Sciopero 9 marzo: Lettera di Non Una di Meno alle strutture della CGIL

sciopero

Con una lettera diretta alle strutture della CGIL, Maurizio Landini, a nome di tutta la segreteria confederale, ha comunicato che il sindacato non aderirà allo sciopero lanciato dal movimento femminista e transfemminista Non Una di Meno per il 9 marzo. Ancora una volta la CGIL considera lo sciopero come strumento esclusivamente sindacale, cercando ostinatamente di cancellare il modo in cui negli ultimi anni esso è stato trasformato in tutto il mondo in una pratica politica autonoma di rifiuto radicale della violenza maschile e di genere. Di più: la proclamazione dello sciopero della scuola per il 6 marzo, inevitabilmente mette in difficoltà e rischia di sabotare le moltissime donne che, a partire dalla scuola, hanno preso parte allo sciopero femminista e transfemminista in passato rendendo evidente che è proprio la scuola uno dei campi in cui quella violenza viene prodotta e riprodotta e deve essere contrastata.

In un decennio che si è aperto con un impressionante numero di femminicidi, questo è il tempo della responsabilità politica contro la violenza maschile e di genere. Abbiamo detto e ripetuto in ogni modo che questa violenza ha un ruolo determinante nella precarizzazione delle condizioni di vita e di lavoro delle donne. È una violenza che comincia in famiglia e nelle case, che pervade la società, che entra nei posti di lavoro e di fronte la quale l’intervento sindacale e la contrattazione aziendale – anche se “di genere” ‒ sono evidentemente insufficienti.

Per questa ragione negli ultimi anni moltissime lavoratrici e delegate, anche della CGIL, hanno contribuito a organizzare lo sciopero femminista e transfemminista, come stanno facendo anche quest’anno nonostante le scelte della loro struttura, e hanno pubblicamente preso parola contro queste scelte. Come Non una di meno abbiamo fatto una scelta coraggiosa, in Italia come nel resto del mondo: allargare il senso dello sciopero, rilanciare la sua potenza (conflittuale e aggregativa) dentro e fuori i luoghi di lavoro. Un grido fragoroso. Non lo sciopero “delle donne” ma “a partire dalle donne“, ovvero dal punto di vista di soggetti che vivono sul proprio corpo la violenza, che la conoscono, la vedono negli occhi ogni giorno, che ne fanno esperienza anche attraverso lo sfruttamento e il razzismo.

La sfida è aprire una breccia di possibilità nel presente a partire da precise condizioni materiali, sfidare le strutture dell’oppressione, condividere un sogno e realizzarlo insieme, pensare a un mondo diverso senza lasciare nessuno indietro.
Ci chiediamo con quale legittimità e con quale forza la CGIL potrà ancora parlare di gender pay gap, della riforma dei congedi parentali, di reddito e salari, di contrasto alla violenza maschile e di genere e alle molestie sessuali sui luoghi di lavoro e di diritti civili dopo che, ancora una volta, nega il suo sostegno al movimento femminista che sta facendo dello sciopero il momento in cui dimostrare con una grande forza collettiva che nessuna battaglia contro lo sfruttamento e la precarietà è possibile senza schierarsi, senza se e senza ma, contro la violenza maschile e di genere.

Nonostante le scelte della segreteria della CGIL, noi continuiamo a scommettere sullo sciopero femminista e transfemminista, e sulla sua capacità di dare voce anche a tutte quelle lavoratrici e delegate che vogliono essere parte di questa lotta collettiva e globale, qualunque sia la tessera che hanno in tasca, e insieme a tantissime altre donne, migranti e soggettività LGBTIQ+ e resistenti che dentro e fuori i luoghi di lavoro, nelle case e nelle strade, faranno dell’8 e del 9 marzo giorni di lotta e sciopero globale. Perché ci vogliamo vive e libere dalla violenza! Perché lo sciopero è la nostra rivolta!

Una sfida che in altri paesi è stata ampiamente colta facendo del movimento trasfemminista una straordinaria opportunità per rilanciare conflitto, arrivare a forme di lavoro spesso sommerse e silenziose, costruire reti di solidarietà e di mutuo soccorso.

Non Una di Meno

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