Non Una di Meno – FLASH MOB: Un Violador En Tu Camino

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Non Una di Meno: in molte città il flash mob “Un Violador en tu Camino”

Non Una di Meno ha deciso di rispondere alla chiamata delle compagne cilene e di replicare l’azione contro lo stupro e la violenza patriarcale “Un Violador en tu Camino”.

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18 maggio | Gran Galà del Futuro, Indietro non si torna!

futuro

18 MAGGIO, GRAN GALÀ DEL FUTURO!
H.16 @ piazza Cairoli: CORTEO Gran Galà del Futuro
H.14 @ piazza del Cannone: musiche, danze, teatro e arti di ogni genere e provenienza

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GRAN GALÀ DEL FUTURO: INDIETRO NON SI TORNA!
MILANO CITTÀ TRANSFEMMINISTA, ANTIRAZZISTA E ANTIFASCISTA
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Il 18 maggio Salvini chiuderà la campagna elettorale per le europee a Milano chiamando i reazionari di tutta Europa a partecipare.

Saranno presenti tutti coloro che coltivano il sogno di tornare al fascismo, a forti confini nazionali, alla supremazia della “razza bianca”, alla condanna dell’omo e transessualità e al ritorno delle donne nelle case ad occuparsi della famiglia oppure nelle case chiuse, rinsaldando l’immaginario della donna madre o prostituta.

Mentre un’intera generazione è in piazza denunciando che il cambiamento climatico gli sta sottraendo il futuro, le destre europee promuovono lo sfruttamento incondizionato di terra, corpi e territori, fomentano la guerra fra poveri per evitare il conflitto di classe, promuovono la persecuzione di Rom e Sinti, negano diritti universali non salvando le vite in mare, finanziano paesi come Turchia e Libia che sfruttano e torturano i/le migranti e aprono centri di detenzione amministrativa.

Per contrastare questa ondata reazionaria, vogliamo costruire per il 18 maggio una giornata che porti in piazza la Milano favolosa per dire no al ritorno dei nazionalismi e di ogni forma di fascismo in Europa e nel mondo: vogliamo dare vita al GRAN GALÀ DEL FUTURO, perché indietro non si torna!

Saremo lotta e festa, colore e canto, per rispondere al nero dell’odio suprematista.

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Per adesioni: nonunadimenomilano@gmail.com

Tratto dal blog di Non una di meno Milano

29/30/31 – Verona Città Transfemminista

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Under our eye/Sotto il nostro occhio

Nella famiglia patriarcale eteronormata si produce e riproduce un modello sociale gerarchico e sessista: è il luogo dove si verificano la maggior parte delle violenze di genere ed è il dispositivo che riproduce la divisione sessuale del lavoro e dell’oppressione. Inoltre, la famiglia è uno strumento ideologico utilizzato per scopi razzisti, quando è utilizzato per sostenere la riproduzione dell’identità nazionale dalla pelle bianca. Per questo ribadiamo che la libertà di autodeterminazione delle donne e di tutte le soggettività LGBT*QI+ non può prescindere dalla libertà di movimento delle e dei migranti. La violenza dei confini si esprime sui territori e sui corpi delle persone che li attraversano.

Questa idea di famiglia sarà il cuore del Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families, WCF) che si svolgerà a Verona il 29, 30 e 31 marzo 2019 e per questo le femministe e le transfemministe di Non Una Di Meno insieme ad altri movimenti italiani e internazionali occuperanno con rabbia, determinazione e favolosità la città. Il congresso sarà co-organizzato dall’amministrazione locale e patrocinato dalla “Presidenza del consiglio dei ministri – ministero per la famiglia e la disabilità”, e dalla Regione Veneto. Vi prenderanno parte il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il ministro per la famiglia e la disabilità Lorenzo Fontana, il ministro dell’istruzione Marco Bussetti, il senatore della Lega Simone Pillon. In questi nomi noi riconosciamo i principali promotori della violenza eteropatriarcale e razzista e della sua istituzionalizzazione. A loro, e a tutti quelli che con loro si riuniranno in nome dell’oppressione e dello sfruttamento, noi opporremo la forza di un movimento transnazionale di liberazione.

A dispetto della retorica sui valori e la vita umana, gli attacchi all’aborto e l’apologia della famiglia portata avanti da questi signori del patriarcato sono legati all’organizzazione complessiva della società fatta di violenza e oppressione. Dietro la rivendicazione ideologica della nazione bianca si nasconde un razzismo istituzionale che riproduce continuamente lavoro migrante da sfruttare all’interno dei confini che dichiarano di voler difendere. Dietro l’appello alla famiglia naturale c’è la violenza: l’eterosessualità obbligatoria contro la libertà sessuale delle donne e delle soggettività LGBT*QI+ che rifiutano di riconoscersi nelle identità prescritte e nei ruoli sociali imposti. Ci opponiamo ad ogni tentativo di subordinare le donne al ruolo di cura all’interno della famiglia e alla maternità come destino. Anche il mondo della scuola e della formazione risente di questi attacchi catto-fascisti a causa dell’allarmismo fomentato, anche a livello istituzionale, dalle narrazioni che descrivono i bambini come vittime di una presunta “ideologia gender”, traducendosi in forti limitazioni, se non vere e proprie censure, alla circolazione di saperi che criticano la riproduzione di gerarchie di genere e riconoscono la libertà delle differenze. Sappiamo che il Congresso Mondiale delle Famiglie è una delle difese scomposte di fronte alla potente sollevazione globale delle donne che sta facendo saltare un ordine basato su coercizioni, sfruttamento e gerarchie.

Arriveremo a Verona forti dello sciopero femminista che cresce e si espande: l’8 marzo in centinaia di migliaia abbiamo occupato le piazze e le strade del mondo, incrociando le braccia e disertando i luoghi dello sfruttamento e della violenza patriarcale, per prendere parola contro il razzismo e l’oppressione, per urlare la nostra libertà dalle imposizioni di genere e dalla famiglia eteropatriarcale come istituzione oppressiva. Il femminismo e il transfemminismo che abbiamo messo in campo vanno oltre le identità e le loro codificazioni, transitano negli spazi e nella società per creare nuove forme di lotta, procedono per relazioni più che per individuazioni e attraversano ogni aspetto di una mobilitazione che è globale. Lo sciopero femminista ha svelato il nesso tra violenza etero-patriarcale, razzismo e sfruttamento: portando in piazza la nostra libertà e la nostra forza collettiva l’8 marzo abbiamo spezzato quel nesso. Non Una di Meno è un movimento femminista e transfemminista perché partendo dalla messa in discussione delle relazioni di potere, delle gerarchie e dalla lotta contro la violenza maschile sulle donne e di/del genere ha saputo colpire ogni aspetto della violenza sistemica. Con la nostra lotta abbiamo mostrato che sessismo, sfruttamento, razzismo, colonialismo, fondamentalismo politico e religioso, omo-lesbo-transfobia e fascismo sono legati e si sostengono l’uno con l’altro.

Il femminismo e il transfemminismo di questo movimento partono dalla libertà e dall’autodeterminazione di ciascuna soggettività per costruire processi collettivi di lotta e di liberazione che investono la riproduzione della società.

In questo momento sono sotto attacco tutti i diritti conquistati dalle lotte delle donne: il divorzio, l’aborto e la riforma del diritto di famiglia. A questa ondata reazionaria, rispondiamo con la forza delle rivendicazioni del nostro Piano femminista contro la violenza maschile sulle donne e tutte le forme di violenza di genere.

Siamo la marea femminista, transfemminista, antirazzista e antifascista che inonderà Verona aprendo spazi di liberazione a partire dalla forza globale del nostro sciopero femminista.

STATO DI AGITAZIONE PERMANENTE: GIÙ LE MANI DAI NOSTRI CORPI E DAI NOSTRI DESIDERI

 

Under our eye

Affermando la forza di un movimento globale, Non una di meno rivendica:

* Che la scuola e l’università diventino i luoghi primari di contrasto alle violenze di genere: fuori le associazioni no gender e spazio all’educazione alle differenze, sessuale e di genere!

* Che sia avviata una formazione continua di figure professionali coinvolte nel percorso di fuoriuscita dalla violenza delle donne, come insegnanti, avvocati e avvocate, magistrati e magistrate, educatori ed educatrici di chi lavora nei media e nelle industrie culturali, per combattere narrazioni tossiche e promuovere una cultura nuova.

* Che la formazione prosegua nel mondo del lavoro contro molestie, violenza e discriminazione di genere, con l’obiettivo di fornire strumenti di difesa e autodifesa adeguati ed efficaci.

* Consideriamo la salute come benessere psichico, fisico, sessuale e sociale e come espressione della libertà di autodeterminazione. Siamo contro la patologizzazione delle persone trans e la riassegnazione sessuale coatta per le persone intersessuali.

* Sappiamo che l’obiezione di coscienza nel servizio sanitario nazionale lede il diritto all’autodeterminazione delle donne, vogliamo il pieno accesso a tutte le tecniche abortive per tutte le donne che ne fanno richiesta.

*Rivendichiamo la garanzia della libertà di scelta e che la violenza ostetrica venga riconosciuta come una delle forme di violenza contro le donne che riguarda la salute riproduttiva e sessuale.

* Siamo contrarie alle logiche securitarie nei presidi sanitari: riteniamo inadeguati e dannosi interventi di stampo esclusivamente assistenziale, emergenziale e repressivo, che non tengono conto dell’analisi femminista della violenza come fenomeno strutturale e vogliamo équipe con operatrici esperte.

*Rivendichiamo un welfare universale, garantito. Vogliamo la creazione di consultori che siano spazi laici, politici, culturali e sociali oltre che socio-sanitari. Ne promuoviamo il potenziamento e la riqualificazione attraverso l’assunzione di personale stabile e multidisciplinare.

*Incoraggiamo l’apertura di nuove e sempre più numerose consultorie femministe e transfemministe, intese come spazi di sperimentazione (e di vita), auto-inchiesta, mutualismo e ridefinizione del welfare.

*Rivendichiamo un salario minimo europeo, un reddito di autodeterminazione incondizionato e universale come strumenti di liberazione dalla violenza eteropatriarcale dentro e fuori i luoghi di lavoro.

*Contro il regime dei confini e il sistema istituzionale di accoglienza, rivendichiamo la libertà di movimento e un permesso di soggiorno europeo senza condizioni svincolato dalla famiglia, dallo studio, dal lavoro e dal reddito.

*Vogliamo la cittadinanza per tutti e tutte, lo ius soli per le bambine e i bambini che nascono in Italia o che qui sono cresciute pur non essendovi nati.

*Critichiamo il sistema istituzionale dell’accoglienza e rifiutiamo la logica emergenziale applicata alle migrazioni.

*Siamo contro la strumentalizzazione della violenza di genere in chiave razzista, securitaria e nazionalista.

*Vogliamo spazi politici condivisi femministi e transfemministi.

*Sappiamo che le violenze sui territori colpiscono anche noi e ci opponiamo alla “violenza ambientale” che si attua contro il benessere dei nostri corpi e gli ecosistemi in cui viviamo, costantemente minacciati da pratiche di sfruttamento.

Qui le traduzione in:
inglese
spagnolo
francese.

Qui il blog di Non Una Di Meno Verona.
Qui l’evento di Verona Città Transfemminista (29-30-31 marzo).
Qui l’evento del Corteo Transfemminista di sabato 30 marzo.

Libere Di Muoversi, Libere Di Restare – 9 Febbraio, Roma

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L’incontro

Il gruppo che ha partecipato ai lavori verso il Piano di Non Una di Meno sul tema ‘femminismi e migrazioni‘ invita per il giorno 9 Febbraio a Roma tutte le persone e le realtà interessate ad una giornata di discussione sui temi dell’antirazzismo, migrazioni, cittadinanza e intersezionalità, a partire da quanto costruito da NUDM su questi temi nelle manifestazioni, assemblee e attività degli ultimi anni e verso l’appuntamento dello Sciopero globale delle donne dell’8 Marzo.

Fra gli obiettivi della giornata:

  • costruire lo sciopero dell’8 marzo come una giornata non solo femminista ma anche antirazzista, nelle rivendicazioni e nelle pratiche, approfondendo il radicamento sociale di questa giornata di mobilitazione;
  • contribuire con una prospettiva antirazzista e intersezionale alla preparazione dell’incontro internazionale che sta organizzando NUDM, ossia mettendo al centro temi come le seconde generazioni e le nuove cittadinanze, nonché l’importanza di pratiche antirazziste nei vari aspetti della nostra vita quotidiana;
  • capire che azioni intraprendere per costruire l’intreccio fra NUDM e istanze di lotta di soggetti migranti e razzializzati, ovvero non solo sostenere queste lotte ma farne una componente centrale per NUDM, in una prospettiva femminista intersezionale; continuare a riflettere sul nesso tra violenza, confini e libertà di movimento;
  • individuare l’approccio migliore per allargare il numero di partecipazioni attive alle nostre assemblee e alle nostre manifestazioni ossia per includere persone/gruppi che finora non si sono sentite ancora interpellat* dal movimento NUDM e/o che non sono riuscite a parteciparvi poiché non hanno trovano una modalità praticabile per il loro coinvolgimento personale o dei gruppi cui appartengono.

Programma della giornata

11.00: arrivo e saluti
11.30: prima parte della discussione
13.30: pranzo
14.30: seconda parte della discussione
18.00: conclusione e partenze

Importante: per aiutare l’organizzazione dell’assemblea, chiediamo di compilare il modulo di adesione.

Logistica

Dove: Casa delle donne Lucha y Siesta
Via Lucio Sestio 10
00174 Roma

Trasporti: La Casa delle Donne “Lucha y Siesta” è a pochi metri dalla fermata della metropolitana “Lucio Sestio” (Linea A), normalmente raggiungibile in 20 minuti dalla stazione Termini.

Translation will be available upon request

La traducción español será disponible

Non Una Di Meno a Ventimiglia il 14 luglio #liberedimuoversiedirestare

ventimiglia

Non Una Di Meno invita coloro che hanno riempito le piazze femministe il 25 novembre, che hanno scioperato l’8 marzo, attraversato i Gay Pride, manifestato contro il razzismo di governo e per la riapertura dei porti, a partecipare il 14 luglio 2018 alla mobilitazione internazionale al confine italo-francese di Ventimiglia per reclamare la libertà di movimento, il permesso di soggiorno e il diritto d’asilo europeo, sostenere l’autodeterminazione delle persone migranti e denunciare la violenza dei confini.
Naufragi, internamenti, stupri, abusi, sfruttamento, discriminazioni, azzeramento di qualsiasi assistenza sanitaria e libertà di decidere, dal parto all’interruzione volontaria di gravidanza. La vita delle e dei migranti in transito è segnata, anche nel nostro paese, dalla violenza. Lo sono ancor di più oggi per le scelte politiche del nuovo governo, di stampo fascista, razzista e sessista. Per questo crediamo che la lotta per l’autodeterminazione e la libertà di movimento non possa prescindere da un’ottica di genere, femminista, partigiana.
Ecco perché invitiamo tutte e tutti a Ventimiglia e ci saremo portando il nostro sguardo, le nostre pratiche e le riflessioni prodotte in questi due anni e mezzo di condivisione di lotte e desideri.
Non ci stanchiamo di dirlo: abbiamo un piano e vogliamo farlo vivere anche Ventimiglia!
Non Una Di Meno
Rilanciamo e condividiamo il comunicato stampa che lancia le giornate del 13 e 14 luglio a Ventimiglia per il diritto alla mobilità umana.

libere

 

13 e 14 luglio, tutti e tutte a Ventimiglia: per il permesso di soggiorno europeo, per il diritto alla mobilità umana!

Si è svolta il 9 luglio a Ventimiglia in “frontiera alta” al ponte di S. Luigi la conferenza stampa di lancio della manifestazione internazionale del 14 luglio per manifestare il proprio dissenso verso i lager libici, la chiusura dei porti, al fianco delle ONG e di ogni forma di solidarietà attiva, per ricordare le vittime delle stragi in mare, per il permesso di soggiorno e di asilo europeo. La manifestazione vuole inoltre denunciare questo crimine contro l’umanità, ripercorrere le storie di tutte le persone in transito, sostenere la forza e la determinazione con cui decidono di migrare in cerca di una vita migliore.

Oltre al corteo di sabato che attraverserà la città di Ventimiglia con ritrovo alle 14.00 da via Tenda, è stato lanciato l’appuntamento del “Border Crossing” di venerdì 13 luglio alle 14.00 presso la “frontiera bassa” ai Balzi Rossi, luogo fortemente evocativo della lotta dei e delle migranti per la libertà di circolazione in Europa. Il 13 luglio l’iniziativa di “disobbedienza civile a questa linea immaginaria che è il confine che respinge uomini, donne e bambini e lascia transitare liberamente le merci”, vuole rivendicare la necessità di cambiare radicalmente le politiche europee sull’immigrazione e richiede il rilascio di un “permesso di soggiorno europeo a tutte le persone migranti presenti in Europa, per dare loro la possibilità di muoversi liberamente dentro lo spazio europeo”.

Le giornate del 13 e del 14 saranno mobilitazioni ampie e inclusive che vogliono rappresentare una risposta al clima di razzismo istituzionale che si respira in Italia. Non sono iniziative contro la Francia o contro la città di Ventimiglia ma contro tutte quelle politiche locali, nazionali, europee sempre più spietate e ciniche che criminalizzano le migrazioni e le tante forme di solidarietà, sia nei confini “esterni” dell’Unione europea, come il Mar Mediterraneo e sia in quelli interni come Ventimiglia, Brennero, Calais. Ventimiglia è stata infatti un laboratorio di repressione della solidarietà con ordinanze dell’attuale Sindaco che vietavano la somministrazione di acqua, cibo ai migranti e alle migranti bloccati nella città, loro malgrado.

Tra le numerose adesioni al corteo Vauro, Cecilia Strada, Moni Ovadia, padre Alex Zanotelli, ARCI, Lega Ambiente, la rete francese “Roya Citoyenne”, quella nata a Briancon, dalla carovana spagnola “Abriendo Fronteras”, partiti, sindacati, associazioni, reti solidali ed antirazziste, docenti universitari/e, artisti, centri sociali e moltissime singole persone.

#permessodisoggiornoeuropeo #venitimigliacittàaperta#dirittisenzaconfini #liberedimuoversiedirestare #14L

Per info e contatti: Ariela 3394393789

 

SEMInARIA riGENERIamociLIBERAmente

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La SEMInARIA ha l’obiettivo di offrire uno spazio di incontro, approfondimento e confronto partecipato aperto sulle tematiche a cui stiamo lavorando a partire dal piano femminista contro la violenza femminista sulle donne e la violenza di genere. Vogliamo farlo con un approccio laboratoriale, performatico, orizzontale e partecipativo. Spazi e tempi in cui i nostri corpi sstaranno insieme per produrre dinamiche che ci consentano di vivere senza preconcetti e stereotipi le nostre differenze e per rendere possibile la decostruzione e costruzione di possibili percorsi.

La violenza del patriarcato e del sistema capitalista sulle donne, ma anche le discriminazioni che subiscono le donne lesbiche, trans e tutte le soggettività LGBTQIA+, gli animali e la Terra sono problemi di portata globale.

Siamo transfemministe e transnazionali: siamo tutte persone in transito nel tempo, tra i generi, tra i territori e gli spazi urbani, oltre i confini che vogliono impedire violentemente la libertà di movimento, seguendo il nostro cammino di liberazione da stereotipi e norme in cui non ci riconosciamo e che non ci rappresentano.

Rilanciamo una cultura di pace contro le guerre, le logiche militariste e di occupazione finalizzate allo sfruttamento delle risorse ambientali e al controllo del loro prezzo, alla distruzione della terra, al suo assoggettamento al servizio del profitto.

Rivendichiamo l’abolizione delle dicotomie gerarchizzanti che vedono gli altri animali come polo inferiore di un binarismo più profondo di altri, quello umano-non umano, che sembra biologico e quindi “naturale”, ma che è invece politico e culturale.

Siamo portatrici di strategie diverse, più radicali, che non rafforzino privilegi e dominio di una specie sull’altra, di alcun* soggetti su altr* resi invisibili ma che sono portatori di desideri e dignità.

Ci riconosciamo nella resistenza di tutti i corpi resi oggetto per poter essere sfruttati.

Pratichiamo la liberazione di tutte le soggettività, una liberazione antagonista all’attuale società maschilista eteronormata/eterosessista contro la violenza sulle donne e sulle soggettività malamente denominate “non conformi” e su tutti i viventi schiavizzati che subiscono le violenze del sistema patriarcale/pastorale.

Vogliamo partire dai desideri di persone lesbiche intersessuali trans bisessuali etero asessuali gay o comunque vogliano (o no) definirsi, dalla conquista di spazi di libertà e autogestione nei territori (territori che possono essere spazi rurali e/o città quartieri vie e piazze, orti e giardini) riscoprendo il significato più autentico della decolonizzazione, delle relazioni animali (umane e non), riconoscendoci nell’orizzonte antispecista, anticapitalista, antifascista e transfemminista per trasformarci e riGENERARCI LIBERAmente.

Vogliamo uscire dalle sole affermazioni teoriche, dagli slogans, dalle astrazioni e aprire un confronto, o meglio un incontro, su queste tematiche per vedere in che modo, e con quali cammini comuni, trasformarle in pratiche di vita e di lotta quotidiana oltre#LottoMarzo

Consideriamo che questa rivoluzione culturale non possa che passare dalla liberazione di soggettività che sono, ancora oggi, tragicamente definite patologiche, come le persone trans e le persone intersex.

Lanciamo la campagna riGENERIamociLIBERAmente per fermare:

  • la patologizzazione dell’omosessualità
  • la psichiatrizzazione forzata di tutte le soggettività trans attraverso il cambiamento della legge 164/1982,
  • le mutilazioni genitali, praticate anche in Italia, sui corpi delle persone intersex

 

Vi aspettiamo il 9,10,11 novembre 2018 a Roma a SCUP,  http://scupsportculturapopolare.it/  Via della Stazione Tuscolana, 84, 00182 Roma, raggiungibile facilmente da Termini in bus o metropolitana (fermata Pontelungo)