Tavolo salute e autodeterminazione

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Nella definizione di violenza come fenomeno strutturale e trasversale a tutti i campi dell’esistente, le riflessioni, le battaglie e la produzione di pratiche e discorso sulle tematiche legate a salute e autodeterminazione rimane centrale. Nel Piano Femminista abbiamo voluto definire il concetto di salute come benessere psico-fisico, sessuale e sociale e non come mera assenza di malattia. 

Questo processo di risignificazione del concetto di salute ci ha portate ad aprire campi di battaglia su fronti differenti che, oggi più che mai, hanno bisogno di essere implementati, valorizzati e diffusi. Consapevoli che la strada da percorre è ancora lunga e che il quadro politico è quantomai contraddittorio, pensiamo che sia necessario insistere su alcune questioni specifiche al fine di costruire campagne, azioni ed elementi di forte vertenzialità verso e oltre lo sciopero dell’8 Marzo.

  • Se la salute è strettamente legata al tema dell’autodeterminazione dei corpi e delle soggettività, non può dunque prescindere dall’interrogare i nostri desideri e dal reclamare condizioni economiche e welfare che possano garantirne la realizzazione. In questo senso, le mobilitazioni diffuse in diverse regioni contro la chiusura e la neutralizzazione dei consultori pubblici e la penetrazione delle associazioni pro-life al loro interno aprono immediatamente il campo della sessualità come tema politico. Il campo della riappropriazione del servizio attraverso il coinvolgimento e la formazione della operatrici, della sua relazione con le realtà del territorio in cui è inserito (associazioni, comitati, collettivi studenteschi), della sua radicale ridefinizione alla luce di nuove sensibilità, esigenze e composizione sociale, della riapertura del conflitto tra autogestione e istituzionalizzazione. La storia dei consultori è la storia dei movimenti femministi di questo paese, una storia che rischia di essere annullata, invisibilizzata e inghiottita da un modello di salute inappropriato e dannoso. In che modo costruire rete tra le lotte presenti oggi sul piano nazionale e di quali strumenti dotarci per amplificare questi percorsi virtuosi?
    Campagne specifiche sulla contraccezione gratuita, da connettere al tema dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, e contro la tampon tax possono essere il terreno su cui facilmente i temi dell’autodeterminazione e del welfare entrano in gioco e su cui provare anche a vincere.
  • La salute non è semplice cura della malattia ma strumento di affermazione e di libertà dentro e contro i limiti e le storture imposte dai processi di medicalizzazione, di patologizzazione e psichiatrizzazione e intreccia il tema della giustizia patriarcale come riaffermazione di dispositivi normativi e di controllo sui corpi: maternità e aborto, transizione e accesso alle cure ormonali, benessere psichico, psichiatrizzazione e trattamenti contenitivi, per fare alcuni esempi su cui il potere medico si esercita con maggiore violenza. In questo quadro la lotta all’obiezione di coscienza ha un valore simbolico e politico generale. A partire da quanto già elaborato nel Piano Femminista come riprendere una campagna all’attacco per la libertà di scelta e l’aborto garantito? Quali strategie mettere in campo? Può esserlo la battaglia per la RU486 senza ricovero, fino alla 12 settimana e somministrata anche nei consultori?
    Sul fronte dell’autodeterminazione dei corpi delle soggettività lgbtqia+ potremmo invece dotarci di strumenti di inchiesta che ci aiutino a comprendere quali campi di battaglia aprire e con quali campagne?
  • Negli ultimi anni, a partire dal protagonismo femminista e transfemminista, in particolare nella rivendicazione dell’aborto legale, libero e gratuito, abbiamo visto lo strutturarsi di una fitta rete internazionale antiabortista e transomofoba. La saldatura tra fondamentalismo cattolico e destra estrema si da esattamente sul tema dell’aborto, della famiglia tradizionale e della crociata anti-gender. Una battaglia culturale, dunque, a cui abbiamo dato risposta potente e moltitudinaria a Verona ma che merita continua attenzione e costruzione di discorso e campagna efficace. Altro terreno strategico è quello delle scuole, in un paese in cui la scuola diventa sempre più sessuofobica e prevenzione, educazione sessuale e affettiva diventano tabù e terreno di scontro.
  • Attivare una riflessione a tutto tondo sulle drammatiche ricadute, in termini di salute mentale, di sviluppo di dipendenze, di isolamento e solitudine nel contesto di precarietà selvaggia e performatività imposta. In un mondo in cui aumenta la sofferenza psichica delle persone, assistiamo allo stesso tempo al perdurare di forme violente e inadeguate di risposta e presa in carico del disagio psichico. Pensiamo che questo sia un tema decisivo su cui ricominciare a confrontarci.

Perché vogliamo FARE e COSTRUIRE salute!

Perché ci vogliamo VIVE!

Presso Il Grande Cocomero, Via dei Sabelli 88a

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