coorganisé par l’administration locale et parrainé par la « présidence du Conseil des ministres – Ministère de la famille et du handicap » et par la région Vénétie. Y participeront le ministre de l’Intérieur Matteo Salvini, le ministre pour la famille et le handicap Lorenzo Fontana, le ministre de l’éducation Marco Bussetti et le sénateur de la Ligue [‘la Lega‘, parti d’extrême-droite au gouvernement, NdT] Simone Pillon. Ces individus sont les principaux promoteurs de la violence hétéropatriarcale et raciste et de son institutionnalisation. À ces gens et à tous ceux qui vont les rejoindre au nom de l’oppression et de l’exploitation, nous allons opposer la force d’un mouvement transnational de libération.

Malgré leur rhétorique sur les valeurs et la vie humaine, les attaques contre le droit à l’avortement et l’apologie de la famille menées par ces maîtres du patriarcat sont liées à l’organisation générale d’une société faite de violence et d’oppression. Derrière la revendication idéologique d’une nation blanche se cache le racisme institutionnel, qui reproduit sans cesse le travail migrant à exploiter à l’intérieur des frontières – les mêmes frontières que ces gens déclarent vouloir fermer. Derrière l’appel à la famille naturelle, il y a de la violence : l’hétérosexualité obligatoire, contre la liberté sexuelle des femmes et des subjectivités LGBT*QI+ qui refusent de se reconnaître dans les identités normatives et dans les rôles sociaux imposés. Nous refusons toute tentative de subordonner  les femmes au travail de soin au sein de la famille et à la maternité comme destin.

Ces attaques catholico-fascistes touchent également le milieu scolaire et celui de la formation. Au niveau institutionnel, les récits alarmistes qui décrivent les enfants comme les victimes d’une prétendue « idéologie du genre », se traduisent par de fortes limitations, voire de véritables censures, de la circulation de savoirs qui critiquent la reproduction des hiérarchies de genre et reconnaissent la liberté des différences. Nous savons que le Congrès Mondial des Familles fait partie des tentatives désordonnées de défense face au puissant soulèvement global des femmes, qui est en train de faire éclater un ordre fondé sur la coercition, l’exploitation et les hiérarchies.

Nous arriverons à Vérone fortes de la grève féministe qui grandit et se propage. Le 8 mars nous étions des centaines de milliers à occuper les places et les rues du monde entier, àcroiser les bras et à déserter les lieux d’exploitation et de violence patriarcale, pour prendre la parole contre le racisme et contre toute forme d’oppression, pour revendiquer notre liberté face aux contraintes du genre et de la famille hétéropatriarcale comme institution oppressive. Le féminisme et le transféminisme que nous avons déployés vont au-delà des identités et de leurs codifications, ils traversent les espaces sociaux pour créer de nouvelles formes de lutte. Ils procèdent par relations plutôt que par identifications et ils articulent toutes les dimensions d’une mobilisation globale.

La grève féministe a révélé le lien entre violence hétéropatriarcale, racisme et exploitation : le 8 mars nous avons brisé ce lien en portant sur les  places du monde entier nos libertés et notre puissance collective. Non Una Di Meno est un mouvement féministe et transféministe parce que, en remettant en cause les relations de pouvoir et les hiérarchies et en luttant contre la violence masculine faite aux femmes et la violence de-s genre-s, Non Una di Meno s’attaque à  toutes les formes de la violence systémique. Notre lutte a montré que sexisme, exploitation, racisme, colonialisme, fondamentalisme politique et religieux, homo-lesbo-transphobie et fascisme sont liés et se soutiennent mutuellement. Le féminisme et le transféminisme de ce mouvement s’appuient sur la liberté et l’autodétermination de toutes les subjectivités dans la construction de processus de lutte et de libération collectifs qui s’inscrivent dans la reproduction de la société.

Tous les droits conquis  par la lutte des femmes sont aujourd’hui attaqués : le divorce, l’avortement et la réforme du droit de la famille. Nous répondons à cette vague réactionnaire avec la force des revendications du Plan féministe contre la violence masculine faite aux femmes et contre toute forme de violence de genre.

Nous sommes la marée féministe, transféministe, antiraciste et antifasciste qui inondera Vérone, et nous ouvrirons des espaces de libération en nous appuyant sur la force globale de notre grève féministe.

ÔTEZ VOS MAINS DE NOS DÉSIRS!

«Non una di meno» revendique:

  • Que les écoles et les universités deviennent des lieux privilégiés où contrer les violences de genre : que les associations «no gender» dégagent, et qu’à la place l’éducation sexuelle, l’éducation de genre et aux différences aient plus d’espace.
  • Que soit créée une formation continue pour les  professionnels impliqués dans le parcours de sortie de la violence des femmes : enseignant.e.s, avocat.e.s, procureure.s, magistrat.e.s, formateur.trice.s  des travailleur.se.s des médias et des industries culturelles, pour contrer les récits  toxiques et promouvoir une culture différente.
  • Que se développe dans le monde du travail la formation contre le harcelèment, la violence et les discriminations de genre, avec pour objectif de fournir des outils de défense et d’autodéfense adaptés et efficaces.
  • Nous concevons la santé comme bien-être physique, psychologique, sexuel, social et expression de la liberté d’autodétermination. Nous sommes contre la pathologisation des personnes trans et la réassignation sexuelle forcée pour les personnes intersexuelles.

  • Nous savons que l’objection de conscience dans les services de santé (le droit des médecins à refuser de pratiquer des avortements pour des raisons religieuses ou éthiques) entrave le droit à l’autodétermination des femmes, nous voulons le plein accès à toutes les techniques d’avortement pour toutes les femmes qui le demandent.
  • Nous revendiquons la garantie de la liberté de choix  et demandons que la violence obstétricale soit reconnue comme une forme de violence faite aux femmes, dans le domaine de  la santé reproductive et sexuelle.
  • Nous nous opposons aux  logiques sécuritaires dans le domaine des soins médicaux : nous estimons que les interventions fondées exclusivement sur l’assistance, l’urgence et la répression, sans tenir compte de l’analyse féministe de la violence comme d’un phénomène structurel, sont inadaptées et nocives. Nous voulons des équipes médicales avec des professionnelles  expérimentées.
  • Nous revendiquons un modèle de protection sociale universel garanti. Nous demandons la création de plannings familiaux qui soient des espaces laïcs, politiques, culturels et sociaux, et pas seulement socio-sanitaires. Nous soutenons leur renforcement et leur renouvellement via le recrutement d’équipesstables et pluridisciplinaires.
  • Nous encourageons l’ouverture de nouvelles et nombreuses  «permanences féministes et transféministes » [‘consultorie transfemministe queer‘ en italien, des sortes de plannings familiaux autogérés NdT]: des espaces de vie et d’expérimentaton, d’auto-analyse, d’entraide et de rédéfinition de l’État social.
  • Nous revendiquons un salaire minimum européen, un revenu d’autodetermination universel et inconditionnel , comme outil de libération vis-à-vis de la violence hétéropatriarcale qui s’exerce sur les lieux de travail et ailleurs.
  • Contre le système des frontières et le système institutionnel d’accueil, nous revendiquons la liberté de circulation pour toutes et tous et un permis de séjour européen sans conditions, indépendendammentdu statut familial, des études, des revenus.
  • Nous voulons la citoyenneté pour toutes et pour tous et le droit du sol pour les enfants qui naissent en Italie ou qui ont grandi ici même si ils ou elles n’y sont pas né.e.s.
  • Nous critiquons le système institutionnel de l’accueil et nous refusons la logique sécuritaire appliquée aux migrations.
  • Nous nous opposons à la récuperation raciste, sécuritaire et nationaliste de la violence de genre.
  • Nous voulons des espaces politiques féministes et transféministes partagés.
  • Nous savons que les violences faites à la Terre s’abattent aussi sur nous. Nous nous opposons à la « violence environnementale » qui est menée contre le bien-être de nos corps et celui des écosystèmes dans lesquels nous vivons, sans cesse menacés par des pratiques d’exploitation.

Verona Ciudad Transfeminista

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Under our eye/Sotto il nostro occhio/Bajo nuestro ojo

En la familia patriarcal heteronormalizada se produce y reproduce un modelo  social jerárquico y sexista: es el lugar donde se verifican la mayor parte de las violencias de género y es el dispositivo que reproduce la división sexual del trabajo y la opresión.

Es más, la familia es una herramienta ideológica que se utiliza con fines racistas, de cara a apoyar la reproducción de la identidad nacional de piel blanca. Por esta razón, reiteramos que la libertad de autodeterminación de las mujeres y de todas las subjetividades LGBT*QI+ no puede separarse de la libertad de movimiento de las y los migrantes. La violencia de las fronteras se articula en los territorios y en los cuerpos de las personas que las cruzan.

El Congreso Mundial de las Familias (WFC por su sigla en inglés) que se celebrará en Verona los días 29, 30 y 31 de marzo 2019 se arraiga en dicha idea de familia y es por esta razón que las feministas y transfeministas de Ni Una Menos (Non Una di Meno) junto con otros movimientos italianos e internacionales ocuparán la ciudad con rabia, determinación y intensidad. El congreso es co-organizado por la administración local y patrocinado por la “Presidencia del Consejo de Ministros – Ministerio de Familia y Discapacidad”, y la Región del Véneto. Asistirán el Ministro de Interiores Matteo Salvini, el Ministro de la Familia y la Discapacidad Lorenzo Fontana, el Ministro de la Educación Marco Bussetti, el Senador de la Lega Simone Pillon. Detrás de estos nombres reconocemos  a los principales promotores de la violencia heteropatriarcal y racista, y de su institucionalización. A ellos, y a todos los que se reúnen en este acto en nombre de la opresión y la explotación, tendrá nuestra rotunda oposición a través del movimiento de liberación transnacional.

A pesar de la retórica sobre los valores y la vida humana, los ataques contra el aborto y la apología de la familia, fomentados por estos señores del patriarcado, se vinculan a la organización general de la sociedad basada en la violencia y la opresión. Detrás de la reivindicación ideológica de la nación blanca, se esconde el racismo institucional. Dicho racismo no hace más que reproducir permanentemente la explotación del trabajo migrante dentro de las fronteras que dicen querer defender.

Detrás del llamamiento a la familia natural está la violencia: la heterosexualidad obligatoria contra la libertad sexual de las mujeres y las subjetividades LGBT*QI+ que se niegan a reconocerse en las identidades prescritas y los roles sociales impuestos. Nos oponemos a cualquier intento de subordinar a las mujeres al papel del cuidado dentro de la familia y a la maternidad como destino. El mundo de la educación y la formación también se ve afectado por estos ataques católico-fascistas a raíz del alarmismo fomentado, incluso a nivel institucional por las narrativas que describen a l*s niñ*s como víctimas de una supuesta “ideología de género”, lo que se traduce en fuertes limitaciones, en una verdadera censura a la circulación de saberes que critican la reproducción de las jerarquías de género y reconocen la libertad de las diferencias. Sabemos que el Congreso Mundial de las Familias es uno de los intentos de defensas descompuestas ante el poderoso levantamiento global de las mujeres que está quebrando un orden basado en las coerciones, la explotación y las jerarquías.

Llegaremos a Verona con la fuerza de la huelga feminista que crece y se expande: el 8 de marzo centenares de miles hemos ocupado las plazas y las calles del mundo, cruzando los brazos y no ocupando los lugares de la explotación y de la violencia patriarcal, para tomar la palabra contra el racismo y la opresión, para gritar nuestra libertad frente a las imposiciones de género y a la familia heteropatriarcal como institución opresiva. El feminismo y el transfeminismo que hemos sido capaces de activar van más allá de la identidad y de sus codificaciones, transitan en los espacios y en la sociedad para crear nuevas formas de lucha, proceden a través de las relaciones más que de las identificaciones y atraviesan todos los elementos de una movilización que es global. La huelga es feminista porque ha sido capaz de desvelar el nexo entre la violencia patriarcal, el racismo y la explotación: hemos quebrado ese nexo al llevar a la calle nuestra libertad y nuestra fuerza colectiva el 8 de marzo. Ni Una Menos es un movimiento feminista y transfeminista porque a partir de la puesta en discusión de las relaciones de poder, de las jerarquías y de la lucha contra la violencia machista contra las mujeres y el/los géneros ha sido capaz de golpear cada aspecto de la violencia sistémica. Con nuestra lucha hemos demostrado que el sexismo, la explotación, el racismo, el colonialismo, el fundamentalismo político y religioso, la homo-lesbo-transfobia y el fascismo están vinculados y se apoyan mutuamente.

El feminismo y el transfeminismo en este movimiento se desprenden a partir de la libertad y la autodeterminación de cada subjetividad con vistas a construir procesos colectivos de lucha y liberación que impactan la reproducción de la sociedad.

Hoy en día, todos los derechos conquistados por las luchas de las mujeres se encuentran bajo ataque: el divorcio, el aborto y la reforma del derecho de familia. A esta oleada reaccionaria respondemos con la fuerza de las reivindicaciones de nuestro Plan Feminista contra la violencia machista contra las mujeres y todas las formas de violencia de género.

 

Afirmando la fuerza de un movimiento global, Ni Una Menos demanda:

* Que la escuela y la universidad se conviertan en lugares de libertad y y rechazo a la violencia de género: ¡que salgan las asociaciones que eduquen con las diferencias, sexuales y de género!

* Que se exija una formación continua de los perfiles profesionales involucrados en las rutas de salida a la violencia de las mujeres, como profesores y profesoras, abogados y abogadas, jueces y juezas, educadores y educadoras, trabajadoras y trabajadores de los medios de comunicación y de las industrias culturales, para combatir las narraciones tóxicas y promover una cultura nueva.

* Que la sensibilización y formación en el mundo laboral siga trabajando contra los acosos, la violencia y la discriminación de género, con el fin de proporcionar herramientas adecuadas y eficaces de defensa y autodefensa.  

* Consideramos la salud como bienestar psíquico, físico, sexual y social y como expresión de libertad a la autodeterminación. Estamos en contra de cualquier forma de patologización de las personas trans y de re-asignación sexual forzada de las personas intersexuales.  

* Sabemos que la objeción de consciencia en el servicio sanitario nacional menoscaba el derecho a la autodeterminación de las mujeres, queremos el acceso pleno a todas las técnicas de aborto para todas las mujeres que las solicitan.

* Reivindicamos la garantía de libre elección y la necesidad de reconocer la violencia obstetricia como una de las formas de violencia contra las mujeres relacionadas con la salud reproductiva y sexual.

*Estamos en contra de las lógicas de seguridad en los centros sanitarios: creemos que las intervenciones de carácter exclusivamente asistencialista, de emergencia y represivos sean inadecuados y dañinos y que no tengan en cuenta el análisis feminista de la violencia como fenómeno estructural. Queremos un equipo de operadoras expertas.

*Reivindicamos un estado social universal, garantizado. Solicitamos la creación de consultorios que no solo sean espacios socio-sanitarios, sino también seculares, políticos, culturales y sociales. Queremos promover su potenciamiento y recalificación a través del empleo de personal estable y multidisciplinar.

* Alentamos la abertura de nuevas y más numerosas asesorías feministas y transfeministas, entendiendo por ellas espacios de experimentación (y vida), auto-investigación, mutualismo y redefinición del estado social.

*Reivindicamos un salario mínimo europeo, una renta de autodeterminación incondicionado y universal como herramienta de liberación de la violencia heteropatriarcal dentro y fuera de los lugares laborares.

*Contra el régimen de las fronteras y el sistema institucional de acogida, reivindicamos la libertad de movimiento y un permiso de residencia europeo sin condiciones, desvinculado de la familia, del estudio, del trabajo y de la renta.

* Queremos una ciudadanía que sea para todas y todos, el ius soli  para las niñas y niños que nacen en Italia y para los que han crecido aquí aunque no hayan nacido aquí.

*Criticamos el sistema institucional de la acogida y rechazamos la lógica de emergencia aplicada a las migraciones.

*Estamos en contra de la instrumentalización de la violencia de género en clave racista, nacionalista y de seguridad.  

*Queremos espacios políticos compartidos feministas y transfeministas.

*Sabemos que la violencias en los territorios también nos atacan a nosotr*s y nos oponemos a la “violencia ambiental” que actúa en contra del bienestar de nuestros cuerpos y de los ecosistemas en los que vivimos, constantemente amenazados por las prácticas de explotación.  

Somos la marea feminista, transfeminista, antirracista y antifascista que inundará Verona abriendo los espacios de liberación a partir de nuestra fuerza global.

 

AUTODERMINACIÓN Y LIBERACIÓN: MANOS FUERA DE NUESTROS DESEOS!

Verona Trans-Feminist City

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In the patriarchal family, based on heteronormative principles, a sexist and hierarchical social model is constantly produced and reproduced. Most gender violence occurs within the family, the vehicle that reproduces sexual divisions at work as well as other forms of oppression. Moreover, the family is ideologically instrumental in the pursuit of racist goals, for instance when it is used to support the reproduction of a white national identity. For this reason, we claim that women and LGBT*QI+ subjectivities’ right to self-determination cannot be achieved without freedom of movement for migrants. The violence inherent in all kinds of borders affects places and the bodies of the people who cross them.

This idea of family is at the core of the World Congress of Families (WCF), which will take place in Verona on the 29th, 30th and 31st March 2019. This is why, in those days, trans-feminists from Non Una Di Meno, along with other Italian and international movements, will occupy the city with rage, determination and wonder. The congress will be organized by the local administration and patronised by the “Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero per la Famiglia e la Disabilità” (President of the House of Representatives – Ministry of Family and Disability) and by the “Regione Veneto” (Veneto regional government). The Interior Minister, Matteo Salvini, the Family and Disability Minister, Lorenzo Fontana, the Education Minister, Marco Bussetti, and Lega Senator, Simone Pillon, will take part in the WCF. We believe these politicians are the main promoters of heteronormative, patriarchal and racist violence, and of its institutionalisation. We will oppose them and all those who will gather to support oppression and exploitation, with the power of a transnational movement of liberation.

Despite a rhetorical discourse that fosters the values of human life, the attacks against abortion rights and the celebration of a traditional idea of family, which are put forward by these ‘lords’ of patriarchy, are closely intertwined with a whole social system based on violence and oppression. The ideological claim for a white nation hides a form of institutional racism. This racism constantly perpetuates the exploitation of immigrant labor within the borders they want to defend. Behind their defence of the ‘natural family’ lays violence. Compulsory heterosexuality is imposed against the freedom of women and LGBT*QI+ subjectivities, who refuse to conform to established and prescribed identities and social roles. We reject all attempts to subordinate women to a caring role within the family and to maternity as a destiny. The world of education is also affected by this catholic-fascist offensive. This attack is nourished by narratives whereby children are the victims of an alleged “gender ideology”. As a result, we see strong limitations, if not actual censorship, on the circulation of ideas which critique the reproduction of gender hierarchies and acknowledge the liberty of difference. We are aware that the WCF is one of the counter-attacks put forward against a powerful global women movement, which is overthrowing a system based on coercion, exploitation and hierarchies.

We are going to Verona with the growing energy from the International Women Strike. On 8th March thousands of us occupied the squares and the streets of the world, abstaining from all forms of labor and deserting places where exploitation and patriarchal violence thrive. We spoke up against racism and oppression; we shouted out of our freedom from gender norms and from the oppressive institution that is the heteropatriarchal family. The feminism and transfeminism we put in place go beyond identities and their codification, crossing through spaces in our societies to create new forms of struggle, advancing through relationships rather than identification and running through every aspect of this global mobilisation. The  International Women Strike revealed the connection between heteropatriarchal violence, racism and exploitation. By taking our freedom and collective power into the streets, on the 8th March we broke that connection. Non Una di Meno is a feminist and transfeminist movement because it starts by challenging power relationships, hierarchies, male violence against women and gender violence, to then contrast every manifestation of systemic violence. With our struggle, we showed how sexism, exploitation, racism, colonialism, political and religious fundamentalism, homo-lesbo-transphobia and fascism are connected and reinforce each other.

The feminism and transfeminism of our movement originate in the freedom and self-determination of all subjectivities in order to build processes of collective struggle and liberation, which invest the whole society and its reproduction.

Right now all the rights women have obtained by fighting so hard are under attack: divorce, abortion and various reforms in family law. We respond to this reactionary wave with the strength of our demands, which we elaborated in our feminist plan against male violence and against all forms of gender violence.

We are the feminist, transfeminist, anti-racist, antifascist tide that will take over Verona, opening up liberating spaces which were born from the global power of the International Women Strike.

HANDS OFF OUR DESIRE!

 

Non una di meno claims:

* Schools and universities should become the primary sites where gender violence is opposed. We want “no gender” associations out of schools and more spaces for education to differences, sexuality and gender issues!

* Continuing professional training for figures involved in supporting women who escape male violence (such as teachers, lawyers, magistrates, educators, people working in the media and cultural industries). That’s why we want to fight against toxic narratives and promote a new culture.

* Continuing training  against harassment, violence and gender discrimination at work, with the aim of providing adequate and effective means of defense and self-defense.

* We consider health as a state of physical, sexual and social well-being and an expression of freedom of self-determination. We are against the pathologization of transgender people and forced gender reassignment for intersex people.

* We know that conscience objection in the Italian National Health Service affects women’s right to self-determination. We want full access to all abortion techniques for all women requesting them.

* We demand that freedom of choice is always guaranteed. We want obstetric violence to be recognised as one of the forms of violence against women affecting reproductive and sexual health.

* We oppose the logic of security in healthcare. We want interventions to take into account the feminist analysis of violence as a structural phenomenon and not interventions based on assistance or on emergency or repressive measures. We want teams composed of trained and expert operators.

* We demand universal, guaranteed welfare. We want health clinics to be secular, political, cultural, social and socio-sanitary spaces. We promote their strengthening and staff retraining through the recruitment of permanent and multidisciplinary staff.

* We encourage the opening of more and more feminist and transfeminist health clinics that are spaces for experimentation, self-inquiry, and mutualism, that enable a redefinition of welfare.

* We demand a European minimum wage, an unconditional and universal income of self-determination as a means of liberation from heteropatriarchal violence inside and outside the  workplace.

* Against the border regime and the institutional system of migrants reception, we claim freedom of movement and a European residence permit, without conditions related to family, study, work and income.

* We want citizenship for everyone, the ius solis [birthright citizenship] for children who are born in Italy and for those who grew up here, even though they were not born in the country.

* We are critical of the institutional system of reception and we reject the emergency logic applied to migration.

* We are against the exploitation of gender-based violence for the sake of racist, securitarian and nationalist perspectives.

* We want shared feminist and transfeminist political spaces.

* We know that the violence against the environment also affects people. We oppose the “environmental violence” that takes place against our bodies and the ecosystems in which we live, which are constantly threatened by exploitative practices.

Verona città transfemminista – Tutte le info

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29/30/31 marzo: la tre giorni femminista di #NonUnaDiMeno in contestazione del Congresso mondiale delle famiglie.

Dopo la straordinaria giornata globale di #sciopero del #8marzo, Non Una di Meno, rete transfemminista estesa su tutto il territorio italiano, convoca tre giorni di mobilitazioni e chiama tutt* a Verona.

Dal 29 al 31 marzo, presso la città di Verona si terrà infatti il Congresso mondiale delle famiglie (World Congress of Families, WCF), che vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali come: Matteo Salvini, il ministro per la Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, il senatore della Lega Simone Pillon. Un raduno di associazioni che hanno fatto della lotta contro i diritti delle donne e delle persone lgbtqi+ la loro ragione di esistenza.

Verona ancora una volta si presenta come laboratorio di sperimentazione politica nazionale e l’attacco all’aborto e ai diritti delle donne e delle soggettività lgbtqi+ è il terreno privilegiato su cui si intende operare una saldatura tra la destra e i movimenti per la vita.

Chiamiamo dunque tutt* a Verona il 29, 30 e 31 marzo per manifestare contro il World Congress of families. Lo stato di agitazione permanente continua!

Il 29,30,31 marzo Verona sarà Città Transfemminista:

💥 29/03 EVENTI diffusi nella città – conferenze, laboratori, spettacoli, performance.
🌊 30/03 CORTEO – sarà marea transfemminista che inonderà Verona.
✊ 31/03 ASSEMBLEA TRANSNAZIONALE con Marta Dillon (Ni Una Menos Argentina), attiviste dei movimenti spagnoli, polacchi, irlandesi, croati, olandesi e francesi.

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STAMPA E MEDIA

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🔎PROGRAMMA

Tutte le info qui

📌SABATO 30 MARZO
Ore 14.30: CORTEO TRANSFEMMINISTA!
Partenza: concentramento in Piazza XXV Aprile, stazione Verona Porta Nuova

Arrivo: Stazione Porta Vescovo

📌DOMENICA 31 MARZO
ASSEMBLEA TRANSNAZIONALE
Ore 9.00 – Via Santa Teresa 2, Verona

Domenica 31 marzo, all’interno della tre giorni 29/30/31 marzo: Verona Città Transfemminista si terrà l’ASSEMBLEA TRANSNAZIONALE DI NON UNA DI MENO con Marta Dillon (Ni Una Menos Argentina), attiviste dei movimenti spagnoli, polacchi, irlandesi, croati, olandesi e francesi. 🔥🔥🔥

Il testo di convocazione in:
– inglese
– spagnolo
– francese
– italiano
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INSIEME SIAM PARTITE, INSIEME TORNEREMO,
NON UNA – NON UNA – NON UNA DI MENO!

Da tutta Italia, in molte si stanno organizzando per andare insieme verso Verona!
🚌 PULLMAN VERSO VERONA

da ALESSANDRIA, BOLOGNA, FANO, FIRENZE, GENOVA, LUCCA, MODENA, NAPOLI, 

PAVIA, PIACENZA, PISA, RAVENNA, REGGIO EMILIA, RIMINI, ROMA, SIENA, TORINO, TRIESTE
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🚆 IN TRENO VERSO VERONA

da BERGAMO, BRESCIA, LUCCA, MANTOVA, MILANO, PADOVA, TREVISO, VENEZIA, 

VICENZA

PRESIDI IL 30 MARZO IN ITALIA

In contemporanea al corteo di Verona, sono stati organizzati presidi a: Roma, Latina, Pescara, Salerno.

Materiali e Media

 

Volantino Verona Città Transfemminista

AUTOFINANZIAMENTO
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