REPORT ASSEMBLEA NAZIONALE NUDM-GENNAIO 2022-COMUNICAZIONE, PRATICHE E PERCORSO DI AVVICINAMENTO ALL’8 MARZO

A partire dal riconoscimento dell’importanza politica centrale della comunicazione, l’assemblea si è soffermata sulla necessità di tenere insieme da un lato il racconto critico dell’esistente, dall’altro le pratiche che vogliamo mettere in atto per costruire un’alternativa. Vogliamo comunicare le nostre analisi, prospettive, rivendicazioni e contenuti in modo semplice e accessibile, calato nella realtà quotidiana che viviamo, perché tuttə possano riconoscervisi. 

A questo scopo e per rilanciare il movimento, sentiamo il bisogno di un immaginario comune che dia prospettiva, forza e coesione al nostro percorso. 

Dopo aver analizzato come molte delle nostre parole d’ordine siano oggi alla ribalta nel dibattito pubblico e in particolare nella strategia nazionale per le pari opportunità promossa dal governo, vogliamo ribaltare quest’ultima in chiave femminista e intersezionale. In questo modo potremo attualizzare le nostre rivendicazioni verso e oltre l’8 marzo e costruire una strategia femminista per tuttə, uno strumento non chiuso ma in divenire, da costruire nei territori e con le persone che intrecciamo, per rilanciare il processo dello sciopero.

Lo sciopero dell’8 marzo, infatti, vuole essere uno sciopero per tuttə, per tutti i corpi e tutte le condizioni di vita, lavoro e non lavoro, poiché, con la sua connotazione di rottura sistemica con ogni aspetto dell’esistente e le sue declinazioni (sciopero dal lavoro produttivo, riproduttivo, dai generi e dai consumi) vive di pratiche diversificate accessibili a tuttə. Inoltre, la nostra comunicazione verso lo sciopero deve restituire la forza e la dimensione collettiva dello sciopero e del suo processo, come orizzonte di cambiamento e trasformazione collettiva rispetto ad un sistema che tende a frammentare le nostre vite in chiave individualistica. Non siamo solə, il peso della pandemia e della crisi non può ricadere sulle nostre spalle, scioperando insieme ce ne liberiamo!

In vista di questa giornata sarà fondamentale condividere e creare reti di solidarietà a lotte di lavoratorə, dando maggiore forza ai percorsi già intrapresi dal tavolo lavoro e costruendone di nuovi.

Per quanto riguarda gli strumenti concreti di comunicazione che vogliamo darci, è necessario che questi siano diversificati per raggiungere più persone possibili e declinare nostri contenuti in forme diverse:

  • per il lancio dello sciopero, scriveremo una lettera aperta a lavoratorə e delegatə, un testo rivolto alle organizzazioni sindacali, un appello per coinvolgere il mondo della scuola tutto nel processo;
  • sarà necessario aggiornare costantemente il vademecum per lo sciopero, con le adesioni di categoria, le pratiche alternative di sciopero dal lavoro produttivo per smart working, partite iva, contratti atipici, le modalità di sciopero dal lavoro riproduttivo, dai generi, dai consumi;
  • vogliamo produrre pillole e infografiche sulle rivendicazioni, le ragioni, le forme di partecipazione allo sciopero;
  • anche lo spazio radiofonico può essere importante per lanciare l’8 marzo, la trasmissione transfemminonda è a disposizione per questo.

In generale, sentiamo il bisogno di riprenderci tempi e spazi pubblici in città come online, in modo coordinato, con testi, immagini, contenuti audiovisivi (attacchinaggi, adesivi, videomapping…). Nella costruzione di tutti questi strumenti saranno preziosi i dati e gli elementi che ci giungono dall’osservatorio su femmicidi e transcidi e dall’autoinchiesta sul lavoro.

Il percorso di avvicinamento allo sciopero dovrà vivere di diverse azioni, pratiche, assemblee, sui territori e coordinate a livello nazionale:

  • bisogna individuare una data condivisa in cui concentrare azioni di lancio e conferenze stampa sullo sciopero;
  • sarà anche utile fare un social storm nazionale di avvicinamento all’8, una data funzionale potrebbe essere il 14 febbraio, per inquinare la comunicazione sull’amore romantico;
  • ci saranno assemblee verso e oltre l’8 marzo in diversi spazi fisici e virtuali: nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei consultori, nelle piazze, in convergenza con altri movimenti, momenti di autoformazione online e in presenza;
  • organizzeremo piazze tematiche e volantinaggi e iniziative per distribuire kit per lo sciopero, portare avanti l’autoinchiesta e l’elaborazione sulle pratiche di sciopero, fare sportelli di mutuo aiuto in piazze, mercati, centri commerciali:
  • le città che vorranno fare propria questa pratica organizzeranno slut walk.

Per l’otto marzo, laddove sarà possibile, vogliamo organizzare cortei per tornare ad essere marea e riprenderci lo spazio pubblico che tanto ci è stato negato per tanto tempo. Allo stesso tempo, è fondamentale immaginare pratiche di partecipazione per chi non può essere in piazza: selfie, hashtags, contributi audio, cacerolazo dal balcone…

*Foto di Luca Profenna

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