Molto più di 194! La salute è un diritto

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Oggi 22 maggio e il prossimo 26 maggio, a 40 anni dalla legge 194 che ha depenalizzato e regolato l’interruzione volontaria di gravidanza, il movimento femminista Non Una di Meno torna nelle piazze di tutta Italia per rimettere al centro del dibattito pubblico l’autodeterminazione delle donne e la libertà di scelta.

In Italia il 70 per cento dei medici è obiettore di coscienza con punte fino al 90 per cento in alcune regioni.

Abbiamo scelto il Ministero della salute, per denunciare il sabotaggio sistematico della libertà di scelta delle donne non solo attraverso l’obiezione di coscienza ma anche tramite lo smantellamento dei consultori operata dalle Regioni, le scelte protocollari dell’Agenzia Italiana per il Farmaco che limitano fortemente la somministrazione della pillola abortiva RU486 e stabiliscono la non rimborsabilità della contraccezione, così come la recente esclusione della pillola del giorno dopo dai farmaci obbligatori nelle farmacie.

A farne le spese sono le donne più povere e precarie, quelle più giovani e quelle senza documenti di soggiorno, quelle che vivono fuori dalle norme eterosessuali.

Siamo qui per gridare con forza che vogliamo gli obiettori fuori dalle strutture sanitarie pubbliche e dalle farmacie. Vogliamo l’accesso alla contraccezione gratuita, alla RU486 e ai servizi sanitari per la gravidanza e il parto, indipendentemente dal possesso di documenti. Vogliamo più consultori laici e aperti alle assemblee delle donne.

Il 26 maggio scenderemo in piazza per difendere la libertà delle donne e la Casa Internazionale delle donne, simbolo delle battaglie femministe a Roma, minacciata di chiusura.

A Roma corteo, ore 17, Piazza dell’Esquilino.

Non una di meno Roma

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Libere di scegliere sempre, strade comprese!

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Mai come oggi, quando con la scusa del decoro, soggetti e condotte considerate inappropriate e a rischio vengono espulse dai centri urbani, è urgente interrogarsi sulla relazione tra autodeterminazione dei corpi e spazi urbani.

A Roma, in particolare, gli spazi/corpi che si autodeterminano sono sotto attacco. Esempi recenti sono le minacce a spazi femministi come la Casa Internazionale delle Donne e Lucha y Siesta, e il recente sgombero, poi sospeso, del laboratorio di arte e cultura sperimentale Angelo Mai.

Le strade che attraversiamo sono invase da immagini misogine, razziste e omofobe. Ricordiamo i maxi manifesti anti-abortisti comparsi sui muri di Roma negli ultimi tempi che legano l’aborto ai femminicidi! O l’altro manifesto comparso ad aprile, poi rimosso dopo le proteste sui social, che mostrava un feto gigante e cancellava il corpo e la libertà della donna che lo aveva concepito.

Ricordiamo le frequenti campagne politiche che producono manifesti in cui la difesa delle donne (soprattutto bianche) diventa cavallo di battaglia di partiti xenofobi. Perfino chi sostiene misure contro la violenza di genere continua a mostrare le donne come vittime prive di capacità di autodeterminazione.

Così qualche tempo fa, a Potenza, sono apparsi dei manifesti in cui campeggiava la scritta “Amore, ma se mi uccidi dopo chi picchi?”. L’obiettivo dell’organizzazione che li aveva diffusi era promuovere un convegno contro la violenza di genere. Eppure il manifesto comunicava un’immagine offensiva per tutte le donne che subiscono violenza. Che dire, poi, delle pubblicità che continuano a riproporre il modello della donna “angelo del focolare” o della “donna-oggetto”?

Chi decide sulle nostre città decide anche sui nostri corpi e sulle loro rappresentazioni. Per questo vogliamo immaginare e dar vita ad altri spazi urbani e altre immagini.

E poiché l’arte pubblica non solo può produrre dibattito ma anche sfidare l’estetica del decoro e quella sessista e razzista, usiamo il linguaggio artistico per materialmente riprenderci le nostre città. Che siano murales o poster art, mostre o installazioni itineranti, performance o iniziative in cui discuterne, la posta in gioco è produrre le “città – relazioni” che vogliamo.

Vogliamo svegliarci una mattina e trovare i muri di Roma animati da corpi indecorosi, audeterminati, in lotta.

Questo progetto è parte della mobilitazione femminista per i 40 anni della legge 194. Un altro modo per ricordare che la depenalizzazione dell’aborto è stata prima di tutto espressione dell’autodeterminazione delle donne.

Libere di scegliere! Ora e sempre indecorose!

Non Una di Meno – Roma

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Iniziative verso i 40 anni della 194

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Il 22 maggio ci sarà il quarantennale dall’approvazione della legge 194 del 1978, “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”, la legge in vigore in Italia che ha decriminalizzato e disciplinato le modalità di accesso all’aborto.

Prima del 1978, l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG), in qualsiasi sua forma, era considerata dal codice penale italiano un reato (art. 545 e segg. cod. pen., abrogati nel 1978).

La rete Non una di meno ha lanciato una giornata di azioni e mobilitazione in Italia per il quarantennale della 194. Sabato 19 maggio Lucca scenderà in piazza, mentre a Brescia ci sarà un festival. A Rimini iniziativa territoriale domenica 20, a Genova  lunedì 21. A Bari , Bergamo , BolognaJesiL’Aquila, Padova ,  ParmaPisa, Reggio Calabria, Reggio Emilia e Roma , iniziative, azioni, assemblee martedì 22, mentre a Pavia, un presidio mercoledì 23. Giovedì 24 a Latina, organizzata una tavola rotonda. Venerdì 25 presidi anche a LivornoTrento ; assemblea pubblica a Messina e street parade notturna a Pisa. Sabato 26 alcune città: AlessandriaBariBologna, Brescia, Catania , FirenzeMantova ,MilanoNapoli, Reggio Emilia, Roma, Salerno , Verona, si preparano a dei cortei, presidi e iniziative territoriali. Il 27 Torino scenderà in piazza; a Fano ci sarà un banchetto informativo. Martedì 29 è previsto un presidio ad Ancona; mercoledì 30 a Venezia iniziative e banchetti informativi. Qui l’elenco delle varie città e le iniziative che si terranno.

ALESSANDRIA

alessandria

194 volte libere di scegliere – a 40 anni dalla 194

Martedì 26 maggio

h 11- Tutto sulle coppette mestruali

h 12.00 – Educazione alla sessualità e decostruzione degli stereotipi di genere nelle scuole (a cura di Donne Insieme)

h 12.45 – Pranzo pic-nic nei giardini

h 14.00 – letture femministe

h 15.00 Sessualità femminile: corpo, piacere e sesso nelle diverse fasi della vita della donna

Le relatrici saranno tutte ostetriche (ad eccezione di Donne Insieme per l’incontro sull’educazione).
Per tutta la giornata sarà attivo uno sportello/banchetto informativo su contraccezione (d’emergenza e non) e interruzione di gravidanza. Qui sarà possibile trovare contraccettivi gratuiti, opuscoli informativi su contraccettivi e ivg e molto altro!
Sarà inoltre possibile confrontarsi privatamente con le ostetriche presenti, che potranno fornire informazioni e consulenze specifiche in merito a questi due temi.

ANCONA

ancona

Martedì 29

Libere di scegliere! Martedì 29 Maggio, in consiglio Regionale, si presenterà un’ interrogazione sulla mozione ” Busilacchi”, approvata lo scorso Ottobre. La mozione prevede che la Regione regolamenti l’obiezione di coscienza.
Il Coordinamento Regionale 194 senza obiezione, invita tutte/i cittadine/i a partecipare al presidio che si terrà davanti al palazzo della Regione, alle ore 12.
Riteniamo importante mobilitarci dopo gli innumerevoli e recenti attacchi alla legge 194, legge che il 22 Maggio ha compiuto 40 anni

Vi aspettiamo numerosi con striscioni,cartelloni e con il coraggio,il coraggio di difendere i propri diritti!
Coordinamento Regionale per l’applicazione della legge 194
#194senzaobiezione

BARI

BARI

22 Maggio dalle 18:30 Proiezione: “La Rabbia in corpo: storie di aborto e di potere” documento audiovisivo autoprodotto nel 1975 dal Circolo anarchico “La Comune” di Roma, che racconta attraverso immagini, foto, illustrazioni, fotomontaggi, cartoline e vignette la lotta a favore della legalizzazione dell’interruzione di gravidanza. Un documento prezioso sia dal punto di vista artistico che da quello dei contenuti.
Dalle 19:30 INCONTRO PUBBLICO “Oltre la 194”
Ripartendo dalle lotte degli anni ‘70 proviamo a discutere tutt* insieme di 194 e di nuovi percorsi di resistenza e autodeterminazione.
Oltre la 194 – proiezione “La rabbia in corpo” e dibattito.

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26 Maggio

Chi Decide? – Sit-in Transfemminista per i 40 anni della L.194

A Bari abbiamo deciso di riempire di corpi, di suoni e di colori Piazza Diaz. Ci saremo con musica, reading, performance e microfono aperto. Dalle ore 18.

BERGAMO

BERGAMO

MARTEDÌ 22 MAGGIO ALLE 18,30 Buon compleanno 194 #LibereDiScegliere

IN VIA XX SETTEMBRE, DAVANTI LA SEDE DELLA Regione Lombardia

#NonUnaDiMeno
#LibereDiScegliere

BOLOGNA

BOLOGNA

40anni dopo, VOGLIAMO #MOLTOPIÚDI194 // Giornata di attivazione

Martedì 22

PROGRAMMA DELLA GIORNATA:

h 13:00 – Pranzo sociale: #moltopiùdi194 panini!

h 15:00 – LABORATORIO DI RISCRITTURA RIVENDICATIVA: VOGLIAMO #MOLTOPIÙDI194
A partire dai i limiti applicativi e costitutivi della L.194/78 che ad oggi non garantisce i nostri diritti e stigmatizza la donna, vogliamo mettere nero su bianco le nostre rivendicazione perché dopo 40anni siamo tornate e vogliamo molto di più!

h 18:00 iniziativa dell’Associazione Orlando e Centro delle donne di Bologna
Promuoviamo l’esposizione ed il dibattito “Corpi, spazi e movimenti: percorsi e lotte delle donne a 40 anni dalla legge 194” all’interno del Foyer del Teatro Comunale

h 20:30 – Spettacolo teatrale
Verranno portati in scena testimonianze e monologhi teatrali, a sottolineare e sintetizzare nell’atto scenico l’identità tra una parola e un’azione che denunciano l’iniquità della narrazione dominante.

h 21:30 -#MOLTOPIÙDI194 PARTIESSSS
Musica e danza in piazza per riappropriarci delle nostre strade e dei nostri corpi perché, if i can’t dance it’s not mi GENDERevolution!

Sabato 26

Corteo! Molto Più di 194! Partenza ore 16 da Piazza del Nettuno

A 40 anni dalla legge 194 – Per una sessualità libera, per la contraccezione gratuita, per l’autodeterminazione: tutta la società deve cambiare!

BRESCIA

brescia

Sabato 19 maggio: spettacolo “io obietto” organizzato nell’ambito del festival “open up”

Sabato 26 maggio: piazza femminista con la CONVERSATORIA (laboratorio di autoformazione) dalle ore 15

CATANIA

catania

SABATO 19 MAGGIO, ore 10.00 – Ex Chiesa della Purità (Auditorium) Via Santa Maddalena 29
SEMINARIO a cura della Clinica Legale “Coesione e Diritto (UniCt) e del collettivo RivoltaPagina : “A quarant’anni dalla legge n. 194 del 22 maggio 1978” con – tra le altre – l’ospite Anna Pompili, ginecologa (Roma).

SABATO 26 MAGGIO, ore 17.00
PRESIDIO femminista nei pressi di un Ospedale cittadino (info a breve! seguite l’evento)

PROGRAMMA:
SEMINARIO della Clinica Legale “Coesione e Diritto”, Dipartimento di Giurisprudenza, Unict in collaborazione con Rivoltapagina, UDI e Thamaia dal titolo: “A quarant’anni dalla legge n. 194 del 22 maggio 1978: ‘Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”

Introduce
Adriana Di Stefano, Università degli Studi di Catania

Relazioni
– Rita Palidda, Università degli Studi di Catania
– Anna Pompili, Scuola di specializzazione in Farmacologia Medica, Università Sapienza, Roma

Interventi
– Anna Agosta, Centro Antiviolenza Thamaia
– Elena Caruso, Clinica Legale “Coesione e Diritto”, Collettivo femministaRivoltaPagina
– Rosario La Spina, Dipartimento materno-infantile ASP Catania
– Adriana Laudani, Unione Donne Italiane (UDI) Catania

ALTRE INFO A BREVE sul PRESIDIO di SABATO 26!

 

FANO

fano

La legge 194, la legge che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza, compie oggi 40 anni: dal 22 maggio 1978 abortire in Italia non è più reato. Per ricordare questa importante conquista delle femministe e di tutte le donne, per difendere questa legge dai continui attacchi dei no-choise e degli obiettori di coscienza, ma anche per continuare a lottare e a rivendicare #moltopiùdi194, abbiamo organizzato un BANCHETTO INFORMATIVO.
DOMENICA 27 MAGGIO, DALLE 16.30 ALLE 20, PRESSO LA TENSOSTRUTTURA DELLA SASSONIA A FANO.

FIRENZE

firenze

22 Maggio 2018 h 18:30 – P.za S. Spirito Aperitivo e consultoria femminista

Il 22 maggio organizziamo una consultoria autogestita: saremo in piazza con una ginecologa per parlare della nostra sessualità, delle nostre scelte. Saremo in piazza per riaffermare il ruolo del consultorio come spazio politico, culturale e sociale oltre che come luogo delle donne per le donne. Saremo in piazza per offrire informazioni e distribuire materiale sulla salute sessuale e riproduttiva e sui servizi disponibili sul nostro territorio.
Questa sarà anche l’occasione per presentare il nostro questionario e partecipare all’autoinchiesta.

Per partecipare all’autoinchiesta:
– Puoi venire in piazza o passare alla Libreria delle donne (via Fiesolana 2b) e compilare una copia cartacea
– Puoi compilarlo online, connettendoti al seguente link: https://goo.gl/36jydS
– Puoi inquadrare il QR-code con il tuo smartphone e leggerlo con una app dedicata (es. i-nigma).

GENOVA

GENOVA

Libere di scegliere #prochoice

Lunedì 21 MAGGIO 2018 | VIA DI SANTA ZITA 2 | ORE 18.00
#PROCHOICE

JESI

Jesi

Martedì 22 maggio: Banchetto raccolta firme : 40 anni della legge 194

Dalle ore 17.00

L’AQUILA

l'aquila

Martedì 22: 40 anni dalla legge sull’aborto: proiezione e dibattito

In occasione dei 40 anni delle legge sull’aborto, il collettivo Fuori Genererisponde all’appello lanciato dalla rete NON UNA DI MENO e organizza per il 22 maggio una giornata per tornare a parlare della legge 194/78.

Vi aspettiamo a CaseMatte, nell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio:
– dalle ore 20:30 ci sarà un aperitivo/cena per mangiare e bere qualcosa insieme
– dalle 21 la proiezione con dibattito del documentario-inchiesta
“Così è se vi pare” di Irene Dionisio
sul Movimento per la Vita (anti-abortista) presente troppo spesso negli ospedali e nelle scuole pubbliche… capiremo perché e come il MPV ha contribuito alla messa sotto scacco della legge 194.

LATINA

latina

Giovedì 24

Libertà Condizionata: Tavola Rotonda per i 40 anni della 194

Per questo anniversario abbiamo deciso di organizzare una Tavola Rotonda per fare il punto della situazione, sia a livello nazionale che territoriale, capirne le criticità e, perché no, proporre delle soluzioni.

Ospitata dal Comune di Latina (Sala De Pasquale – Piazza del Popolo, 1), la Tavola Rotonda si svolgerà Giovedì 24 maggio dalle 16 alle 19.

LIVORNO

livorno

Venerdì 25

LIBERE DI SCEGLIERE : MOLTO PIU’ DI UNA LEGGE

Presidio informativo dalle ore 17.30

LUCCA

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Legge 194, 40 anni dopo! Non un passo indietro!

Sabato 19 maggio

Programma:

Ore 16 – 16.20
Introduzione
NON UNA DI MENO LUCCA

0re 16.20 – 16 – 40
Una storia di donne, di lotte, di movimenti
NON UNA DI MENO LUCCA

Ore 17.00 – 17.15
Legge 194 e ruolo dei consultori pubblici: l’esperienza di Lucca
Consultorio familiare, Azienda Usl Toscana Nord ovest

Ore 17.15 – 17.45
La nostra mappatura contro ogni obiezione
Obiezione Respinta La Limonaia PISA

17.45 – 18.15
Dibattito

18.30 – 19.30
Mostre, filmati
Le lotte del movimento delle donne dagli anni Settanta

19.30 – 20.30
Aperitivo femminista e letture

20.45 Concerto
DE’ SODA SISTERS

MANTOVA

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40 anni di 194!

SABATO 26 MAGGIO – PIAZZA MANTEGNA – DALLE 10 ALLE 12
PRESIDIO PER I 40 ANNI DELLA LEGGE 194 con distribuzione materiale informativo, reading e favolosità!

MESSINA

MESSINA

Venerdì 25 maggio

Dalle ore 17 davanti al Duomo. Siete tutt* invitati a partecipare a questo momento di dibattito in vista del quarantesimo anniversario della legge 194 per la legalizzazione delle pratiche abortive.
A discutere la questione in maniera approfondita saranno invitati esperti che potranno parlarci con più competenza dell’argomento, in modo da presentare una panoramica completa sull’aborto, argomento troppo spesso sottovalutato.

MILANO

milano

WORSKSHOP. LA MIGLIOR PREVENZIONE E’ L’EDUCAZIONE
Un workshop di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e delle gravidanze indesiderate, ma soprattutto un laboratorio sulla sessualità e sul desiderio!
a cura del consultorio CEMP e del Coordinamento dei Collettivi Studenteschi

WORLD CAFé su scelte riproduttive e non riproduttive a cura di SessFem

LA SVELTINA. DIALOGO SUI GENERIS
a cura del Tavolo di genere dei collettivi Zam, Lambretta, Lume e Rete studenti Milano

dalle 17 “MOLTO PIU’ DI 194”. Spazi tematici disseminati nel parco, si svolgono in due sessioni che si ripetono, la prima alle 17 la seconda alle 18

Chi ha paura della contraccezione?
Consultori pubblici, autogestiti e Atlante europeo della contraccezione
Con: Daniela Fantini (ginecologa consultoriale e presidente Cemp) e Pietro Puzzi (ginecologo consultoriale e Comitato contraccezione gratuita)

Chi decide dopo l’aborto?
Un’inchiesta sui cimiteri dei feti
Con Elena Iannone (giornalista), Silvio Viale (ginecologo ospedaliero)

Che ne è della salute delle donne?
L’IVG in ospedale e la continuità assistenziale tra ginecologia, ostetricia e difesa dei servizi pubblici
Con Antonio Spreafico (ginecologo ospedaliero), Eleonora Sciascia (ostetrica), Associazione Amor mamme di Angera

La formazione che non c’è e l’educazione che vorremmo
I percorsi universitari e scolastici
Con Camilo Vilagran (Rete della conoscenza), Laboratorio Lilith (Unipop – Università Popolare Spazio di Mutuo Soccorso)

Di cosa parliamo quando parliamo di aborto
Con Eleonora Cirant (giornalista), Claudia Mattalucci (antropologa), Claudia Parravicini (psicologa)

°dalle 20.00: CONCERTO
Con i contributi delle compagne da Argentina e Irlanda e con le nostre proposte per il futuro. Vogliamo molto più di 194!

NAPOLI

Napoli

Sabato 26 maggio: MOLTOPIUdi194 Nonunadimeno Napoli

Il 26 maggio scendiamo in piazza del Gesù per diffondere l’autodeterminazione transfemminista.
Godiamo e festeggiamo assieme questo compleanno: vogliamo molto più di 194, vogliamo tutto!

Corteo dalle ore 10.30

PADOVA

padova

Una settimana per rivendicare : 
✔️anticoncezionali per prevenire
✔️educazione sessuale per decidere
✔️libertà di scelta sui nostri corpi! 

MARTEDì 22 MAGGIO – ore 10.30 – Presidio e volantinaggio presso Azienda ospedaliera Padova (di fronte alla clinica di ostetricia e ginecologia)

MERCOLEDì 23 MAGGIO – ore 19.30 – Teatro Ruzante – Aperitivo e Proiezione del film “Lunàdigas” . A seguire dibattito con le autrici.

SABATO 26 MAGGIO – ore 19.00 – luogo da definire – “L’Arte della Gioia” – Laboratorio sul Piacere Femminile

programma in via di definizione – stay tuned!

#obiezionerespinta
#moltopiùdi194

PARMA

Parma

Martedì 22 maggio: RU-MORE486 PARTY 🎉
Legge 194 || 1978 – 2018 || Festeggiando i miei 40 anni 🎈

▸ Aperitivo ad Art Lab Occupato
▸ Talk per i 40 anni della legge sull’aborto
▸ Musica anti-obiezioni
▸ Cibo, vino ed allegria
________________________________________________

Vogliamo festeggiare, vogliamo omaggiare e celebrare un percorso di lotta che ha portato all’ottenimento della legge.

Sappiamo che c’è molto altro da fare e che dobbiamo continuare a difendere la 194. Sappiamo che vogliamo di più:
– educazione sessuale nelle scuole;
– obiettori fuori dagli ospedali;
– più formazione e informazione;
– e tanto altro.
Parliamone insieme!

PAVIA

PAVIA

Mercoledì 23 maggio dalle ore 10.30: 40 anni di 194 – Presidio al Policlinico San Matteo, Viale Golgi 19

Abortire è un diritto, non una colpa!

PISA

pisa

Martedì 22

MOLTO PIÙ DI 194 – Assemblea pubblica per i 40 anni della legge

Vi aspettiamo alle Logge di Banchi per affrontare i temi del diritto all’IVG, alla contraccezione e l’accesso alla salute con giochi, autoinchieste e un’assemblea per confrontarci!

La piazza sarà piena di domande a cui potrete rispondere anonimamente, un gioco in cui vi troverete improvvisamente incinte e dovrete capire come sfangarvela, e alle 18:00 si terrà un’assemblea per parlare tutte insieme di cosa vuol dire, a Pisa, accedere all’IVG.

Venerdì 25

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Night Parade a 40 anni dalla 194 organizzata dalla Mala Servanen Jin Occupata – Casa delle Donne che combattono. Appuntamento alle ore 21 a Piazza della Pera.

REGGIO CALABRIA

REGGIO CALABRIA

Martedì 22

Dalle ore 17,30 in poi presso la scalinata del Teatro F.Cilea saremo presenti con “il Consultorio in Piazza” per parlare di 194, metodi contraccettivi e contraccezione d’emergenza, malattie sessualmente trasmissibili, RU486.

REGGIO EMILIA

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Martedì 22 maggio: La mattina azioni in città #RisvegliareLaMemoriaDormiente

Il pomeriggio ore 18: Brindisi in onore della 194

Inchiesta di Non una di meno sui consultori: prime riflessioni

Sabato 26 maggio: Azioni sulla città #194BannerStorm

RIMINI

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Domenica 20 Maggio alle h 17 nella nuova sede ISUR in Via Costantino Nigra 26 (Rimini) incontro “consultorio e consultoria due realtà a confronto”

Siamo arrivat* all incontro conclusivo di questo ciclo di avvicinamento al #22m e ai 40 anni della 194, la legge che regolamenta l’aborto nel nostro paese.

ROMA

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::Martedi 22 maggio:: 

Anniversario dell’approvazione della legge 194: giornata di azioni territoriali nella città… Stay tuned

::Sabato 26 maggio:: 

Corteo cittadino ore 17.00. Partenza da Piazza dell’Esquilino, che passerà per Via Liberiana, Via Merulana, Via dello Statuto e arriverà a Piazza Vittorio.

 

SALERNO

 

salerno

Sabato 26

Ore 09:00
Gazebo informativo
Lungomare di Salerno (altezza poste centrali)

Ore 19:00
Corteo Salerno Pride
Concentramento c/o Spiaggia Santa Teresa

 

TORINO

TORINO

Domenica 27 maggio: Consultoria in piazza: 194? Sì, ma vogliamo di più!

In occasione del 40ennale della Legge 194 che regola l’interruzione volontaria di gravidanza, una giornata intera in piazza per parlare di sessualità, aborto, autodeterminazione, piacere e desiderio.

Dalle h 10.30 in Piazza Castello: banchetti informativi, laboratori, mostre, performance artistiche, chiacchiere e molto altro.

h11.30 Anatomia e Piacere: chi viene? Un laboratorio per parlare di sessualità e piacere, per scoprire e riscoprire il nostro corpo (a cura di ConTatto – Laboratorio ostetrico)

h14 – h16 Sportello ostetrico: le ostetriche di ConTatto rispondono alle domande su contraccezione, interruzione volontaria di gravidanza, anatomia, infezioni sessualmente trasmissibili, sessualità e pavimentopelvico

h16 “Ieri…”
La Casa delle donne di Torino si racconta.
Dall’occupazione del Sant’Anna ai primi consultori autogestiti torinesi, dalle ingerenze del Movimento per la vita alla lotta del movimento delle donne per un aborto libero, sicuro e gratuito.
La storia narrata da chi ha vissuto quegli anni e ha partecipato alle battaglie che hanno portato alla Legge194.

h17 “…Oggi”
Parliamo di aborto, tra autodeterminazione e libertà di scelta.
Serve davvero una legge del codice penale per regolare l’ivg?
Cosa significa 194 oggi tra obiezione di coscienza, tagli alla sanità pubblica e chiusura dei consultori?

Non Una Di Meno – Torino
in collaborazione con ConTatto – Laboratorio Ostetrico
con la partecipazione della Casa delle donne di Torino

TRENTO

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Venerdì 25 maggio: Obiezione Respinta-Presidio per l’Anniversario della 194

Dalle ore 17:00 in Via Oriola angolo Via Oss Mazzurana per condividere informazioni e ribadire con forza il NO all’obiezione di coscienza all’interno delle strutture pubbliche. L’aborto dev’essere garantito gratuitamente a chiunque ne abbia bisogno!
#YoDecido!

VENEZIA

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Mercoledì 30

Obiezione Respinta! Libere di scegliere #moltopiùdi194

A Venezia ci troveremo dalle 17.00 alle Zattere, di fronte all’auletta autogestita dalle studentesse e dagli studenti dei collettivi universitari.
Presenteremo il progetto di mappatura dell’obiezione in Italia assieme due attivist* di Obiezione Respinta
Ci saranno infopoint legati alla IVG, alla sessualità, alla contraccezione e materiale del Centro Antiviolenza Iside
Aperitivi e cicchetti di autofinanziamento
 dj_set con Baboulous Belinda

VERONA

verona

Sabato 26

Consultoria itinerante con distribuzione di materiale informativo sulla contraccezione di emergenza. Appuntamento a Stazione Porta Nuova dalle 12.00

#obiezionerespinta #moltopiùdi194

 

 

 

Appello nazionale di Non una di Meno verso i 40 anni dalla Legge 194

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A 40 anni dalla Legge 194
Per una sessualità libera, per la contraccezione gratuita, per essere libere di scegliere!

Le donne stanno lottando in ogni parte del mondo. Di fronte a questa potenza ovunque vediamo un attacco alla libertà che ci siamo conquistate. La contraccezione gratuita, il pieno accesso all’aborto, l’educazione a una sessualità libera sono ancora negati o fortemente ostacolati e, anzi, proprio in questo momento assistiamo al tentativo di sottrarre alle donne il potere e la libertà di decidere sul proprio corpo e sulla propria vita, con la diffusione dell’obiezione di coscienza e con un attacco feroce dell’aborto.

A quarant’anni dall’approvazione della Legge 194, in Italia l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza è sempre più un percorso a ostacoli. Il numero di medici obiettori ha raggiunto una media nazionale del 70%, con punte del 90% in alcune regioni. Solo 390 su 654 strutture dotate di reparti di ostetricia e ginecologia effettuano interruzioni di gravidanza. La pillola abortiva RU486 è somministrata da pochi ospedali e in modo limitato. E non va molto meglio quando in gioco c’è il diritto alla salute durante la gravidanza e il parto.

Possiamo venderci liberamente sul mercato del lavoro ‒ al prezzo più basso e alle condizioni più precarie – solo se contemporaneamente accettiamo di tornare nelle case, di essere responsabili del lavoro riproduttivo e della cura, di supplire ai vuoti lasciati dal welfare. Per le migranti il ricatto del permesso di soggiorno è un ulteriore ostacolo alla libertà di scegliere e all’accesso alla salute. Ci si aspetta che facciano il lavoro di cura o piuttosto che colmino il calo demografico, mentre razzismo e sfruttamento stabiliscono gerarchie e posizioni di subordinazione.

Alla logica antiabortista che cancella la vita delle donne contrapponiamo la nostra libertà, di scegliere e di lottare collettivamente. Contrapponiamo i nostri desideri, la maternità quando è liberamente scelta e la possibilità di rifiutare l’ordine tradizionale della famiglia.

Il 22 e il 26 maggio scenderemo nelle piazze perché sappiamo che la sessualità è un campo di battaglia, non una questione privata o di coscienza individuale. Saremo in piazza per rompere l’isolamento a cui siamo costrette quando affrontiamo l’aborto o quando scegliamo la maternità.

Riaffermiamo la nostra libertà e gli spazi di potere conquistati per dire che la sessualità delle donne non è finalizzata alla procreazione, che la maternità non è un obbligo, che l’aborto è una scelta delle donne ma riguarda anche la sessualità maschile.

Alla libertà di scegliere vogliamo dare un senso nuovo a partire dalla forza di un movimento globale che pretende e reclama una trasformazione dell’intera società. Siamo con le donne argentine che hanno imposto al parlamento di discutere la legalizzazione dell’aborto, con le irlandesi che a maggio voteranno in un referendum per decriminalizzare la procedura per l’aborto, con le polacche che per prime hanno scioperato per bloccare i tentativi del parlamento di proibirlo.

Lottiamo per una sessualità libera, contro la subordinazione e la violenza e per questo:
Vogliamo welfare per l’autodeterminazione, la sanità pubblica, laica e a nostra misura, i consultori aperti alle donne di qualunque età, alle persone gay, lesbiche, trans, e alle migranti.

Vogliamo la contraccezione gratuita.

Vogliamo l’accesso gratuito all’assistenza sanitaria per l’ivg, la gravidanza e il parto indipendentemente dalla cittadinanza e dai documenti.

Vogliamo gli obiettori fuori dalle strutture sanitarie pubbliche e dalle farmacie.

Vogliamo la RU486 a 63 giorni e senza ospedalizzazione, somministrata anche nei consultori pubblici.

Vogliamo l’eliminazione delle sanzioni amministrative per le donne che ricorrono all’aborto fuori dalle strutture sanitarie pubbliche.

Vogliamo l’educazione sessuale nelle scuole.

Vogliamo condividere saperi e desideri. Che mille consultorie nascano!

Non Una Di Meno

 

40 anni di legge 194: Vogliamo contraccezione gratuita e libertà di scelta sui nostri corpi

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Il 22 maggio e il 26 maggio, a quarant’anni dall’approvazione della legge 194 che legalizza l’interruzione volontaria di gravidanza, Non Una Di Meno torna nelle piazze di tutta Italia forte della solidarietà dei movimenti femministi che in tutto il mondo, dall’Argentina all’Irlanda, dalla Polonia agli Stati Uniti, hanno rimesso al centro del dibattito pubblico la giustizia riproduttiva e la libertà di scegliere.

Il movimento rivendica la libertà e i diritti conquistati in decenni di lotte collettive, per dire che la sessualità delle donne non è finalizzata alla procreazione, che la maternità non è un obbligo ma una scelta.

Non Una Di Meno denuncia la responsabilità di Stato e Regioni nella continua violazione del diritto alla salute riproduttiva: anche questa è violenza di genere. Il numero di medici obiettori ha raggiunto una media del 70%, con punte del 90% in alcune regioni. Solo 390 su 654 strutture dotate di reparti di ostetricia e ginecologia effettuano interruzioni di gravidanza, con il risultato che l’interruzione volontaria di gravidanza è sempre più un percorso a ostacoli. L’aborto farmacologico è somministrato da pochi ospedali e in modo limitato, mentre la stessa legge 194 prevede l’uso delle tecniche più aggiornate a tutela della nostra salute. Inoltre, riguardo gravidanza e parto, oltre il 20% delle donne racconta di aver subito umiliazioni e pratiche violente durante il parto, mentre l’accesso gratuito agli esami diagnostici durante la gravidanza è compromesso dalla carenza di strutture pubbliche, con conseguenze gravi sulla salute e sul benessere delle donne, soprattutto quelle più povere e precarie.

Nel difendere la nostra libertà di scegliere partiamo dalla forza di un movimento globale che pretende e reclama una trasformazione dell’intera società. Siamo con le donne argentine che hanno imposto al parlamento di discutere la legalizzazione dell’aborto, con le irlandesi che a fine maggio voteranno in un referendum per decriminalizzare la procedura per l’aborto, con le polacche che per prime hanno scioperato per bloccare i tentativi del parlamento di proibirlo.

Vogliamo la contraccezione gratuita.

Vogliamo l’accesso gratuito all’assistenza sanitaria per l’ivg, la gravidanza e il parto indipendentemente dalla cittadinanza e dai documenti.

Vogliamo gli obiettori fuori dalle strutture sanitarie pubbliche e dalle farmacie.

Vogliamo la RU486 a 63 giorni e senza ospedalizzazione, somministrata anche nei consultori pubblici.

Vogliamo l’eliminazione delle sanzioni amministrative per le donne che ricorrono all’aborto fuori dalle strutture sanitarie pubbliche.

Vogliamo welfare per l’autodeterminazione, la sanità pubblica, laica e a nostra misura, i consultori aperti alle donne di qualunque età, alle persone gay, lesbiche, trans e alle migranti.
Vogliamo l’educazione sessuale nelle scuole.

 Non Una Di Meno

Para Marielle Franco: Não uma a menos

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Recebenos  com dor, raiva e consternação a notícia da morte no Rio de Janeiro de Marielle Franco, 38 anos,  militante feminista lésbica negra do PSOL. Quinta vereadora eleita com mais  de 46 mil votos nas eleiçoes de 2016 no Rio de Janeiro, Marielle nasceu na Maré, e por isso gostava de definir-se ‘cria da Maré’.

Ativista feminista, lésbica, negra, sempre a frente na defesa dos direitos humanos nas faveals, contra o estermínio da população negra e pobre, Marielle morreu numa verdadeira execução atingida por diversos tiros na cabeça que foram disparados de um carro que se aproximou ao carro em que ela estava viajando. Junto com ela morreu também o motorista e foi atingida a sua assessora  sem ferimentos graves. Marielle estava voltando de uma roda de conversa de feministas negras onde ela tinha defendido as políticas de inclusão escolar para  a populaçao negra e pobre, lembrando como ela própria tinha conseguido fazer a Faculdade graças a estas.

Nas últimas semanas Marielle tinha denunciado o aumento da violência e da brutalidade das ações da polícia, em particular em Acari, por meio do 41º Batalhão da Polícia Militar do Rio de Janeiro. O dia anterior ao seu assasinato escreveu mensagem em seu Twitter, “Mais um homicídio de um jovem que pode estar entrando para a conta da PM. Matheus Melo estava saindo da igreja. Quantos mais vão precisar morrer para que essa guerra acabe?”.

Este homicídio, perpetrado poucos dias depois da greve geral e mundial das mulheres do 8 de março, é um sinal da forte repressão  que está ocorrendo no Brasil, contra quem, como Marielle, mulher, negra e feminista, criticava abertamente o Presidente Temer e o governo do Estado do Rio de Janeiro por suas políticas repressivas contra as popolaçoes mais pobres, e particularmente contra os negros e as mulheres.

O Presidente Temer decidiu no começo do ano enviar o exército para o Rio de Janeiro com o objetivo de controlar a cidade e garantir a segurança, para conter o que foi apresentado como uma escalda da violência, em particular da violência de gênero. No Brasil, segundo  dados da Organizaçao Mundial da Saude,  a taxa de feminicidios é de 4,8 por cada 100 mil mulheres, ocupando o país o quinto lugar a nível mundial.

Desde dia 28 de fevereiro Marielle era relatora da Comissão que acompanha a intervenção federal no Rio de Janeiro. Ela, junto a outras vozes, tinha denunciado essa intervençao por ser de fato um dispositivo de controle e repressão da população pobre e negra da cidade, usado pelo Presidente em vista das eleiçoes presidencias. A vereadora era sempre presente nas importantes manifestações das mulhers, que nos últimos anos ocuparam as praças do Brasil.

Sabemos que quem, como Marielle, foi sempre ao lado das mulheres nas favelas, se opunha às políticas de limpeza (termo usado para as detenções de massa e homicídios) por parte da polícia e à concepção das favelas como imensas regioes deixadas nas mãos do crime organizado. As favelas representam uma necessidade para o neoliberalismo. Marielle sempre esteva ao lado das mulheres, que são as mais atingidas pelas políticas de repressão, às quais são negadas as chances de sair da pobreza absoluta. A execução de  Marielle representa exatamente aquilo contra o que ela lutava: o extermínio da populaçao negra, pobre e sobretudo os /as moradores/as de favelas.

A maré feminista global abraça nesse momento as companheiras feministas brasileiras, tomando Marielle como exemplo de coragem e força, gritando forte “a nossa força vai enterrar vocês”.

Marielle é parte da maré feminista e nos vamos levá-la conosco em qualquer lugar e em todas nossas lutas, começando pela luta contra o silêncio e o esquecimento no  qual vão tentar fazer cair esse homicídio político.

Nenhum passo atrás. Nenhuma a menos.

Marielle Presente! Feminsimo é revolução

Non una di meno – Italia

Roma, 15 de março 2018.

A Marielle Franco. Non un passo indietro. Non una di meno

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Le rose della resistenza nascono dall’asfalto, siamo quelle che ricevono rose, ma siamo anche quelle che con il pugno chiuso parlano dei nostri luoghi di vita e resistenza contro gli ordini e soprusi che subiamo.” Marielle Franco

Apprendiamo con dolore, rabbia e sconcerto dell’uccisione a Rio de Janeiro di Marielle Franco, 39 anni, militante femminista nera del Partito Socialismo e Libertà (Psol). Quinta consigliera comunale di Rio nelle elezioni del 2016, era nata nel Maré, una favela a nord della città e, per questo, amava definirsi “cria da Maré, “figlia della Marea”.

Attivista femminista, nera, lesbica, sempre in prima linea per i diritti umani nelle favelas, contro lo sterminio delle popolazioni nere è stata uccisa. Una vera e propria esecuzione: è stata freddata con diversi colpi di pistola alla testa provenienti da una macchina che ha affiancato la sua. Insieme a lei è stato ucciso l’autista e gravemente ferita una sua collaboratrice. Marielle rientrava da un evento di femministe nere dove aveva difeso le politiche educative rivolte alla popolazione povera e nera, ricordando come lei stessa fosse riuscita a fare l’Università grazie ad esse.

Da settimane andava denunciando l’aumento della violenza e della brutalità della polizia nelle favela di Acari da parte del 41º Battaglione della Polizia Militare di Rio de Janeiro. Un giorno prima del suo assassinio scriveva in uno dei suoi ultimi tweet “Un altro omicidio di un giovane è entrato nella lista di crimini commessi dalla Polizia Militare. Matheus Melo stava uscendo da una chiesa. Quante persone ancora devono morire prima che questa guerra finisca?”

Questo omicidio, perpetrato a pochi giorni dallo sciopero globale dell’otto marzo, è un segnale della forte repressione in atto in Brasile, nei confronti di chi, come Marielle, donna nera e femminista, critica apertamente il presidente in carica Temer, per le sue politiche repressive contro le popolazioni più povere, e in particolare contro le persone di colore e le donne.

Il Presidente ha deciso all’inizio dell’anno di inviare l’esercito a Rio de Janeiro affidandogli il controllo e la sicurezza della città, per arginare quella che è stata presentata come un’escalation di violenze, in particolare di genere. In Brasile, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il tasso di femminicidi è di 4,8 per 100mila donne, il quinto posto a livello mondiale.

Marielle era entrata a far parte il 28 febbraio della Commissione che doveva monitorare l’intervento militare, che lei, insieme ad altri attivisti, consideravano un dispositivo per controllare e reprimere la popolazione nera e povera della città, usato dal Presidente a fini elettorali. La consigliera era stata tra le protagoniste delle manifestazioni massicce del movimento delle donne, che in questi anni hanno riempito anche le piazze del Brasile.

Sappiamo che chi, come Marielle, è sempre stata dalla parte delle donne nelle favelas, si opponeva in primo luogo alle politiche di “bonifica”(questo il termine tecnico usato per arresti di massa e uccisioni) da parte della polizia e alla concezione delle favelas come immensi quartieri dati in pasto alla criminalità organizzata. Le favelas rappresentano una necessità per il neoliberismo. Chi si è sempre schierato accanto alle donne, le più colpite dalla politica e dalla repressione, alle quali è preclusa ogni possibilità di uscire da una povertà assoluta, si è sempre ritrovata sotto attacco. In particolare, l’esecuzione di Marielle rappresenta un attacco a tutto quello contro cui lei stessa lottava: lo sterminio del popolo nero.

La marea femminista globale in questo difficile momento abbraccia le compagne femministe brasiliane, prendendo esempio dal coraggio e dalla forza di Marielle, gridando forte che “la nostra forza vi seppellirà!”.

Marielle è parte della marea femminista e la porteremo con noi in ogni latitudine e in ogni lotta a cominciare da quella contro il silenzio e l’oblio che cercheranno di far cadere su questo omicidio politico

Non un passo indietro. Non una di meno

Marielle Presente! Feminismo é revolução

Non una di meno

SAPPIAMO CHI SIAMO, SAPPIAMO QUELLO CHE VOGLIAMO! Lo sciopero femminista è un punto di partenza

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Lo sciopero globale delle donne dell’8 marzo si conferma, per il secondo anno consecutivo, uno straordinario strumento di lotta e di radicamento nei territori che ha riempito le città di tutto il mondo restituendo immagini di inarrestabile potenza.
A Roma le piazze della mattina hanno toccato luoghi e temi cruciali sui cui Non Una Di Meno continuerà a investire energie nei prossimi mesi, a partire dalla continua tessitura di relazioni tra studentesse, centri anti violenza, sportelli e servizi autogestiti, artiste e performer, lavoratrici del corpo e delle passioni.
La mattina le studentesse hanno aperto la giornata di sciopero con un corteo interno alla città universitaria de la Sapienza, calando uno striscione dal rettorato che recitava “contro un sapere neutro e sessista costruiamo l’università femminista”.
Al Ministero del Lavoro le donne hanno animato uno speakers’ corner contro le molestie e la precarietà. Poi hanno dato vita a un’azione di sanzionamento al vicino Hard Rock Cafè in cui da tempo si consumavano molestie sessuali ai danni di alcune dipendenti sotto il ricatto del rinnovo contrattuale. Qui il passaggio dal #Metoo al #Wetoogether si è trasformato in pratica di solidarietà e di lotta comune.
L’appuntamento di Piazza Madonna di Loreto ha messo al centro il Piano femminista contro la violenza maschile e il ruolo di pratiche e spazi femministi nei percorsi di autodeterminazione e fuoriuscita dalla violenza.
Tre anasuromai hanno attraversato la città: su le gonne nella mattinata alla sede rai di Viale Mazzini “non è la Rai”, poi al Foro Italico sotto l’obelisco di Mussolini “dilDux”, infine a Piazza Venezia alla conclusione del corteo.
Più di 20mila persone hanno attraversato la città da Piazza Vittorio alla Colonna Traiana. La significativa presenza delle giovanissime si è accompagnata a una trasversalità generazionale che è il vero tratto qualitativo del movimento femminista globale: spazio di confronto e di costruzione politica comune tra età e esperienze differenti. Il corteo ha saputo parlare molti linguaggi, dando spazio a interventi, letture e performance che hanno rovesciato la vittimizzazione e rimesso al centro le vite e i corpi nella loro materialità e autodeterminazione: “sappiamo chi siamo, sappiamo quello che vogliamo!” sui temi del lavoro, della salute, dell’autodeterminazione e delle frontiere e della cittadinanza. Il videobombing sui muri della città che ha segnato il passaggio del corteo ha ben reso la forza immaginativa del movimento.
Il corteo ha visto la partecipazione anche di Asia Argento, Rose McGowan e Miriana Trevisan che hanno voluto essere in piazza con Non Una Di Meno per sostenere lo sciopero femminista e la solidarietà tra le donne contro le molestie attivata dal #Metoo: Sorella, io ti credo! Erano anche presenti le attrici firmatarie dell’appello Dissenso Comune che hanno sfilato alla manifestazione.
Lo sciopero femminista è tornato a riaffermare la potenza della marea in più di 70 città italiane, malgrado le difficoltà prodotte dalla prossimità elettorale e dalle limitazioni imposte al diritto di sciopero. è tornato a rompere gli schemi, a catalizzare energie per mettere in crisi i rapporti di potere e le gerarchie su cui si fonda il sistema patriarcale e neoliberale, a costruire spazi di opposizione al sessismo, al razzismo e al nuovo autoritarismo che avanza. L’8 marzo non è un punto di arrivo ma un nuovo punto di partenza.
Non una di meno Roma

Indizione dello Sciopero Transfemminista – 8 marzo 2018

Con la presente comunicazione, nel residuale rispetto della legge del 12 giugno 1990, n° 146, nonché della Deliberazione n° 77 della Commissione di Garanzia dei Ruoli di Genere, nell’attuazione della Deliberazione n° 1528 del 28 agosto 1969 (Prot. 12175/UNI/RIC) della Commissione di vigilanza sulla Divisione sessuale del lavoro e sulla divisione del lavoro sessuale e di genere

Riunit* nelle assemblee delle casalinghe, delle colf, delle badanti, dei call center, operatrici dell’accoglienza, educatrici, riders del cibo a domicilio, ciclofattorini e ciclofattorine col ciclo,

nei comitati per l’abolizione della conciliazione vita/lavoro,

nelle chat di Grindr, Tinder, Wapa, Badoo e GayRomeo,

dalle catene di abbigliamento e dalle cooperative di servizi,

dalle frange estreme del lavoro precario offerto con gli annunci alla fermata dell’autobus (babysitter aiuto stiro ripetizioni tuttofare aiuto compiti ceretta dog sitter cerco lavoro cerco casa)

INDICIAMO

lo sciopero autoproclamato generale di 24 ore per il giorno 8 marzo 2018 da tutte le forme di lavoro gratuito, di cura, affettivo e sessuo-affettivo, sia gratuito che retribuito, dalle mansioni contrattuali, esplicite e implicite, naturalizzate e genderizzate in ogni luogo di lavoro, di non lavoro e di vita.

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Il capitalismo realizza profitto sui nostri sorrisi, sui nostri culi, sui nostri manicaretti, sul lavoro di networking e pubbliche relazioni che siamo costrette a svolgere mentre cerchiamo lavoro, sui nostri stage e tirocini, persino sul lavoro domestico svolto gratis nella famiglia e nella coppia, che permette ai nostri cari di riprendersi dalla giornata di lavoro ed essere di nuovo pront* a lavorare il giorno dopo.

Ci si aspetta che tutto questo lavoro lo svolgiamo gratuitamente, spontaneamente e volentieri in quanto espressione “naturale” del nostro genere o della nostra personalità. Ma quando ci rifiutiamo di svolgerlo o quando, sfinite, non riusciamo a svolgerlo, le conseguenze sono pesanti e ci rendiamo conto che è obbligatorio e imposto.

Anche la seduzione, la persuasione, la bella presenza, l’abbigliamento adatto ad appagare le aspettative, a sollecitare il desiderio e le fantasie di clienti, committenti, colleghi, capi non sono un di più o un’extra, ma parte integrante di moltissimi lavori.

Le norme di genere naturalizzano e invisibilizzano lo sfruttamento. Allo stesso tempo la precarietà, la mancanza di reddito, l’impossibilità di gestire il nostro tempo ci espongono ancora di più alla violenza di genere e del genere, ci impediscono di autodeterminarci, di ribellarci ai modelli di vita imposti.

Ogni minuto delle nostre vite produce valore: non reclamiamo un pagamento a cottimo per ogni nostro sorriso, ma permesso di soggiorno per tutte/i/u e un reddito di autodeterminazione incondizionato, che ci liberi dal ricatto del lavoro e che per noi non rappresenta nient’altro che una parziale restituzione del valore che produciamo, di quello che già ci spetta.

Le modalità di esecuzione dello sciopero saranno imprevedibili, scostumate e scombinate come le nostre vite. Per dettagli si rimanda al vademecum.

Saranno garantiti i servizi minimi vitali (laboratori di drag King, dildi sterilizzati, pappe precotte).

SomMovimento NazioAnale

http://sommovimentonazioanale.noblogs.org

Scarica l’indizione in PDF e affiggila nei tuoi luoghi di lavoro