Assemblea Pubblica IoDecidoDay
ore 17.30 Ministero della Salute, Lungotevere Ripa 1 (Roma)

Ci vediamo sotto il Ministero della Salute e continuamo il nostro percorso verso la manifestazione nazionale del 26 novembre (leggi l’appello) con un’assemblea pubblica e aperta a tutt*.
Sarà il nostro IoDecidoDay, parleremo di autodeterminazione dei corpi e delle scelte riproduttive, di sessualità libera e consapevole, di aborto e libertà di scelta, di contraccezione gratuita e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e delle gravidanze indesiderate.

Questo Ministero che oggi organizza il FertilityDay, un’operazione di propaganda in nostalgico stile da ventennio fascista, è lo stesso che non si preoccupa della prevenzione e dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, che taglia i finanziamenti ai consultori pubblici, che non ha nessuna remora a dichiarare che “… i dati, sia a livello nazionale che disaggregati per ciascuna ASL, mostrano che il numero di non obiettori risulta congruo, anche a livello sub-regionale, rispetto alle IVG effettuate” quando molte di noi hanno sperimentato sulla propria pelle quanto sia difficile trovare un medico che effettui l’IVG o anche solo prescriva la pillola del giorno dopo.
Non è un caso che il fertility day venga organizzato a pochi mesi dal dibattito sull’approvazione delle unioni civili, sulla stepchild adoption e sulla gestazione per altri, con l’obiettivo di ribadire ulteriormente che non tutte le genitorialità hanno lo stesso valore per lo stato. I figli delle coppie eterosessuali italiane vengono dipinti come l’antidoto contro la crisi economica, ma anche contro l’invasione migrante e l’utilizzo della scienza come strumento per superare presunti limiti etici imposti dalla natura. E’ anche lo stesso Ministero che impone la sterilità forzata a persone trans che modellano il prorio corpo sulla base di una scelta personale e non della sorte biologica che gli è capitata, negando loro la possibilità di immaginarsi genitori e decretando che solo un uomo e una donna possono procreare, che la fertilità è importante, ma non tutta…che è necessario fare figli per risollevare l’economia del paese, ma non tutti i figli vanno bene, non tutte le “famiglie” dovrebbero riprodursi…non c’è spazio per i/le figl* di migranti, di coppie non eterosessuali, di persone non cis-gender, di coppie non monogame, di non coppie, di chi non ha un lavoro o una casa o di madri consapevoli.
L’unica prole legittima che questo Ministero e questo Governo vogliono è quella che nasce nella famiglia eterosessuale, bianca e socialmente produttiva, la stessa famiglia in cui la violenza di genere e i femminicidi sono all’ordine del giorno. L’unica sessualità che si propaganda è quella a fini riproduttivi, dove informazione e libertà di scelta non sono i prerequisiti ad una genitorialità consapevole, ma forse un limite al “naturale senso materno” che prima o poi dovrebbe sbocciare in ognuna di noi.

La rete IoDecido ragiona da anni sul fatto che la mancata libertà di scelta sui nostri corpi e sui nostri desideri sessuali e riproduttivi costituisce un’ennesima forma di violenza sulle donne e sui soggetti lgbtqi, una violenza istituzionale, culturale e politica che non è più possibile tollerare.

Per questo l’assemblea del 22 settembre sotto al Ministero della Salute è una tappa del percorso più ampio per costruire una grande manifestazione nazionale a Roma il 26 novembre contro la violenza sulle donne e contro la chiusura dei centri antiviolenza.

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