SIAMO TUTTE CATTIVE MAESTRE

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Linciaggio mediatico, indagini e licenziamento. Succede all’insegnante di Torino, ma potrebbe accadere a tutte le donne che si ribellano al riemergere del neofascismo e di nuove forme di autoritarismo.

Il 22 febbraio le telecamere hanno ripreso un’attivista che manifestava a Torino contro l’ennesima piazza concessa a Casa Pound. Questa donna gridava la sua rabbia contro le forze di polizia, schierate a protezione di un’organizzazione fascista. Contro di lei, che di lavoro fa la maestra, si è scatenata la gogna mediatica e il tiro al bersaglio istituzionale.

Matteo Renzi ne ha chiesto il licenziamento in diretta televisiva, la Ministra dell’istruzione l’ha messa sotto procedimento disciplinare, i giornali l’hanno dipinta come donna “sguaiata,” una “fanatica” dagli “occhi strabuzzati.” Un’insegnante, ci dicono, dovrebbe dare l’esempio, farsi silente portatrice dei valori dello stato, il quale stato però – lo abbiamo visto in tante città in questa campagna elettorale – ripudia l’antifascismo quando non è pacificato e formale.

Attaccando questa maestra si ribadisce anche un modello di scuola patriarcale e sessista a cui le insegnanti, come missionarie, dovrebbero aderire in ogni momento della propria vita. La maestra non può, neanche quando la campanella è suonata, neanche all’esterno del luogo di lavoro, essere “sguaiata”, esprimere conflitto e rabbia, lottare contro una cultura fascista che semina odio.

Siamo solidali con la maestra di Torino, con tutte le insegnanti e le lavoratrici che si vorrebbe ridurre al silenzio, sotto il ricatto di un lavoro sottopagato e precario.

Siamo solidali con il collettivo Cattive Maestre che ha sostenuto l’insegnante di Torino e si ritrova, a sua volta, al centro delle polemiche.

L’ attacco all’insegnante antifascista è una minaccia per tutte, l’attacco alle Cattive Maestre è l’ennesimo tentativo di dividere le donne in buone e cattive. E’ anche un attacco alle lavoratrici e al pubblico impiego, settore che gode ancora di garanzie. Dopo questa vicenda ogni dipendente pubblico è avvisato: quanto fai nella tua vita extra lavorativa peserà nella valutazione del tuo lavoro.

L’8 marzo, giornata dello sciopero globale delle donne, torneremo a prenderci le strade e urlare, con gioia e con rabbia che SIAMO TUTTE ANTIFASCISTE, SIAMO TUTTE CATTIVE MAESTRE!

Non una di meno Roma

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