Resoconto dell’incontro dell’8 marzo tra Non Una di Meno Roma e il Ministero del Lavoro

non una di meno ministero del lavoro 8 marzo

Di seguito il comunicato dell’incontro che si è svolto al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali alla presenza del vice capo di gabinetto Fabia D’Andrea nella giornata dello sciopero femminista chiamato da Non Una Meno.

Nell’ambito dei presidi della mattina organizzati a Roma per lo sciopero globale femminista, una delegazione di donne, composta dal movimento Non Una Di Meno – Roma e da lavoratrici in sciopero, è stata ricevuta dal Vice Capo di Gabinetto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Fabia D’Andrea.

L’incontro ha messo a tema l’inadeguatezza delle politiche del governo rispetto all’ambito del lavoro e del welfare; politiche che non aggrediscono, anzi aggravano, le condizioni di precarietà e di dipendenza economica, in particolar modo per le donne, come riportato anche dalle lavoratrici Istat presenti all’incontro.

Nello specifico, Non Una Di Meno ha manifestato le proprie critiche alla misura del reddito di cittadinanza appena varata dal governo, sottolineando la problematicità del suo carattere familistico, così come della sua forte condizionalità.

Una misura in aperta contraddizione con la proposta di reddito di autodeterminazione avanzata dal movimento: un reddito che, al contrario, si vuole individuale, incondizionato e universale, slegato dalle condizioni di soggiorno, strumento di autonomia e autodeterminazione per le donne che fuoriescono da relazioni violente e in generale per tutt*.

Un reddito che non si può pensare scisso da una misura di salario minimo europeo, per contrastare i meccanismi di gender pay gap e dumping salariale. Si è chiesto inoltre a gran voce un rifinanziamento complessivo del welfare state. Un welfare capace di redistribuire il lavoro riproduttivo e di cura che ancora oggi ricade per la maggior parte sulle spalle delle donne.

Hanno poi preso parola le vertenze: le lavoratrici di Anpal Servizi hanno denunciato il grande paradosso delle operatrici precarie che ricollocano i disoccupati, chiedendo la stabilizzazione immediata dei 654 precari. Proprio mentre si discute del reddito di cittadinanza sono stati stanziati 500milioni di euro per assumere 6000 navigator, che saranno a loro volta precari. I servizi del reddito di cittadinanza si baseranno interamente sul personale precario.

Le lavoratrici di SOGESID, Società in house del Ministero dell’Ambiente, hanno denunciato la crisi occupazionale imminente, imposta dalla Legge di Bilancio, che prevede la dismissione della convenzione tra SOGESID e lo stesso Ministero. Di più: la riapertura delle procedure concorsuali, invece di essere un’opportunità di assunzione per chi fin qui ha lavorato in regime di esternalizzazione, rischia di buttare in strada personale qualificato e competenze che hanno fin qui garantito attività strategiche per il Paese.

Le lavoratrici di SISTRI hanno gridato la loro rabbia per l’occupazione persa il 31 dicembre. Anche in questo caso, è il Ministero dell’Ambiente che ha deciso di ripensare il sistema di tracciabilità dei rifiuti senza tenere in conto di chi operava con contratti di somministrazione e che da un giorno all’altro si è trovato senza lavoro e dignità.

Le lavoratrici Sky hanno raccontato del loro recente licenziamento (dopo quello di massa che ha riguardato molti tecnici lo scorso anno), seguito al rifiuto di trasferimento di sede impostogli. Le condizioni di vita e familiari di queste lavoratrici non sono state minimamente prese in considerazione dall’azienda, anzi il loro licenziamento è avvenuto dopo mesi di mobbing esercitato attraverso le continue trasferte “comandate”. L’esito finale del licenziamento è stato giustificato da “mancanza di buonafede, diligenza, fedeltà e leale collaborazione” (sic!) da parte delle lavoratrici.

Alla richiesta di una presa in carico delle vertenze e di una risposta sulle questioni avanzate, la Vice Capo di Gabinetto ha replicato di non poter prendere alcun impegno effettivo, rimandando addirittura alle competenze del Ministero delle Pari Opportunità, oggi accorpato al Ministero della Famiglia affidato a Lorenzo Fontana. Inutile sottolineare l’imbarazzo e l’indignazione suscitati dalla suddetta proposta. Constatiamo ancora una volta che questo governo non ha intenzione di prendere sul serio le istanze del movimento femminista e le condizioni di vita e lavorative che le donne vivono sulla propria pelle quotidianamente.

Questo incontro conferma una volta di più l’urgenza dello stato di Agitazione Permanente, che continuerà da oggi nelle piazze di tutta Italia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...