Tavolo migrazioni. Libere di muoverci libere di stare: contro ogni confine e razzismo.

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Non c’è femminismo senza antirazzismo non è uno slogan, ma il riconoscimento che la lotta delle donne migranti, ai confini esterni dell’Europa e su quelli interni alle nostre città, è una lotta di libertà e autodeterminazione. È una lotta contro la violenza patriarcale ed economica, delle società di partenza così come di quelle di arrivo, ed è una lotta contro istituzioni patriarcali come quella del privilegio della cittadinanza ereditata per diritto di sangue.

Nel Piano contro la violenza di NUdM libertà di movimento, libertà dagli status che limitano il diritto al soggiorno e libertà dal razzismo sono temi trasversali a ogni altro, fino a toccare la crisi ecologica e ambientale che stiamo attraversando. Negli scioperi dell’8 marzo, il nesso tra lavoro produttivo e riproduzione sociale, ha messo in primo piano il ruolo e il contributo delle donne migranti nella lotta femminista contro il capitalismo neoliberale globale.

Siamo consapevoli che la trasversalità agli altri temi non basta. Mai come in questo momento storico l’intersezione degli gli assi di oppressione ha raggiunto livelli così alti di criminalizzazione delle migrazioni e di ogni forma di solidarietà e sostegno nei loro confronti, in primo luogo quella fornita dalle reti e dalle comunità migranti.

Abbiamo bisogno di elaborare rivendicazioni concrete e strategie di solidarietà, al fianco e con le donne migranti, al fianco di ogni soggettività razzializzata, stigmatizzata e vulnerabilizzata dal sistema patriarcale dei confini.

Verso e oltre lo sciopero dell’8 marzo è necessario riattivare campagne e strategie di mobilitazione contro le leggi sicurezza, sostenute dai governi di ogni colore, e i cui effetti stanno producendo una nuova ondata di clandestinizzazione delle esistenze delle donne e degli uomini migranti; è necessario rivendicare la libertà di movimento attraverso un permesso di soggiorno europeo e la fine delle politiche di detenzione e rimpatrio; è necessario lottare insieme perché una società femminista non può più tollerare la cittadinanza ereditata per diritto di sangue.

Presso Esc Atelier, Via dei Volsci, 159

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