30-31.01.2021-Gruppo Scuola

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L’appello di lancio di Non una di Meno per il 30 e 31 gennaio 2021, due giornate online dove si articoleranno alcuni Gruppi tematici di discussione verso lo sciopero dell’8 marzo: Violenza e Percorsi di fuoriuscita; Scuola; Economia e Lavoro; Salute; Corpi, Ecosistema, Giustizia Climatica. Qui il form da compilare per partecipare ai gruppi. La seconda tappa è l’Assemblea Nazionale del 6 febbraio, sempre in modalità online. A breve tutte le info. Di seguito il testo del Gruppo Scuola.

Traccia gruppo Scuola

Chiudere la scuola, mai come in questo ultimo anno ha significato, per docenti e student* , “non respirare”. Dopo anni di attacchi sistematici alla libertà di insegnamento, di ricollocazione del mestiere di insegnante nella cornice di cura e maternage e di obbedienza a un sistema standardizzato di obiettivi (la sorveglianza Invalsi è in grado di determinare persino il grado di reputazione di ognuna!), la pandemia ha suggellato definitivamente diseguaglianze e ingiustizie di genere “croniche”. Le donne, in epoca emergenziale, continuano ad essere sacrificabili; si sono trovate, soprattutto nei mesi di lockdown, a doversi prendere cura di anzian*, bambin*e contemporaneamente a gestire in smart working ciò che rimane di un lavoro sempre più compromesso e a rischio.

Parliamo di insegnanti, collaboratrici scolastiche, educatrici, etc. Gli unici investimenti sono andati a nuove forme contrattuali, con poche tutele e con ritardi nei pagamenti (contratti Covid), per consentire, soprattutto, l’apertura della scuola d’infanzia e primaria; poiché i bambini e le bambine non potrebbero rimanere a casa da soli in DAD, le maestre restano “le invisibili”, mai considerate come personale a rischio. Diverso è per le scuole superiori in cui si prefigura “danno minore” la sovraesposizione alla didattica digitale, oggettivamente alienante e fonte di stress e solitudine. Non si è investito nella riduzione di classi pollaio e nell’edilizia scolastica.

La già quasi-inesistente educazione sessuale è scomparsa del tutto, mentre la dissoluzione della scuola come spazio di incontro e riferimento ha abbandonato in casa migliaia di giovanissim*, di certo non immuni al preoccupante aumento di violenza domestica misogina o omotransfobica. Non possiamo inoltre non credere che i numerosi episodi di violenza di genere tra ragazz* in età scolastica degli ultimi mesi non abbiano niente a che fare con la dissoluzione di qualsiasi riferimento educativo oltre la famiglia. In compenso i sindacati confederali hanno ridimensionato, riducendolo, il diritto di sciopero.

Ma l’otto marzo noi scioperiamo! Lo sciopero femminista e transfemminista dovrà svelare scelte e investimenti non basati sui bisogni della scuola pubblica, delle lavoratrici e dei/delle bambine, ma dettati dalla volontà politica di tenere in vita un sistema capitalista-patriarcale che non deve perdere linfa e sostentamento e che, anzi, sta cercando di riorganizzarsi secondo logiche sempre più mercantilistiche e privatistiche. Dentro e fuori le aule scolastiche, continueremo a pretendere una scuola “rovesciata”, che rifiuti il ruolo di “predestinate alla cura” assegnato alle donne e alle soggettività dissidenti – ruolo definito “essenziale” nella crisi pandemica ma in realtà discriminato, sfruttato e disconosciuto – e affermi la prospettiva di genere in tutte le discipline, i metodi e gli ambiti di condivisione e costruzione del sapere e in percorsi di educazione sessuale vincolanti. Per prevenire la violenza maschile contro le donne si deve partire fin da piccoli e piccole. L’unico “starting strong” ammesso!

Stimoli per la discussione

-Come analizziamo il sistema-scuola in tutte le sue articolazioni e aspetti, sia strutturali che formativo-didattici, nell’attuale fase politica? Come analizziamo il lavoro nella scuola e intorno alla scuola, che in tempo di pandemia ha ancor di più evidenziato come le attività di riproduzione della vita siano principalmente a carico delle donne e perpetuino disuguaglianze strutturali sia in ambito lavorativo che dentro le mura domestiche?

-Come ripensiamo attualizziamo le rivendicazioni portate avanti nel periodo pre-pandemia? Cosa proponiamo dal punto di vista legislativo/normativo nel nostro paese perché si compia una trasformazione di programmi/curricoli/testi scolastici tale da considerare imprescindibile la lotta all’omolesbotransfobia, al razzismo, sessismo e messaggi stereotipati? Quali investimenti in progetti, formazione per educare alle differenze? Quale può essere il contributo concreto di Non Una Di Meno in termini di trasformazione della didattica e costruzione di interventi formativi?

-Come si può costruire lo sciopero femminista dentro la scuola? Quali pratiche politiche e lotte sindacali possono contribuire a sgretolare strutture/dispositivi/abitudini discriminatorie e sessiste dentro la scuola e rafforzare consapevolezza/libertà delle insegnanti? Quali lotte e pratiche studentesche possono trasformare la “normalità” della formazione e del suo mondo? Come si possono costruire connessioni sinergiche e strutturali tra i diversi soggetti/soggettività operanti nella scuola?

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