1ª Assemblea pubblica Transfronterizas – 7 febbraio 2021

LO SCIOPERO VIVE NELLE LOTTE

Invito alla 1ª Assemblea pubblica Transfronterizas

Da Feministas Transfronterizas, uno spazio di articolazione, solidarietà e intersezione delle lotte femministe, transfemministe e antipatriarcali di tutto il mondo, estendiamo un invito a tutte le donne, lesbiche, travestite, trans, non binarie, intersex, migranti, indigene, nere e afrodiscendenti ad un’assemblea aperta di Feministas Transfronterizas, che si terrà domenica 7 febbraio 2021 alle 14.45 (ora italiana). Questa assemblea si svolgerà nell’ambito del 3° Encuentro Plurinacional de las y les que Luchan (Cile), un’istanza sollevata da varie organizzazioni cilene, tra cui la Coordinadora Feminista 8M, che fa parte di Transfronterizas.

Vogliamo allargare e approfondire il dialogo e i legami tra i diversi femminismi dei nostri territori, per continuare a darci forza su scala planetaria e continuare a tessere i nostri orizzonti di lotta, soprattutto verso lo sciopero femminista dell’8M 2021. Gli assi che saranno discussi saranno intorno alle lotte e resistenze durante la pandemia, e gli orizzonti politici dello spazio

Per partecipare registrati a questo modulo entro venerdì 5 febbraiohttps://bit.ly/AsambleaPublicaTransfronterizas

Le lingue disponibili durante l’assemblea saranno Inglese|Spagnolo|Portoghese|Francese

Purtroppo la capienza massima su zoom è di 300 persone. Per chi ne avesse la possibilità consigliamo di connettersi in più persone utilizzando un solo link, in modo da poter partecipare ugualmente! 

Per maggiori informazioni ecco il testo di lancio dell’assemblea in italiano, spagnolo, inglese, francese e tedesco.

Non vediamo l’ora di incontrarci, scambiarci e ascoltarci! Un abbraccio di solidarietà

Arriba les que luchan!

LO SCIOPERO VIVE NELLE LOTTE
Femministe transnazionali contro la violenza patriarcale

Dai nostri diversi femminismi, intrecciati e potenziati dalla nostra connessione transnazionale, chiamiamo tutte le donne, lesbiche, trans, queer, intersex, migranti, indigene, nere e afro-discendenti, ad un’assemblea pubblica transnazionale il 7 febbraio 2021, per continuare a darci forza e a confrontarci verso lo sciopero femminista dell’8 marzo 2021.
Con questa assemblea vogliamo collegare le lotte e le rivolte che stiamo portando avanti verso il 25 novembre, giornata contro la violenza maschile e di genere, e tutte le lotte femministe e antipatriarcali che si sono svolte nel mondo negli ultimi mesi, per far sì che la nostra voce collettiva possa risuonare a livello globale sfidando i limiti che la pandemia ci mette davanti.
Abbiamo già detto chiaramente che non vogliamo tornare alla normalità perché la normalità era il problema. Abbiamo già detto che non pagheremo la crisi con i nostri corpi e i nostri territori. Abbiamo già denunciato a gran voce che la gestione neoliberale della pandemia intensifica la violenza sistematica contro le donne e le persone LGBTQI, nonché l’oppressione coloniale e razzista.
Ora vogliamo mostrare ancora di più la nostra potenza collettiva, in modo che la pluralità delle nostre esperienze, le nostre lotte e le nostre ribellioni possa rafforzarsi a vicenda, connettersi ed espandersi oltre i confini, plasmando il processo dello sciopero femminista che ci permette di rendere visibile e bloccare l’organizzazione patriarcale, razzista, capitalista e coloniale delle nostre società.
Mentre abbiamo creato reti di sostegno e di autodifesa per contrastare l’aumento della violenza domestica, non abbiamo mai smesso di combattere e denunciare la violenza di genere e maschile, come facciamo il 25 novembre in tutto il mondo.
Mentre abbiamo lavorato in prima linea negli ospedali, nelle scuole, nelle fabbriche, nei servizi di cura e di pulizia, e mentre nelle nostre case abbiamo continuato a fare lavori domestici, non abbiamo interrotto il processo dello sciopero femminista per dimostrare che se ci fermiamo noi si ferma il mondo, come abbiamo fatto il 1° maggio.
Mentre continuiamo ad attraversare le frontiere per fornire la manodopera necessaria a garantire la catena alimentare e i servizi di assistenza in cambio di un magro salario, non abbiamo smesso di denunciare il razzismo istituzionale e di chiedere a gran voce un permesso di soggiorno e un reddito di autodeterminazione che ci permettano di vivere una vita dignitosa.
Mentre nelle comunità indigene abbiamo garantito la riproduzione della vita attraverso trame collettive per affrontare la pandemia, non abbiamo smesso di difendere i territori dagli attacchi estrattivisti e dalla militarizzazione.
Mentre sui fronti di guerra e di conflitto come quello curdo e quello palestinese abbiamo continuato a costruire le nostre reti di solidarietà, non abbiamo fermato la nostra rivoluzione femminista e antimperialista e la richiesta di libertà per tutte e tutti i prigionieri politici.
Mentre la salute è stata gestita in maniera individuale e neoliberale, non abbiamo smesso di evidenziare le differenze nelle condizioni sociali e materiali di sesso, classe e razza nell’accesso all’assistenza sanitaria, lottando per la nostra libertà riproduttiva e per un aborto libero, gratuito e sicuro.
Negli ultimi anni siamo riuscite a creare un movimento femminista globale, capace di rendere trasversale la prospettiva femminista in tutti i movimenti sociali, come dimostrano le lotte di Black Lives Matters negli USA quelle di #EndSars contro la brutalità della polizia in Nigeria, e quelle che stanno scuotendo i governi fascisti e conservatori di tutto il mondo a partire dal sud, come in Bolivia, Perù e Cile.
Invece di arrenderci all’individualizzazione e all’attacco ai nostri corpi e ai nostri territori che la gestione neoliberale di questa pandemia ci impone, abbiamo ampliato ulteriormente la nostra lotta, non ci siamo lasciate, e abbiamo persino rafforzato la nostra interconnessione globale, come dimostra l’organizzazione del 35° Incontro Plurinazionale delle Donne e delle soggettività dissidenti in America Latina, la creazione dell’E.A.S.T. (Essential Autonomous Struggles Transnational) in Europa e oltre per collegare le lotte contro la svalutazione del lavoro produttivo e riproduttivo delle donne migranti e non, la solidarietà transnazionale allo sciopero delle donne polacche per la legalizzazione dell’aborto, e il rafforzamento di questo spazio, Feministas Transfronterizas, che ora vuole espandersi ancora di più e intercettare coloro che non ne fanno ancora parte.
In un momento storico in cui il nostro lavoro produttivo e riproduttivo è più intenso, sfruttato e svalutato che mai, e in cui la violenza patriarcale, di genere, capitalista e razzista ci attacca con maggiore forza, sentiamo l’urgenza di alimentare l’importanza del processo dello sciopero femminista globale e per questo motivo chiediamo a tutte le persone che vogliono unirsi alla lotta femminista transnazionale di partecipare all’assemblea pubblica del 7 febbraio.
¡Arriba las y les que luchan!
Feministas Transfronterizas

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...