Tavolo città femminista e transfemminista: spazi femministi, violenza, narrazione tossica e (in)giustizia patriarcale

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I luoghi dove iniziano e si svolgono percorsi di fuoriuscita dalla violenza mettono in discussione il presente attraverso una critica molto forte alle consuetudini riconosciute. Strappiamo al tessuto urbano nuovi spazi di libertà e lavoriamo per la città femminista con centri antiviolenza, case e consultorie. Sveliamo le narrazioni tossiche e ribaltiamone il significato.
Individuiamo i pericoli che abbiamo di fronte: non lasciamo spazio e tempo a nessuna azione patriarcale, come Pas e sistema Pillon, di sedimentare oltre nelle aule dei Tribunali.

Il nostro posizionarci unite e solidali ci mette sotto attacco diretto o indiretto: sempre meno risorse, il dilagare di servizi “neutri” , la violazione dei principi della Convenzione di Istanbul, l’insufficienza di centri antiviolenza e case rifugio, la totale assenza delle case rifugio per persone trans, le minacce ed i rischi di sgombero, i costanti attacchi mediatici alle donne, le molte sentenze ingiuste, frutto di una visione stereotipata dei ruoli sociali attribuiti ai generi.

Partendo da questo quadro di rottura e dalla consapevolezza fortissima del carattere strutturale della violenza,  il movimento ha dato in questi anni le uniche risposte capaci di alzare quel grido altissimo e feroce contro il numero di femminicidi, omicidi in conseguenza di trans fobia e violenza di genere. Abbiamo ridato voce a tutte quelle che non l’hanno più e lo abbiamo fatto dai nostri luoghi meticci e liberati, spesso unici in città dove ci sarebbe bisogno di una presenza costante per svelare denunciare e abbattere le strutture della violenza nei luoghi che attraversiamo; case, scuole fabbriche, posti di lavoro, aule di (in)giustizia. 

Non si tratta di ingiustizie perché nessuna norma può tutelarci fino in fondo in un’ aula dove siamo costantemente sotto processo pur se non imputate, dove il trauma è colpa e le responsabilità l’abili agli atti.  Nessuna norma a servizio della giustizia patriarcale può metterci al sicuro, tracciando sui nostri corpi prassi sessiste e violente e anche in quei luoghi il movimento deve essere parte attiva e presente nell’elaborare strategie e monitorare situazioni a rischio. 

Le recenti sentenze in materia civile, minorile e penale che si susseguono fanno emergere un costante attacco ai diritti delle donne nelle sedi giudiziarie, con la stigmatizzazione, ri-vittimizzazione, colpevolizzazione delle donne sopravvisute a violenza e con criminalizzazione delle reti di solidarietà femminista che si battono quotidianamente.

È necessario attivare campagne di sensibilizzazione e denuncia sulla questione dell’affidamento condiviso applicato ai casi di violenza in violazione della convenzione di Istanbul e contro le valutazioni da parte dei tribunali civili e per i minorenni che delegano le decisioni ai servizi sociali, a psicologi ed educatori con funzioni di magistrati onorari che ritengono prioritario il principio della bigenitorialità alla tutela dei minori oggetto e/o testimoni della violenza sulle proprie madri.

La lotta contro il ddl Pillon non è archiviata, la storia di Lucha y Siesta non è ancora scritta, le violenze prodotte dai Tribunali e dalle Procure con il riconoscimento della alienazione parentale, smentita dalla comunità scientifica, ed interventi d’emergenza e di tipo solo repressivo come il codice rosso continuano a seminare sofferenza e sopraffazione. Non intendiamo fare un passo indietro e piangere un’altr*assassinat*.

  • Quali campagne, azioni, scioperi, mobilitazioni, boicottaggi, e pratiche di lotta incisiva intendiamo portare avanti per liberarci dalla violenza patriarcale e dalla logica binaria? Come attiviamo percorsi di sostegno attivo alle donne che lo vogliano, durante i processi.
  • Come sprigioniamo la potenza sovversiva degli spazi femministi e transfemministi e favoriamo meccanismi di moltiplicazione ?
  • Come difendiamo i nostri spazi e come intessiamo solidarietà attive trans territoriali in grado di non lasciare solo alcun nodo di fronte agli attacchi?

Presso Cinema Palazzo, Piazza dei Sanniti, 9a

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