Assemblea nazionale Non Una Di Meno-Roma 24 novembre 2019

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Testo di convocazione 

Il 24 novembre ci incontreremo ancora una volta in assemblea nazionale e sarà un passaggio importante e significativo. Con la manifestazione del 23 novembre entriamo infatti nel 4° anno di movimento femminista e transfemminista che in Italia ha preso il nome di Non Una di Meno.

La nuova ondata tiene e continua a diffondersi nel mondo. Il movimento globale femminista si misura oggi con l’acuirsi dello scontro politico.  Le donne assumono sempre più un ruolo centrale dentro le mobilitazioni contro il nuovo autoritarismo e contro la violenza economica, come in Cile, in Ecuador, in Rojava… questo non segna lo snaturamento del femminismo ma l’efficacia della lettura della violenza patriarcale come prisma attraverso cui leggere le relazioni di potere dentro la società, come paradigma su cui si declinano i dispositivi di controllo e di governo dei corpi dentro la torsione autoritaria e la ristrutturazione neoliberale.

Patriarcato e neoliberismo sono più che mai alleati e gli ultimi fatti in particolare in Cile lo confermano: la vendetta e la criminalizzazione si fa efferata tanto più si tratta di corpi di donne in rivolta.

In Italia viviamo un contesto politico quanto più pericoloso tanto più è contraddittorio. Questo ci costringe ad un esercizio necessario: elaborare la prospettiva del movimento a partire da uno sguardo a quanto fatto fin qui.

Non è banale fermarsi a ragionare sulla straordinaria durata del movimento di Non Una Di Meno in Italia. La continuità ne definisce la qualità e la forza di analisi e di proposta. La grande capacità di elaborazione collettiva ha fin qui saputo tenere insieme sensibilità, prospettive, pratiche ed esperienze differenti, senza disperdere il fuoco da cui siamo partire: la lotta alla violenza maschile e di genere come fenomeno strutturale. Abbiamo avuto la forza di fare questo, di proliferare nei territori, di moltiplicarci nelle piazze, di parlare alle tante e ai tanti, perché abbiamo costruito insieme una cornice politica forte e condivisa, frutto di una lunga elaborazione e non di semplice giustapposizione di temi.

Migliaia di mani hanno scritto il piano Femminista contro la violenza maschile contro le donne e di genere. Da li forse occorre ripartire, come metodo e come pratica di confronto, di elaborazione e di lotta. Su questa base sostanziale abbiamo legittimato e agito la nostra autonomia.

Il piano delle lotte si è fatto pratica coniugando la stato di agitazione permanente con la costruzione di istituzionalità dal basso e mutualistiche che difendiamo e moltiplichiamo (gli spazi femministi e transfemministi, i cav, gli sportelli, i presidi territoriali, i progetti web come obiezione respinta, le consultorie, le assemblee delle donne …); aprendo il grande processo della riappropriazione dello sciopero, facendolo proliferare oltre i confini angusti imposti dalla legge e dalle centrali sindacali; attraversando la società, le generazioni, l’immaginario collettivo, contaminando e contaminandoci. Solo aprendoci rimaniamo autentiche. E solo a partire da una forte condivisione guadagniamo forza.

Non dobbiamo avere paura di discutere, non ci sono temi tabù, ci sono piuttosto temi che vengono usati come clave, come arieti per rompere il movimento. Ma una cosa dobbiamo assumerla, per discutere e affrontare il presente e il futuro: nessuno ci può giudicare, e non è nostro compito giudicare altre donne, altre soggettività, altre esperienze. Dobbiamo piuttosto continuare a leggere e riconoscere forme di oppressione, di privilegio e di autodeterminazione anche quando non ci appartengono. Dobbiamo anche utilizzare al meglio gli spazi di discussione e di confronto di cui ci dotiamo, gli strumenti e metodologie e inventarne di nuovi o dismetterne altri se non funzionano.

Abbiamo voluto riprendere la convocazione in tavoli benché i tempi siano stretti, perché sentiamo forte l’esigenza di riprendere a sostanziare il Piano come patto politico e programmatico dinamico e in divenire, strumento di lotta, per arrivare preparate, aprire il processo di costruzione dello sciopero immediatamente, farne un’occasione di mappatura, inchiesta e di conflitto dentro il quadro mutato di un governo che lascia intatto l’assetto profondamente patriarcale e razzista della giustizia, delle strategie di contrasto alla violenza, dello stato sociale, del lavoro, dell’educazione. Eppure degli spazi vanno aperti, non possiamo fermarci alla denuncia, alla testimonianza, dopo 4 anni abbiamo bisogno di agire vertenzialità concrete, di riprendere azione culturale e politica, di sedimentarci e allargare le nostre reti, di battaglie politiche e culturali di ampio respiro.

Va infine registrata l’irruzione sulla scena globale di un altro “atteso imprevisto” parliamo dei giovani e giovanissim*, delle donne e delle comunità che trovano nello spazio del movimento globale per la giustizia climatica uno spazio di espressione e di lotta. Pensiamo che molto abbia contribuito l’immaginario e il lavoro fatto in questi anni dal movimento ecotransfemminista. A partire da questo accumulo di ragionamento e di pratiche, è lo sciopero la traccia comune su cui aprire confronto, attraversamenti e la costruzione di pratiche condivise, contaminando le narrazioni, intrecciando riproduzione sociale e giustizia climatica dentro il quadro della critica al capitalismo estrattivista.

La centralità dello sciopero dell’8 marzo in questo panorama va valorizzata e agita immediatamente. Per questo sarà importante confrontarci sulla data e sull’opportunità della convocazione domenicale e di possibili chiamate dello sciopero globale del clima.

Lo sciopero ci proietta immediatamente sul piano transnazionale: come sostanziare un maggiore livello di confronto e di coordinamento tra movimenti femministi nel mondo? Come metterlo immediatamente in opera verso lo sciopero dell’8 marzo? Come accrescere la forza globale e l’impatto locale delle nostre lotte e pratiche?

Allungare lo sguardo oltre i confini non deve farci perdere di vista la rivolta esistenziale, quotidiana e permanente che ognuna di noi agisce ogni giorno in casa, al lavoro, a scuola, negli spazi della politica. La violenza è strutturale e trasversale a tutti gli ambiti sociali, nessuno spazio può considerarsi liberato, questo pone un enorme tema politico ma è la sfida che abbiamo scelto di affrontare e su cui metterci in discussione insieme a chi vuole essere nostro alleato in questa lotta.

Dobbiamo inventare, condividere pratiche e riflessioni; continuare a politicizzare il tema della violenza di genere e del perdurare delle strutture patriarcali anche nei movimenti.

Non Una Di Meno

Tutti i tavoli del 24 Novembre

 

 

 

 

 

 

 

 

Non Una Di Meno in difesa degli spazi femministi

lucha alle città
Dal 13 al 20 novembre, Non Una Di Meno ha lanciato una campagna di mobilitazioni a livello nazionale in difesa e per la moltiplicazione degli spazi femministi verso il prossimo 23 novembre, quando la marea femminista e transfemminista tornerà a inondare le strade di Roma per la grande manifestazione nazionale contro la violenza maschile e di genere. 
 
Lo scorso 13 novembre il Comune di Roma aveva annunciato il distacco delle utenze alla Casa delle donne Lucha y Siesta, spazio femminista autogestito che dal 2008 accompagna le donne che hanno subito violenza nel loro percorso di fuoriuscita e di autodeterminazione. Ma Lucha y Siesta è molto di più: è un luogo di informazione, ascolto e accoglienza, uno spazio di socialità, condivisione di esperienze e competenze.
 
Questa é una stagione politica in cui gli spazi sociali vengono chiusi, sgomberati, sostituiti per i processi di gentrificazione o direttamente per reazione repressiva. Non saranno gli sgomberi a fermare le esperienze di autogestione: a Bologna, la nuova occupazione di Xm24, sgomberato la scorsa estate dopo 17 anni di vita, è la risposta a chi vuole mettere fine alle esperienze di autogestione per mezzo delle ruspe. 
Il caso di Lucha y Siesta, invece, diventa l’emblema dell’attacco all’autorganizzazione e all’autonomia femminista. è il tentativo di cancellare gli strumenti di cui le donne si dotano per uscire da condizioni di violenza e recuperare autonomia. 
 
In un paese dove l’obiezione di coscienza tocca picchi del 90% in alcune regioni, chiudono i consultori 
Dove i Centri antiviolenza ricevono meno di un euro al giorno per il lavoro sociale e politico che svolgono quotidianamente, la minaccia di sgombero agli spazi femministi mostra ancora più chiaramente il carattere della violenza istituzionale. 
 
È la stessa violenza che fa dell’Italia il paese in cui ogni 72 ore una donna viene uccisa e uno dei primi paesi in Europa per numero di omicidi di donne trans. La violenza che, a livello nazionale, chiude i confini e fa morire in mare o via terra chi ha intrapreso una migrazione e ogni giorno condanna allo sfruttamento e al razzismo chi arriva in Europa. È la stessa violenza che strumentalizza i corpi delle donne, promuovendo misure securitarie. 
Gli spazi femministi sono universi di autodeterminazione, sono luoghi di lotta e resistenza, spazi di soggettivazione e di creazione di reti femministe potenti e trasformative
 
Per questa ragione, Non Una Di Meno si mobilita  non solo per difendere gli spazi ma per moltiplicarli, per esplodere nuovamente tutte insieme per le strade di Roma e del mondo il 23N. 
 Gli spazi femministi non si toccano, non si toccano le nostre vite, le nostre scelte.
 #diamoluchaallecittà
Di seguito le iniziative previste nelle diverse città: 
Mercoledì 13 novembre
📌Roma Non Una Di Meno – Roma – Se toccano Lucha, toccano tutte!
📌Padova Aperitivo siamo marea – Lucha y Siesta non si chiude
📌Napoli Non una di meno – Napoli Lucha y Siesta non si tocca!
Giovedì 14 novembre
📌Reggio Emilia Non Una Di Meno – Reggio Emilia ASSEMBLEA ALL’APERTO – Difendiamo gli spazi femministi!
Sabato 16 novembre
Domenica 17 novembre
📌Alessandria – Parla con lei e light design show verso il 23 novembre
Lunedì 18 novembre
📌Bologna- Incontro con Lucha y Siesta verso il 23N!

23 novembre: Non una di meno in piazza

marea-dinamo-napolitano

Il 23 novembre sarà marea femminista e transfemminista contro la violenza patriarcale, istituzionale, economica e ambientale.
Attraverseremo Roma per il quarto anno consecutivo al grido di Non una di Meno: porteremo in piazza la #rivoltapermanente alla violenza maschile e di genere che costruiamo ogni giorno nelle piazze, negli spazi femministi e transfemministi, nei centri antiviolenza, nei consultori, nelle scuole, sui posti di lavoro, nelle case e nelle relazioni.

Sarà una grande manifestazione delle donne e delle soggettività LGTBQIPA+ , dei corpi liberi in #rivolta, della loro creatività ed intelligenza, dal desiderio di riconoscersi e di autodeterminarsi, una manifestazione che esprima tutta la potenza del movimento femminista e tranfemminista.

Il corteo sarà aperto dalle donne e dai centri antiviolenza femministi, dai percorsi di fuoriuscita dalla violenza di genere, dalle case delle donne, dagli spazi femministi e transfemministi, dalle consultorie, dalle assemblee delle donne dei consultori. Porteremo le maschere delle luchadoras a sostegno della casa delle donne Lucha Y Siesta di Roma e di tutti gli spazi di autodeterminazione minacciati di sgombero e
chiusura.

Vogliamo che l’apertura delle donne e dei centri antiviolenza sia una scelta rispettata e condivisa da tutt*, ma soprattutto determinata ed agita insieme proprio in ragione del desiderio di essere al nostro fianco quel giorno e di costruire alleanze nelle differenze.

Seguiranno un primo e un secondo carro di Non Una di Meno, aperti e animati dalle donne e dalle soggettività LGBTQIPA+ in lotta e seguiti da un corteo attraversato da tutt* coloro che lottano con noi e riconoscono come prioritaria la creazione di alternative alla violenza patriarcale, al sessismo, all’omolesbotransfobia e al razzismo, al capitalismo, al fascismo. I carri ospiteranno performance, musica, parole e immagini, animeranno
inoltre azioni performative collettive che si svolgeranno lungo il
corteo.

Tra i due carri è previsto uno spazio organizzato da MOM, per genitori e bimb*: un furgoncino giallo con cuscini e zona morbida dove riposare, allattare, cambiare un pannolino.

Saremo marea femminista e transfemministi, senza spezzoni organizzati
né bandiere e simboli di partito e sindacali.

Invitiamo tutt* a portare in piazza i simboli del movimento: i panuelos fuxia mutuati dalla campagna argentina per l’aborto legale, i pugni di fuoco simbolo di rivolta, le maschere delle luchadoras della campagna per Lucha y Siesta e gli spazi femministi, i cartelli, i cori, i contenuti della lotta contro la violenza strutturale contro le
donne e di genere.

Appuntamento sabato 23 novembre 2019 h14 Piazza della Repubblica

Percorso del corteo

Concentramento: Piazza Della Repubblica, Viale Luigi Einaudi, Via Cavour, Piazza Esquilino, Via Liberiana, Via Merulana, Via Dello Statuto, Piazza Vittorio, Via Emanuele Filiberto,
Arrivo: Piazza San Giovanni.

mappa corteo

*Foto di copertina di Daniele Napolitano

Appello Non Una Di Meno – 23 novembre, manifestazione nazionale a Roma : Contro la vostra violenza, la nostra rivolta!

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Il prossimo 23 novembre la marea femminista e transfemminista tornerà a inondare le strade di Roma contro la violenza che segna le nostre vite e diventa sistema!

In tutto il mondo le donne sono in rivolta contro la violenza patriarcale, razzista, istituzionale, ambientale ed economica. In Sud America, in Medio Oriente, In Asia, in Africa, in Europa le donne e le persone lgbtqipa+ stanno affermando chiaramente che nessun processo di democratizzazione e liberazione è possibile senza trasformazione radicale dell’esistente. In Cile, in Messico, in Ecuador, in Argentina, in Brasile, le donne lottano contro la violenza patriarcale e economica che attacca i corpi e l’ambiente.

Le donne curde stanno difendendo e portando avanti un processo rivoluzionario femminista, ecologista e democratico e combattono per la liberazione da ogni fondamentalismo e contro l’autoritarismo turco. Il 23 novembre ci uniremo a queste sollevazioni globali, dalle quali traiamo forza e convinzione!

Abbiamo disvelato la natura strutturale e politica della violenza maschile, che agisce sulle donne e sulle soggettività lgbtqipa+. A quattro anni dall’esplosione del movimento femminista è il momento di affermare, a partire dalle lotte, dalle pratiche, dalla solidarietà femminista, rivendicazioni chiare e non negoziabili su cui vogliamo risposte.

Ogni 72 ore in Italia una donna viene uccisa da una persona di sua conoscenza, solitamente il suo partner, e continuano le violenze omolesbotransfobiche. Sono i giornali a valutare quale dei tanti femminicidi debba essere raccontato e come. Quello del “gigante buono” – come nel caso di Elisa Pomarelli – o quello di chi “se l’è cercata”. Quello della vittima dell’invasore nero o del raptus di gelosia, nel caso si tratti di un marito italiano.

Noi invece sappiamo che la violenza può colpire chiunque di noi e che non ha passaporto, colore né classe sociale, ma spesso ha le chiavi di casa. È la storia di tante donne e di persone non conformi al modello patriarcale che ogni giorno si ribellano a molestie, stalking, violenza domestica, psicologica, sessuale ma trovano ulteriore violenza nei tribunali.

È tempo di dire basta alla Giustizia Patriarcale: se in Parlamento la Pas (sindrome da alienazione parentale) finisce nel cassetto insieme al Ddl Pillon, nelle cause di divorzio è sempre più frequente il suo utilizzo per giustificare l’allontanamento dei minori dalle madri, diventando così uno strumento punitivo per le donne che si separano e un deterrente alla denuncia per le donne che subiscono violenza domestica. Vogliamo la Pas fuori dai tribunali!

Il Codice Rosso ha già fallito confermandosi una mera operazione propagandistica: è necessario riconoscere le donne come soggetto attivo e intervenire efficacemente prima e non dopo che la violenza o il femminicidio si compiono.

Per questo il lavoro dei centri antiviolenza femministi va riconosciuto, garantito e valorizzato perché siamo stanche di finire sul banco degli imputati o ricordate in maniera strumentale in qualche pessimo articolo di giornale. Gli spazi femministi sono invece sotto attacco in tutto il Paese e le risorse per le realtà che sostengono le donne che resistono alla violenza sono sempre più vincolate e carenti. Difendiamo e moltiplichiamo gli spazi femministi e transfemmninisti, come Lucha y Siesta, le case delle donne e tutti gli spazi di autodeterminazione sotto minaccia di sgombero!

L’indipendenza economica è la condizione fondamentale per affrancarsi dalla violenza, per essere libere di scegliere: le molestie e gli abusi si riproducono in condizioni di minaccia e di ricatto, nella vergogna e nella solitudine, ma ancora permane il limite di un anno di tempo entro cui denunciare. Questo limite è un’arma in mano a molestatori e stupratori.

Vogliamo essere liber* dalla povertà, dallo sfruttamento, dal rischio di licenziamento o del mancato rinnovo di contratto e dei documenti di soggiorno. In un paese in cui solo una donna su due lavora, la maternità può costarti il posto di lavoro e la disparità salariale è un dato di fatto, non serve la propaganda, ci vogliono atti concreti: vogliamo un salario minimo europeo, un reddito di autodeterminazione svincolato dalla famiglia e dai documenti di soggiorno, congedi di maternità, paternità e parentali di uguale durata e retribuiti per entrambi i genitori.

Se scegliere di fare un figlio non è semplice, non lo è nemmeno non farlo: obiezione di coscienza dilagante e smantellamento del welfare ostacolano la nostra autodeterminazione psicologica, sessuale e riproduttiva. Riprendiamoci i consultori pubblici e rompiamo il monopolio degli obiettori sulle nostre scelte: vogliamo educazione sessuale per conoscere, educazione al rispetto di generi e orientamenti sessuali, spazi per condividere, contraccezione gratuita per proteggerci, la pillola abortiva senza ricovero e fino a 12 settimane per decidere. Vogliamo servizi socio-sanitari pubblici e laici che garantiscano la salute e la libera scelta di tutte e tuttu.

L’Italia è il paese in Europa con il più alto numero di uccisioni di persone trans ‒ spesso donne trans, migranti e sex workers. La presa di parola delle persone trans e lgbtqiap+ contro la violenza di genere e dei generi è un fiume che ingrossa e rafforza la marea femminista e transfemminista che si riverserà a Roma il 22 novembre con la Trans Freedom March: l’autodeterminazione non ha confini!

La guerra contro le persone migranti sta raggiungendo intensità senza precedenti, non soltanto nel Mediterraneo, e colpisce soprattutto le donne facendo dello stupro un’arma di soggezione. Vogliamo fermare la violenza degli accordi che esternalizzano le frontiere, disseminando Europa, Mediterraneo e Nord Africa di lager del XXI secolo. Vogliamo essere liber* di muoverci attraverso i confini e di restare se lo vogliamo. vogliamo l’abrogazione dei decreti sicurezza che criminalizzano la migrazione, la solidarietà e il dissenso, di tutte le leggi che legano il permesso di soggiorno al lavoro o alla famiglia e di quelle che alimentano il razzismo negando la cittadinanza a chi è nat* o cresciut* in Italia. Un permesso di soggiorno europeo senza condizioni, asilo e cittadinanza sono i soli strumenti possibili contro violenza e sfruttamento. Reclamiamo l’accesso al welfare per tutt* contro la distruzione dello Stato sociale che anno dopo anno taglia risorse mentre aumenta la spesa militare.

La lotta femminista e transfemminista crea resistenza e alternativa nella costruzione di legami e intrecci attraverso la riappropriazione dello sciopero come pratica di conflitto come processo di trasformazione dell’esistente che opponga la cura, l’autodeterminazione e l’equità sociale allo sfruttamento dei corpi e dell’ambiente.

Scendiamo in piazza il 23 Novembre anche per tutte quelle donne e quelle persone che vedono limitata la propria libertà. Le donne e le persone trans detenute, le persone sottoposte a misure restrittive o confinate all’interno di strutture psichiatriche che le sottopongono a misure di contenimento inappropriate e violente.

Il 23 Novembre saremo a Roma, saremo insieme, porteremo in piazza i nostri corpi e le nostre relazioni, quelle che costruiscono la discontinuità che nessun governo può garantirci, quelle che uniscono le vite di milioni di donne e soggettività lgbtqiap+ in tutto il mondo. Il 24 novembre ci incontreremo in assemblea nazionale verso lo sciopero femminista e transfemminista dell’8 marzo. Di fronte alla violenza di questa società non facciamo un passo indietro: noi siamo rivolta!

CONTATTI

Info logistiche 23 e 24 novembre, assemblea nazionale 

23-24N Info logistiche Manifestazione e Assemblea Nazionale 2019

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23 NOVEMBRE – MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE E DI GENERE

In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la marea transfemminista di Non una di meno torna in piazza! Contro la vostra violenza, saremo rivolta!
️Ore 14.00 da Piazza della Repubblica
▶️Come arrivare
🚈Metro A Repubblica

📌PERCORSO DEL CORTEO
Concentramento: Piazza Della Repubblica, Viale Luigi Einaudi, Via Cavour, Piazza Esquilino, Via Liberiana, Via Merulana, Via Dello Statuto, Piazza Vittorio, Via Emanuele Filiberto, Arrivo: Piazza San Giovanni.

mappa corteo

📌COMPOSIZIONE DEL CORTEO
Vogliamo che l’apertura delle donne e dei centri antiviolenza sia una scelta rispettata e condivisa da tutt*, ma soprattutto determinata ed agita insieme proprio in ragione del desiderio di essere al nostro fianco quel giorno e di costruire alleanze nelle differenze.

📌Cosa portare con sé
Saremo marea femminista e transfemminista, senza spezzoni organizzati né bandiere e simboli di partito e sindacaliI. Invitiamo tutt* a portare in piazza i simboli del movimento: i #panuelos fuxia mutuati dalla campagna argentina per l’aborto legale, i #pugni di fuoco simbolo di rivolta, le #maschere delle #luchadoras della campagna per Lucha y Siesta e gli spazi femministi, i cartelli, i cori, i contenuti della lotta contro la violenza strutturale contro le donne e di genere (https://bit.ly/337TOKR).

Tutte le altre info nel link ⤵
https://bit.ly/37vIr2I

INFO UTILI

Durante il corteo sarà garantito l’interpretariato italiano-Lis/Lis-italiano per tradurre i tanti interventi che verranno fatti e rendere accessibile a tutt_ l’intera giornata.

FURGONCINO MOM 

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LE PICCOLE MATRIOSKE CHIAMANO!

Siamo piccole e grandi, genitori e sostenitrici della genitorialità, lavoratrici e precarie, nate e cresciute in vari luoghi del mondo. Autogestiamo spazi e creiamo iniziative che ci permettono di giocare, strappare tempo per noi, crescere libere e confrontarci insieme sulla genitorialità. Siamo le piccole matrioske armate di passeggino che SABATO 23 NOVEMBRE scenderanno in piazza con il furgoncino giallo del MOM, uno spazio itinerante morbido, dedicato all’allattamento e al cambio dei pannolini per permettere a tutte le generazioni femministe di manifestare insieme. Trova le piccole matrioske vicino al furgoncino giallo!

 

📌FLASH-MOB DURANTE IL CORTEO

💥Per riprenderci lo spazio e la parola, per visibilizzare la nostra indignazione e la nostra forza, nel corso del corteo nazionale di Non Una Di Meno lanciamo un grido muto da praticare tutt*. Alle ore 16,30 ci fermeremo in ogni punto del corteo, ci sederemo a terra e staremo in silenzio assoluto per 5 minuti al termine dei quali esploderemo in un grande grido collettivo di gioia, di rabbia, di lotta!
Riprendiamo il #gridomuto dalle piazze spagnole e lo dedichiamo a Daniela Carrasco “Mimo”, ritrovata #torturata e #uccisa per aver partecipato alle proteste di piazza in Cile contro le misure neoliberiste e il regime di Pinera.

📌FLASH-MOB DELLE LUCHADORES IN AZIONE!

💥Luchadoras tenetevi pront*!
Lucha y Siesta non si tocca e lo diremo anche con i nostri corpi!

23 SERA…PARTY TIME

💥💃…E dopo la manifestazione, tutt* a festeggiare, ballare e brindare insieme dalle ore 21 a Esc Atelier, Via dei Volsci 159, perchè La rivolta non è un ballo di gala!
**
All’indomani della manifestazione che ci vedrà insieme a Roma, è convocata per il 24 novembre l’assemblea nazionale di Non Una Di Meno verso lo sciopero del prossimo 8 marzo 2020.

📌OSPITALITA’ 23-24 NOVEMBRE E PARTECIPAZIONE AI TAVOLI DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE
▶️Compila il FORM
(++ATTENZIONE CHIUSURA FORM++
E’ POSSIBILE PARTECIPARE ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL 24 NOVEMBRE ANCHE SENZA ESSERSI ISCRITT*)

24 NOVEMBRE – ASSEMBLEA NAZIONALE A ROMA

ore 10.00 presso il quartiere San Lorenzo

Leggi il testo di convocazione dell’assemblea

▶️Come arrivare
A piedi da fermata metro A Termini, Vittorio Emanuele, San Giovanni, Manzoni
🚃Tram 3 da: fermata metro A San Giovanni o Manzoni.
🚃Tram 3 o 19 da metro B Policlinico o Piramide

📌I TAVOLI TEMATICI saranno dislocati in questi spazi nel quartiere San Lorenzo

MAPPA ASS

Tutti i tavoli di discussione:

cibo

COLAZIONE E PRANZO VEGAN IN TUTTI GLI SPAZI DOVE SI TERRANNO I TAVOLI

A pranzo focacce con verdure

SPAZIO BIMB* A CURA DI MOM

Mentre è in corso l’Assemblea Nazionale, dalle ore 10.00 presso il Nuovo Cinema Palazzo, al piano di sopra.

mom

Manifesti da stampare

🚐PULLMAN IN PARTENZA DALLE CITTA’

Le città che arriveranno a Roma
🔴 Alessandria
https://www.facebook.com/events/415110322765644/
🔴 Ancona
https://www.facebook.com/events/2164599233846157/
🔴 Bergamo
https://www.facebook.com/events/3206488516090338/
🔴 Bologna
https://www.facebook.com/events/428738291166113/
🔴 Brescia
https://www.facebook.com/events/1741344166000267/
🔴 Firenze
https://www.facebook.com/events/2556986667876343/
🔴 Genova
https://www.facebook.com/events/2531493637079299/
🔴 Imola
https://www.facebook.com/events/586507472085826/
🔴 La Spezia
https://www.facebook.com/events/765173790620097/
🔴 Latina
https://www.facebook.com/events/2558541877598603/
🔴 Lucca
https://www.facebook.com/events/627993401069566/
🔴 Milano
https://www.facebook.com/events/458110611482062/
🔴 Modena
https://www.facebook.com/events/771300806648037/
🔴 Monterotondo
https://www.facebook.com/events/2542216452499434/
🔴 Napoli
https://www.facebook.com/events/429719517924855/
🔴 Padova
https://www.facebook.com/events/2383225015340191/
🔴 Pavia
https://www.facebook.com/events/2474355579554327/
🔴 Perugia
https://www.facebook.com/events/2500239886967236/
🔴 Pescara
https://www.facebook.com/events/1738337709655360/
🔴 Piacenza
https://www.facebook.com/events/895198320874922/
🔴 Pisa
https://www.facebook.com/events/454738955173838/
🔴 Puglia
https://www.facebook.com/events/1625088907634107/
🔴 Ravenna
https://www.facebook.com/events/562913870919490/
🔴 Reggio Emilia
https://www.facebook.com/events/791317621301324/
🔴 Rimini
https://www.facebook.com/events/820882995043416/
🔴 Terni
https://www.facebook.com/events/509148692970537/
🔴 Torino
https://www.facebook.com/events/2664076980279389/
🔴 Venezia e Treviso
https://www.facebook.com/events/846905655724961/

CONTATTI

Non Una di Meno verso il 23N: Chiamata per Artist@ e Cospiratrici

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23 Novembre, Roma, ore 14:00 @Piazza della Repubblica

Siamo le attiviste di Non Una di Meno, il movimento transfemminista che combatte la violenza maschile, razzista, economica e ambientale.

Il 23 novembre inonderemo le strade di Roma e vorremmo averti con noi.

Perché le tue performances, le tue immagini, la tua musica e le tue parole raccontano di donne che vogliono trasformare il mondo, di corpi desideranti che si ribellano alla misoginia, al razzismo e al ricatto della povertà.

Perché ogni rivolta ha bisogno di corpi, suoni, immagini e parole.

Ti invitiamo a unirti a noi, come puoi:

– vieni in corteo
– usa i microfoni di Non Una di Meno
– sostieni #NonUnadiMeno sui social con un post
– diffondi un’immagine del pugno di fuoco o il pañuelo fucsia, simboli del movimento.

Da oggi al 23 novembre e all’infinito, respiriamo/cospiriamo insieme.

Che la rivolta abbia inizio!

#NonUnadiMeno

CONTATTI

*Foto di Vittorio Giannitelli per DinamoPress

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