8 MARZO MOBILITAZIONE GENERALE NON UNA DI MENO, 9 MARZO SCIOPERO: LA MAPPA DELLE CITTÀ

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L’8 LOTTO perchè il 9 SCIOPERO! Un giorno non ci basta, ce ne prendiamo due!

📌8 MARZO: MOBILITAZIONE GENERALE (piazze, flashmob, eventi, cortei)
📌9 MARZO: SCIOPERO

LA MAPPA DELLE CITTA’ (in aggiornamento)

Ancona

(partecipazione e confluenza di Nudm Transterritoriale Marche). 8 marzo Tana libera tutt@: corteo ore 16.30 da Piazza Armando Diaz. Altri appuntamenti in aggiornamento

Bologna

Bologna nello ▼Sciopero Femminista Globale▼ #L8lottoIL9sciopero.

8 Marzo:  Azioni diffuse nella città per una giornata di lotta femminista! Stay tuned, altre informazioni in arrivo.

9 Marzo: Sciopero Femminista e Transfemminista. Ore 8.30 Lo sciopero è la nostra rivolta! Piazza del Nettuno è Piazza dell’Agitazione Permanente, con: microfono aperto delle scioperanti, spazio bimb*[programma delle attività in aggiornamento]

ore 18.00 Corteo Transfemminista. Il punto di ritrovo e il percorso sarà comunicato a brevissimo

La Spezia

8 Marzo: Corteo cittadino, 9 Marzo: Sciopero!

Messina

L(otto) marzo in piazza ‘bbannia cu mia! Lo sciopero è la nostra rivolta! 8 Marzo: corteo ore 17.00, concentramento a Piazza del Popolo

Milano

6 marzo h. 9.30 largo cairoli corteo studentesco

8 MARZO Sciopero Transfemminista Globale! H.14.30, Piazza Duca d’Aosta, CORTEO CITTADINO

9 MARZO H.9.30, Piazza Oberdan, PIAZZA DELLO SCIOPERO

Rimini

8 marzo sarà giornata globale di mobilitazione sui territori e il 9 marzo giornata di sciopero

8 marzo

*Ore 9.00 Attraversamento molesto e svolantinata

*Ore 10.30 Banchetto informativo in città

*Ore 12.30 Pranzo Sociale a Casa Madiba Network in collaborazione con il Guardaroba Solidale Madiba e spazio bimbi

*Ore 16.00 Corteo Transfemminista per glitterare la città

*Ore 18.30 Flash Mob “Un Violador en tu Camino”

Flash Mob a sostegno delle donne cilene contro la violenza della repressione delle proteste in Cile e delle aggressioni ai danni delle donne

*Ore 20.00

Stand Up Commedy con Laura Formenti +dj

presso Grotta Rossa (Spazio Pubblico Autogestito)

9 marzo, partenza insieme per Bologna

Roma

8 MARZO: FLASHMOB ore 12.00 a Piazza di Spagna “Lo sfruttatore sei tu”. Altri eventi in aggiornamento per la città… Stay tuned

9 MARZO: SCIOPERO FEMMINISTA e CORTEO ore 17.00 da Piazza Vittorio

 

MARZO 2020 – LISTA SINGOLE ADESIONI DI CATEGORIA (in aggiornamento continuo)

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ADESIONI DI CATEGORIA USB

ADESIONI DI CATEGORIA CUB

COBAS

Scarica il VADEMECUM in pdf

VADEMECUM SCIOPERO 2020 NON UNA DI MENO – COME SCIOPERARE IL 9 MARZO (lista adesioni in aggiornamento)

vademecum 2020

Lo sciopero è un diritto

L’art. 40 della Costituzione dichiara: “Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano”. Lo sciopero è dunque un diritto di rango costituzionale in capo a ogni lavoratrice e lavoratore, sebbene negli anni abbia subito limitazioni che ne hanno intaccato la potenza. Anche per questo motivo,scioperare e rivendicare nuovi diritti rappresenta un elemento di rottura imprescindibile. Durante lo sciopero il rapporto di lavoro è sospeso, di conseguenza, anche la prestazione lavorativa da parte della lavoratrice e la retribuzione da parte del datore di lavoro.

 9 marzo 2020 – Sciopero generale di 24 ore, settore pubblico e privato

Anche quest’anno, per il 9 marzo, Non Una di Meno ha chiesto a tutte le organizzazioni sindacali di convocare lo sciopero generale di 24 ore, dunque in tutti i settori del pubblico impiego e del privato; a partire dalla convinzione che l’astensione dal lavoro produttivo sia un’articolazione fondamentale dello sciopero femminista (qui puoi leggere l’appello per lo sciopero di Non Una di Meno)

A oggi lo sciopero è stato proclamato da diversi sindacati di base. Sul blog http://www.nonunadimeno.wordpress.com potrai trovare alcune proclamazioniinviate alla Commissione di Garanzia.

Nelle 24 ore del giorno 9 marzo 2020, quindi, tutte le lavoratrici sia del pubblico impiego che del privato possono scioperare perché esiste la copertura sindacale generale. Il che significa che puoi scioperare anche se nel tuo luogo di lavoro non c’è un sindacato di quelli che hanno indetto lo sciopero e/o indipendentemente dal fatto che tu sia iscritta o meno a un sindacato (se vuoi saperne di più clicca qui).

La comunicazione dello sciopero arriverà all’azienda direttamente dalla Commissione di Garanzia, dalla Regione o dall’associazione datoriale alla quale l’azienda fa riferimento.

È comunque possibile, soprattutto per il comparto privato, che qualche datore di lavoro non riceva la comunicazione o neghi di averla ricevuta. In tal caso, controlla le comunicazioni affisse in bacheca, se non compare, richiedila al tuo responsabile del personale o contattaci per avere una copia dell’indizione e dell’articolazione dello sciopero nel tuo settore, così da poterla affiggere direttamente sul posto di lavoro.

A ogni modo, sul blog di Non Una di Meno, nel riquadro “sciopero 9 marzo”, saranno pubblicate le indizioni dei singoli luoghi di lavoro; puoi pertanto estrarre copia di quelle già inviate e utilizzarle.

È anche possibile, data l’estrema frammentarietà del mondo del lavoro contemporaneo, che in qualche luogo di lavoro privato – soprattutto tra quelli che non fanno riferimento alle maggiori confederazioni padronali – non sia stato indetto lo sciopero. In questo caso, rivolgiti al nodo di Non Una di Meno della tua città o a quello a te più vicino: è possibile provvedere all’indizione – tramite i sindacati – fino al giorno prima dello sciopero (fatta eccezione per i posti di lavoro sottoposti a L.146/90, i cosiddetti servizi pubblici essenziali, per i quali è necessario inviare la comunicazione al datore di lavoro almeno 10 giorni prima).

Scuole statali, ospedali e servizi sanitari pubblici territoriali, dato l’elevato numero e la capillare diffusione sul territorio, ricevono comunicazione dello sciopero tramite una Circolare che il MIUR (nel caso delle scuole statali) e la Regione (per ospedali e servizi sanitari pubblici territoriali) sono tenuti a inviare in ogni singola scuola e a ogni direzione di ente ospedaliero e/o ASL.

Nonostante la proclamazione sindacale dello sciopero, con relativa pubblicazione sul sito della Commissione di Garanzia Sciopero (http://www.cgsse.it), avvenga con largo anticipo rispetto alla data prevista, queste circolari spesso arrivano a ridosso dello sciopero o non arrivano e alle lavoratrici viene detto che non possono scioperare. Non solo le lavoratrici possono scioperare, ma è bene segnalare, attraverso la casella di posta elettronica di Non Una di Meno, dove questo accade, per procedere, là dove si persista, con una diffida sindacale.

La Circolare del MIUR verrà comunque pubblicata sul sito appena emanata, in modo da poter essere presentata in ogni scuola dalla stessa lavoratrice. Per la sanità pubblica, essendo le Circolari regionali, ci si può rivolgere al nodo di Non Una di Meno del territorio di appartenenza.

La lavoratrice non è tenuta a dichiarare preventivamente all’azienda la sua adesione allo sciopero, dunque non occorre alcuna comunicazione personale (se non quella dell’indizione dello sciopero).

Nel settore sanità e per molte altre categorie che utilizzano la turnazione, la copertura parte dal primo turno della mattina del 9 marzo e finisce all’inizio del primo turno della mattina del 10 marzo; tutte le lavoratrici possono quindi scioperare indipendentemente dal turno cui sono adibite: sia la mattina, sia il pomeriggio che la notte.

Nel caso del trasporto pubblico locale l’articolazione delle ore di sciopero, così come delle fasce protette, può variare da città a città.

Il settore marittimo è esonerato dallo sciopero.

Il settore del trasporto ferroviario della regione Calabria è escluso dallo sciopero.

Per il settore dei Vigili del Fuoco, lo sciopero nazionale è così articolato: personale operativo dalle ore 9,00 alle ore 13,00 (4 ore senza decurtazione); personale giornaliero o amministrativo (intera giornata).

RESTRIZIONI AL DIRITTO DI SCIOPERO: FACCIAMO CHIAREZZA

Sciopero nei servizi pubblici essenziali L. 146/90

La legge 146 del 1990 disciplina il diritto di sciopero per i servizi pubblici essenziali, cioè quelli volti a garantire il diritto alla vita, alla salute, alla libertà, alla libertà di circolazione, all’assistenza e previdenza sociale, all’istruzione e alla libertà di comunicazione.

I servizi per cui la legge disciplina tale diritto, quindi, sono molti e diversi tra loro: i più noti – per la loro vicinanza alla vita quotidiana della maggior parte delle persone – sono la sanità, i trasporti pubblici urbani ed extraurbani, l’amministrazione pubblica, le poste, la radio e la televisione pubblica e la scuola; ma devono essere garantiti anche i servizi di raccolta dei rifiuti,l’approvvigionamento di energie, risorse naturali e beni di prima necessità.

In tutti questi ambiti il diritto allo sciopero, quindi, non è assoluto ma relativo alla possibilità di garantire alcuni diritti dei cittadini.

Per questo motivo, per tutti i servizi sottoposti a L. 146/90, devono essere previsti i contingenti minimi di personale tramite contrattazione integrativa o accordo sindacato/azienda. È in capo al datore di lavoro il diritto/dovere di individuare le/i dipendenti da inserire nei contingenti minimi e inviare loro entro 5 giorni dalla data dello sciopero la comunicazione di“esonero dallo sciopero”, ovvero di recarsi in servizio il giorno dello stesso.

Qualora la dipendente inserita nei contingenti minimi abbia intenzione di scioperare, deve inviare entro 24 ore dal ricevimento dell’ordine di prestare servizio una comunicazione all’azienda della volontà di aderire all’astensione e, quindi, di essere sostituita.

L’azienda ha il dovere di verificare la possibilità di sostituzione della dipendente. Solo nel caso tale sostituzione non fosse possibile è ammissibile il rifiuto al diritto. In ogni caso, l’azienda deve comunicare alla dipendente di averla sostituita o meno, quindi se può scioperare o se deve lavorare.

Le aziende che erogano il servizio che lo sciopero potrebbe far venir meno, inoltre, sono obbligate con almeno 5 giorni di anticipo a dare comunicazione all’utenza sulle modalità e gli orari dei servizi essenziali garantiti.

Ricordati che il diritto allo sciopero è un diritto individuale in capo a ogni singola lavoratrice e lavoratore, sancito e garantito dalla Costituzione Italiana, e il cui esercizio non può essere precluso e/o limitato (se non per quanto riguarda le modalità di erogazione dei servizi di pubblica utilità di cui ai paragrafi precedenti).

Per chiarire qualsiasi dubbio o segnalare eventuali abusi al tuo diritto di scioperare contattaci a questa e-mail: nudmsciopero@gmail.com.

Proveremo a rispondere alle tue richieste e seguiremo con il supporto di sindacati e legali qualsiasi sopruso verrà riscontrato.

Qui e di seguito puoi scaricare le singole adesioni di settore (in continuo aggiornamento):

ADESIONI DI CATEGORIA USB

ADESIONI DI CATEGORIA CUB

COBAS

Scarica il VADEMECUM in pdf

 

Non una di Meno contro la dittatura dei confini: No al Decreto Sicurezza bis

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Mentre il Disegno di Legge Pillon diventa terreno di compromesso tra partiti per dire alle donne, e non solo a loro, cosa devono e non devono fare, il Decreto Sicurezza bis diventa legge. Ottenuto il risultato dell’approvazione in Parlamento, Salvini stacca la spina al governo giallo-verde per incassare il pieno di consensi e riaprire una campagna elettorale permanente che entra ora nella fase cruciale.

Intanto la dittatura dei confini continua a fare ostaggi e morti: mentre 320 naufraghi sono da 10 giorni in attesa di un porto per poter sbarcare, un’altra bracciante perde la vita in un incendio di un capannone nelle campagne del Sud Italia.

Succede tutto in un’estate torrida e violenta e conferma quanto abbiamo sempre detto: la violenza patriarcale è legata a doppio filo alle politiche razziste e di sfruttamento, ed entrambe sono diventate ordinarie pratiche istituzionali, in Italia e a livello globale. La legge Sicurezza bis è un attacco diretto alla libertà di movimento, alle lotte che la sostengono e, più in generale, a tutte le forme di insubordinazione. Questa legge sancisce una seconda volta, come se la prima non fosse abbastanza, che la vita delle e dei migranti non ha importanza a meno che non venga sfruttata, mentre intima a tutte e tutti di abbassare la testa e accettare lo stato presente delle cose per non incorrere in sanzioni e punizioni. Questa legge è la risposta alla ribellione che da più parti e in molti modi negli ultimi anni ha sfidato un neoliberalismo fatto di gerarchie di classe, patriarcali e razziste sempre più feroci.

Salvini non si accontenta di quello che ha già fatto abolendo la protezione umanitaria e condannando alla violenza, agli stupri, alle torture e allo sfruttamento donne e uomini migranti. Ora vuole fare il bis, arrogandosi il diritto di bloccare le navi in transito per motivi di sicurezza che naturalmente deciderà lui, il ministro-padrone, in modo del tutto arbitrario, senza nessun riguardo per la sicurezza di chi la vita la rischia in mare o nei paesi di provenienza.

L’attacco alle ONG, alle capitane e ai capitani che si rifiutano di rispettare i diktat autoritari di governo, e di farsi obbedienti pedine della violenza istituzionale, serve a scoraggiare tutte e tutti coloro che ogni giorno, anche in terra e non solo per mare, si schierano dalla parte delle e dei migranti e contro il razzismo. Milioni di euro vengono stanziati per assicurare alle cittadine e ai cittadini una fantomatica sicurezza messa a rischio dai cosiddetti clandestini che la legge Bossi-Fini, quella Salvini e le leggi europee producono ogni giorno, facendosi beffe di chi sa davvero che cos’è l’insicurezza perché non arriva a fine mese o è schiava di un lavoro precario e povero. Costoro non devono nemmeno pensare di ribellarsi, di opporsi alla violenza dello sfruttamento, altrimenti ne pagheranno il prezzo. Le proteste, gli scioperi, i picchetti, le manifestazioni diventano un crimine. Basterà un fumogeno per diventare un problema di ordine pubblico.

Lo sciopero femminista ha mostrato a livello globale la potenza che può avere un movimento che riconosce e ribadisce quotidianamente che lottare contro la violenza maschile e di genere significa anche lottare contro il razzismo, la precarizzazione e l’attacco alla libertà di autodeterminazione. Non Una di Meno non chinerà la testa e non starà in silenzio. Siamo già schierate con le migranti e i migranti, con chi rifiuta la violenza maschile e di genere, con chi combatte ogni giorno i muri del razzismo e dello sfruttamento. Non sarà il regime della paura e dell’ordine a fermarci, continueremo a sfidarlo come abbiamo fatto finora, occupando le piazze con i nostri corpi, con lo sciopero, con la libertà sessuale e di movimento che rivendichiamo, pratichiamo e non contrattiamo, con le nostre lotte quotidiane di liberazione.

Non ci faremo attendere: alla brutalità della violenza istituzionale risponderemo ancora con la forza del movimento transfemminista globale.

Non Una Di Meno

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Foto dal Presidio del 10 agosto a Milano contro il Decreto sicurezza Bis