ASSEMBLEA NAZIONALE ONLINE NON UNA DI MENO – 23 GENNAIO 2022 – Azioni, pratiche e comunicazione verso e oltre lo sciopero

La grandissima manifestazione del 27 novembre a Roma ha confermato che due anni di pandemia non hanno annullato l’urgenza della lotta contro la violenza maschile sulle donne e la violenza patriarcale di genere, ma al contrario l’hanno resa più forte, restituendoci la forza riportata in piazza dalle centomila voci di donne e persone LGBTQIPA+ che hanno gridato il loro no alla violenza e affidandoci la responsabilità di amplificare quel grido verso il prossimo 8 marzo. Per farlo, ci incontriamo online per un’assemblea nazionale di Non Una Di Meno il 22 e il 23 gennaio prossimi. L’assemblea sarà tutta in plenaria, ma suddivisa in 3 sessioni tematiche di discussione (due sabato e una domenica).

♦Sabato 22 gennaio

1_Analisi della cornice politica generale (ore 10-13)

2_Cos’è lo sciopero oggi? (ore 14.30-16.30, pausa e poi si ricomincia ore 16.45-19)

♦Domenica 23 gennaio

3_Azioni, pratiche e comunicazione verso e oltre lo sciopero (ore 10-13)

ℹ Il link per partecipare verrà mandato solo a chi si iscrive al form qui sotto e non verrà postato pubblicamente, per questioni di autotutela e sicurezza. Per cui compilare il form è fondamentale se si desidera seguire le discussioni in modo attivo e poter intervenire. In ogni caso ci sarà la diretta online delle plenarie sulla pagina facebook, sul nostro blog e sugli altri canali di Non una di meno. Questo è il form da compilare per ricevere il link:
⬇⬇⬇
https://forms.gle/WVFPjqL4zzmKpPue8

Qui il testo di lancio, di seguito la traccia 3

3_Azioni, pratiche e comunicazione verso e oltre lo sciopero
Pensare alla comunicazione politica significa innanzitutto porsi la sfida di ricreare un immaginario forte, in grado di parlare e intrecciare bisogni e desideri di moltissime e moltissimu, in grado di aprire degli orizzonti di possibilità al di là dell’esistente. Il processo dello sciopero femminista e transfemminista, nel modo in cui siamo riuscite a farlo in questi anni, è stato uno degli strumenti più potenti per affermare in modo concreto una pretesa di trasformazione radicale attraverso parole d’ordine (non una di meno, ci vogliamo viv∂, ci vogliamo liber∂, se le nostre vite non valgono noi scioperiamo, stato di agitazione permanente, lo sciopero è la risposta, se ci fermiamo noi si ferma il mondo, amore e rabbia) che sono e rimangono potenti, come il 27N ci ha confermato. 

Alla luce delle trasformazioni imposte dalla sindemia, della crisi sociale, sanitaria ed economica che stiamo vivendo, dobbiamo capire come rilanciare le nostre parole d’ordine o crearne delle altre, all’interno di un nuovo immaginario in grado di aprire delle prospettive di lotta e di non fermarsi a una giornata. Immaginarci una comunicazione politica di ampio respiro, che rilanci in avanti il processo di allargamento, radicalizzazione e politicizzazione che il nostro movimento è riuscito a creare in questi anni deve essere al centro del nostro agire politico verso e oltre l’8M, per riconnetterci a livello nazionale – e transnazionale – e avere più forza.  

Come comunichiamo in modo semplice e diretto alle condizioni materiali di vita e di lavoro? Come costruiamo questo processo a partire dalle nostre diversità di donne, persone LGTBQIPA+, persone migranti e razzializzate, lavoratoru del sesso, persone con disabilità? 

Come mettiamo a tema e affrontiamo la fatica, l’incertezza e l’ulteriore frammentazione create dalla crisi sindemica? Quali possono essere dei punti di rivendicazione in grado di connettere condizioni e posizioni sociali diverse e di dare forza alle lotte che donne e persone LGTBQIPA+ portano avanti quotidianamente? 

– In questi 5 anni abbiamo prodotto moltissimi materiali, c’è necessità di riprenderli in mano e capire cosa e come può essere riutilizzato/arricchito, riattivando i vari gruppi (grafiche e video, social, stampa) in modo da poter valorizzare tutta la nostra intelligenza e fantasia collettiva. Di quali strumenti di comunicazione politica vogliamo dotarci (piano, appello, 8 punti, slogan, grafiche, video)? A chi ci rivolgiamo e con quali obiettivi? Come ci immaginiamo l’avvicinamento all’8M (campagne social, azioni, pillole, etc.)? 

– C’è necessità di migliorare e rimodellare la nostra comunicazione interna ed esterna, per superare la frammentazione e ridistribuirci i compiti, potenziando nel migliore dei modi questo percorso di allargamento verso l’8M. Come facciamo a usare al meglio i nostri canali alla luce della pandemia, come utilizziamo i social, come siamo presenti sui territori, che pratiche di autotutela collettiva siamo in grado di mettere in campo? Come mettiamo in evidenza e in azione il lavoro svolto tramite l’osservatorio e l’autoinchiesta? 

– Sarà centrale il come caratterizziamo la giornata dell’8M in linea con l’immaginario che vogliamo costruire, e quindi quali azioni, pratiche sceglieremo. Come possiamo rendere visibili e amplificare la voce di soggetti e bisogni diversi in quella giornata, non come mera rappresentazione di categorie, ma connettendole politicamente, non trascurando i nostri desideri? Quali pratiche di lotta materiali e simboliche possiamo mettere in campo?

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