Assemblea nazionale bologna 2021: report laboratoria

Laboratoria ecotransfemminista multispecie
Siamo tutt∂ animale ognun∂ con la sua diversità
9 ottobre 2021 Assemblea nazionale Non una di meno, Bologna

Breve storia della laboratoria

Come assemblee transterritoriali Corpi e Terra e Libere Soggettività abbiamo avviato questo percorso laboratoriale a partire dalle riflessioni e dal bellissimo incontro del tavolo che abbiamo fatto come NUDM a livello nazionale lo scorso gennaio che ha posto le basi della giornata aperta del 10 luglio che ha avuto luogo a conclusione della settimana della campeggia ecotransfemminista ad Agripunk (5-10 luglio 2021)

Agripunk, ex-allevamento intensivo di tacchine, è oggi un rifugio per animali resistenti che si trova in Valdambra, in provincia di Arezzo. È il secondo anno che organizziamo la campeggia e abbiamo sempre scelto luoghi di lotta. Agripunk è oggi a rischio di sgombero, per questo la nostra assemblea è diventata parte attiva della campagna di sostegno ad Agripunk. https://www.facebook.com/agripunk.it

La prima campeggia è stata in Calabria tra Riace e i comuni dell’accoglienza e vogliamo cogliere l’occasione per esprimere con un applauso la solidarietà a Mimmo Lucano e ribadire ancora una volta che le leggi ingiuste non vanno rispettate! 
Il percorso laboratoriale è continuato in un altro luogo di resistenza che ha 40 anni di vita, la ZAD (zona da difendere contro il megaprogetto di un aeroporto) di Notre dame de Landes (30 luglio) che quest’anno ha organizzato per la prima volta un incontro intergalattico separato per donne e persone trans*, travesti, queer, non binarie, intersex,… Lincontro intergalattico si è inserito nella cornice della Gira por la Vida della caravana Zapatista e ha visto la partecipazione di parte dello squadrone 421, un gruppo di delegate e una delegatoa che sono sbarcatie in Europa a maggio. 

Abbiamo pubblicato nel blog riGENERIamoci i risultati di questi due momenti che abbiamo anche condiviso in lista nazionale in modo che potessero arrivare a tutte le assemblee.

1. giornata aperta alla campeggia

https://retecorpieterranud.wixsite.com/seminaria/post/camminare-domandando-dalla-campeggia-a-la-zad

2. La Zad

https://retecorpieterranud.wixsite.com/seminaria/post/laboratorio-ecotrasnfemminista-multispecie

Che cos’è la laboratoria?

La laboratoria parte dalla proposta del viaggio zapatista, che ci interroga su quali siano le nostre lotte e ci invita a incontrarci per guardarci, raccontarci e domandarci, per trovare punti d’incontro tra lotte diverse per costruire insieme un mondo nel quale coesistano molti mondi. 

Per questo abbiamo cercato di porci e porre ad altrieuə domande che vogliono stimolare un dialogo su alcuni punti che per le nostre assemblee sono parte fondamentale del nostro ecotransfemminismo multispecie. Tra questi ci sono il questionamento del sistema ciseteropatriarcale, che si esprime anche attraverso l’animalizzazione – o disumanizzazione – degli animali umani e l’oggettificazione degli animali non umani, la critica di un sistema capitalista che si basa sullo sfruttamento, devalorizzazione, e appropriazione del lavoro e dei corpi/delle corpe di animali umani e non umani.
Non solo, ma come ecotransfemministe ci interessa anche avvicinarci a temi ampiamente accettati da diversi femminismi con una prospettiva multispecie. Per questo ci interroghiamo sulla giustizia riproduttiva e l’autodeterminazione dei corpi, così come sul concetto di lavoro libero/coercitivo e sul lavoro sessuale e riproduttivo dal punto di vista degli animali non umani.

Infine, ci interessa porre al centro la questione del capitalismo globalizzato, del neoliberalismo, della colonialità e del neocolonialismo, domandandoci quali pratiche ecotransfemministe multispecie sono effettivamente efficaci non solo a livello locale, ma, tenendo in conto le catene di produzione e divisione del lavoro, a livello globale. 

Vogliamo porci la questione delle scelte alimentari, non da un punto di vista individualista, moralista o di colpevolizzazione del soggetto consumatore (in altre parole, come ce lo presenta il sistema capitalista, cioè il greenwashing), ma da un punto di vista di radicale presa di coscienza collettiva e condivisione delle responsabilità comunitarie nei confronti di tutti i corpi, umani e non umani.

Siamo quindi una laboratoria/caravana che, partita da una giornata aperta sul tema dell’antispecismo, si è arricchita dell’esperienza di autonomia e autodeterminazione offerta dalle, dagli e dallu abitanti e ospiti della ZAD, ed è arrivata all’assemblea nazionale di NUDM del 9 ottobre 2021 per condividere le domande e gli interrogativi che ci fanno continuare a lottare.

Dal punto di vista metodologico, la laboratoria è stata organizzata per gruppi in modo da facilitare la presa di parola a partire da una traccia comune che evidenzia tematiche che richiedono approfondimenti fuori e dentro il nostro movimento L’idea sarebbe di creare uno spazio relativamente sicuro di discussione in gruppi e poi una restituzione in plenaria.

La laboratoria alla nazionale di NUDM

Abbiamo visto con soddisfazione il numero di iscrizioni. È urgente rispondere a questa domanda di spazio dell’agire politico. 

Siamo arrivatu qui con un bagaglio di parole chiave che sono giustizia ecosistemica, giustizia multispecie, giustizia riproduttiva intersezionalità trasfemminismo, decolonialità, liberazione. 

A queste si sono si sono aggiunte la critica radicale all’antropocentrismo, l’autodeterminazione sui propri corpi qualsiasi essi siano, l’urgenza di mettere al centro del nostro andare la costruzione di alternative dal basso ad una crescita che bisogna fermare, ad un sistema di produzione/consumo che comprenda anche quella alimentare e non può prescindere dalla relazione con gli animali non umani. 

Le pratiche emerse sono: il riconoscimento e la rinuncia dei privilegi, l’ascolto attivo, l’autocritica, la costruzione di parentele multispecie, il riconoscimento del binarismo primario umano/non umano, la decostruzione di ruoli e stereotipi di genere, assumendo il concetto di giustizia riproduttiva e cioè la possibilità che uomini trans, persone non binarie e intersex possano vivere, se lo desiderano, la gestazione e l’aborto.

Interessante il ribaltamento che c’è stato della domanda nella traccia che era “ma il sex work è davvero una libera scelta?” che è diventata: ma il lavoro è una libera scelta? Riflettendo come la stigmatizzazione del lavoro sessuale sia fortemente codificata in una sacralità che si riassume nel binarismo puttana/madonna, da cui nasce la necessità di abolire il giudizio e lo stigma di questo lavoro. 

Abbiamo notato che nel contesto dell’assemblea nazionale le voci che si sono incontrate e ascoltate all’interno dei gruppi avevano opinioni diverse. In alcuni gruppi in particolare, c’è stata la messa in discussione del fatto che l’ecofemminismo debba radicarsi nel pensiero multispecie. La necessità di cambiare la narrazione mainstream sull’antispecismo, la volontà di lasciare spazio a posizioni ecotransfemministe dentro il movimento, si coniuga con una volontà di dialogo e di trovare una posizione comune attraverso la costruzione di un linguaggio. 
Sappiamo che questo tipo di elaborazione a livello collettivo richiede tempo e spazio per questo continueremo a riproporre la laboratoria.

Il prossimo appuntamento della laboratoria sarà al climate camp a Roma in occasione del G20 proprio perchè riteniamo che l’intersezionalità e un nostro forte attraversamento dei movimenti ecologisti sia fondamentale per portare la nostra voce transfemminista.  
Se ci sono territori interessati a riproporre il laboratorio le tracce sono a disposizione e la sintesi dei risultati può essere mandata a retecorpieterranudm@gmail.com

SE il femminismo trans escludente non ci appartiene non ci appartiene neanche quello atispecistaveg-escludente 

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Aggiungiamo la trascrizione dai cartelloni finali di vari gruppi: grazie a chi ha partecipato 

  • Perchè la violenza agita da animali umani su animali non umani non viene riconosciuta e percepita come tale? Perché nel momento in cui vogliamo indagare il privilegio di specie i movimenti, anche i più antagonisti, si bloccano? come costruire alternative le risposte sono state: 
  • la difficoltà maggiore è nel riconoscersi come persone oppressore/privilegiate e assumere la necessità di rinunciare ai privilegi
  • le gerarchie di specie vivono perchè ci sono le gerarchie delle lotte e continua a non essere intaccato il binarismo primigenio umani/non umani
  • la distanza con le esperienze di vita degli animali che sfruttiamo ci portano a non vedere, sapere, riconoscere 
  • Che fare? 
  • costruire “parentele multispecie” indagare e decostruire il privilegio umanio, uscire dal centro (antropocentrismo), stare nelle contraddizioni 
  • trasformazione di sè come trasformazione del mondo
  • contrastare la cultura del dominio, della proprietà, dello sfruttamento, mercificazione, oggettivazione degli animali non umani 
  • considerare gli animali non umani nella loro individualità e riconoscerli come soggetti 
  • contrastare il greenwashing
  • Riconoscere la dignità delle vite e dell’autodeterminazione del proprio corpo qualunque esso sia 
  • distruggere regole prestabilite di controllo sulla fecondità che questo sistema esercita attraverso il controllo della riproduzione e del lavoro di cura assegnato alle soggettività femminilizzate e agli animali non umani. 
  • Ma il lavoro sessuale può essere davvero una libera scelta? Perchè questa domanda emerge solo se si tocca la sfera sessualità riproduzion? 
  • ribaltiamo  la domanda … ma il lavoro è una libera scelta? 
  • La sfera sessuale è altamente codoficata culturalmente, politicamente, moralmente (“sacralità” e binarismo madonna/puttana ne sono l’espressione) 
  • perchè si confonde volutamente il sex work con lo sfruttamento della tratta stigmatizzando e criminalizzando il lavoro e perchè si continua a vederlo come attenente alla sfera sessuale personale, intima e fondata sul desiderio 
  • abolire il giudizio sul lavoro sessuale e affermare la dignità e la necessità di sicurezza e il riconoscimento di questo lavoro 
  • Cosa intendiamo per giustizia riproduttiva? Come questa si vive in corpi umani e non?  Il riconoscere solo alle “donne” il ruolo di madri/non madri nelle nostre lotte non significa escludere e invisibilizzare il fatto che uomini, persone non binarie e intersex abbiano potenzialità gestanti e rimarcare un concetto patriarcale? Perchè si escludono e si invisibilizzano i corpi gestanti delle altre specie?
  • Giustizia riproduttiva come processo di decostruzione dei ruoli e stereotipi di genere partendo da noi. 
  • Imparare a delegare e condividere il lavoro di cura. 
  • Il ruolo riproduttivo trascende il genere: riconosciamo il diritto alla gestazione di uomini, persone non binarie,… 

Nel Movimento Non una di meno Che fare? 

  • ascolto, autocritica, coesistenza 
  • sostenere le lotte ecotransfemministe 
  • ripensare a un futuro radicalmente altro da quello che stiamo vivendo 
  • riconoscere e lasciare spazio all’agire politico del pensiero ecotransfemminista e multispecie nel nostro movimento (un mundo donde quepan muchos mundos) 
  • contrastare la narrazione dell’antispecismo 
  • attraversare e riconoscersi nella galassia ecotransfemminista multispecie 
  • decostruire il sistema eurocentrico, antropocentrico, capitalista nel quale siamo natə.

*Foto di Saraliù Bruni

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