It’s my fregna. Decoro, sicurezza e criminalizzazione del dissenso

decido3

Il “decoro” – si sa – funge da cornice ideologica alle modifiche di gran parte degli spazi urbani e al tentativo di normalizzare o reprimere soggettività e comportamenti che contraddicono l’ordine neoliberale ed etero-patriarcale della città-vetrina, cattedrale del consumo e dello sfruttamento dei corpi e dei territori. Attraverso la retorica del decoro, i centri delle città vengono svuotati a suon di ordinanze: sono istituite “zone rosse”, è vietato chiedere l’elemosina (pena il Daspo urbano), vengono levate le panchine per impedire la sosta, è vietato mangiare e bere all’aperto, al di fuori dei locali. Tali politiche securitarie e di controllo sociale, attraverso l’utilizzo delle categorie dicotomiche “decoro/indecenza” e “per bene/per male”, mirano al perseguimento di città funzionali esclusivamente all’uso e al consumo di soggetti privilegiati e turisti e a contenere e governare le condotte delle donne e delle soggettività che non si adeguano al paradigma imposto. Non a caso, la retorica del decoro e della “sicurezza” è utilizzata in modo trasversale dalle forze di ogni colore partitico per attuare politiche razziste ed escludenti, strumentalizzando i nostri corpi.

città

Non ci stancheremo mai di ripetere che la violenza maschile contro le donne è strutturale e che per fermarla bisogna soppiantare la cultura fascista e patriarcale che la sostiene.

In decine di città italiane e del mondo, nella meravigliosa giornata di sciopero globale dell’8 marzo, le donne, le soggettività LGBTIQ+, autoctone e migranti, lavoratrici e disoccupate hanno percorso le strade della città inondandola con una marea indecorosa per scioperare dal lavoro produttivo, riproduttivo, di cura, formale o informale, gratuito o retribuito, contro ogni forma di violenza di genere e dei generi, per costruire un tempo nuovo e aprire spazi di libertà.

Recentemente un’attivista di Non Una di Meno Padova ha ricevuto una denuncia penale per deturpamento e imbrattamento per aver fatto, assieme ad altre compagne, degli stencil murari in difesa della Legge 194, durante il corteo cittadino dell’8 marzo. In una città in cui – il giorno successivo all’8 marzo – viene concesso agli integralisti oscurantisti del Comitato No 194 di esprimere pubblicamente le loro idee violente, non possiamo rimanere in silenzio e far parlare anche i muri è un nostro diritto: vogliamo molto più di 194 perché non ci basta la difesa e l’applicazione della legge, vogliamo una contraccezione gratuita, un’educazione sessuale nelle scuole, più consultori e l’espulsione dei medici obiettori dalle strutture ospedaliere e dai consultori pubblici. Per noi il degrado è infatti rappresentato dalle sfilate garantite ai fascisti stupratori e di Casapound e Forza Nuova che hanno marciato nelle strade padovane in più occasioni e che hanno tappezzato intere aree della città di manifesti inneggianti al fascismo.

Libertà significa anche costruire una città femminista, vivibile e attraversabile da tutt*, una città che combatte contro la violenza e le discriminazioni sulla base del genere, dell’orientamento sessuale, della posizione economica e sociale, dell’abilità e della provenienza geografica, una città con più consultori e meno obiettori di coscienza, dove il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza sia garantito, una città accogliente verso i e le migranti, una città con servizi pubblici gratuiti e un trasporto pubblico realmente funzionante.

Rigettiamo il concetto di decoro urbano, tanto quanto quello di “sicurezza”. Per noi la sicurezza sta nel diritto all’abitare, nel diritto ad un lavoro salariato dignitoso e a un reddito di autodeterminazione per uscire dal ricatto e dalla violenza, nel diritto ad attraversare la città a tutte le ore senza essere molestate, per strada così come nei luoghi di lavoro, nel finanziamento del trasporto pubblico, degli asili nido, dei consultori, dei centri antiviolenza. Per questo lottiamo anche contro il “Decreto Sicurezza bis” che inasprisce le pene a danno dei e delle manifestanti accusat* di danneggiamento, travisamento e resistenza a pubblico ufficiale nel corso delle manifestazioni, vieta fumogeni e materiali “imbrattanti” e trasforma qualsiasi resistenza – attiva e passiva – da violazione amministrativa a reato.

Il decreto, entrato in vigore il 15 giugno e approvato dalla Camera il 25 luglio (entro il 1 agosto sarà sottoposto al voto del Senato per completare la conversione in legge), conferisce al Ministro dell’Interno il potere di emanare provvedimenti volti a vietare o limitare l’ingresso, il transito o la permanenza nelle acque territoriali di navi per motivi di “sicurezza e ordine pubblico”; mira inoltre a criminalizzare le ONG, che diventano il nemico pubblico numero 1 da colpire con multe tra i 3500 e i 5500 euro per ogni migrante tratt* in salvo in mare e trasportat*. Il decreto n. 53/2019 rappresenta così una gravissima violazione dei diritti fondamentali delle e dei migranti, che rischiano di affogare in mare o di essere riportat* nei lager libici, e parallelamente mette pesantemente in discussione la libertà di manifestare dissenso, concretizzando così una preoccupante deriva autoritaria.

Lo sciopero globale dell’8 marzo ha restituito voce alle donne anche rispetto all’agibilità politica e sindacale oggi sempre più ristretta e l’attacco a una compagna per degli stencil testimonia il fatto che la lotta transfemminista fa paura alle forze reazionarie e oscurantiste alle quali è garantita sempre maggiore agibilità. A queste noi continueremo a rispondere con le nostre pratiche indecorose. Se scrivere sui muri “Molto più di 194”, “Obietta su sta fregna” e “La 194 non si tocca” comporta una denuncia, allora denunciateci tutte, perché questa è la lotta di tutte noi.

Non una di Meno

nudm (2)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...