Sciopero dai e dei generi #LOTTOMARZO e oltre…

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CON lo sciopero dei e dai generi pratichiamo la liberazione di tutte le soggettività e affermiamo il diritto all’autodeterminazione sui  corpi contro le violenze, le patologizzazioni e psichiatrizzazioni imposte alle persone trans e intersex e contro l’abilismo che discrimina le persone differentemente abili.

  • La manifestazione a Roma #LottoMarzo (partenza piazza Vittorio h 17:00) è aperta dalle donne e dalle soggettività lgbt*qipa+, un’apertura che esprime tutta la potenza del movimento transfemminista cresciuto in questi anni con libertà, creatività, intelligenza, autodeterminazione, riconoscimento e ribellione.
  • Azione di toponomastica transfemminista durante il corteo: ridiamo nomi e storie alle strade che attraversiamo durante il corteo.
  • Riaffermiamo l’obiettivo dell’ apertura dei consultori alle soggettività LGBT*QIPA+ , superamento dei limiti di età, presenza nelle assemblee dei consultori e come operatoru, apertura di nuove consultorie autogestite anche nelle università dove tutte le soggettività possano trovare agio e spazio per la loro autodeterminazione.
  • Sosteniamo la campagna BDS contro il pinkwashing israeliano. Il pinkwashing è una strategia che sfrutta la supposta apertura di Israele nei confronti delle questioni LGBT*QIPA+ per nascondere i suoi crimini di guerra. Assumiamo la campagna BDS (Boicottaggio, il Disinvestimento e Sanzioni) che chiede a Israele di riconoscere il diritto inalienabile del popolo Palestinese all’autodeterminazione, di porre fine all’ occupazione e alla colonizzazione della Palestina, al regime di apartheid, al muro della vergogna, all’assedio di Gaza. bdsitalia.org

Oltre #LottoMarzo

  • Partecipiamo alle giornate transfemmniste di Verona il 29-30-31 Marzo 2019 contro i DDL Pillon, l’imposizione di modelli familiari eteronormati, gli attacchi al diritto di decidere sui nostri corpi e sulle nostre vite. No passarán!
  • Costruiamo  reti di azione per la campagna riGENERIamoci LIBERAmente
  • Lavoriamo ad una proposta di legge che contrasti la LGBPT*QIA-fobia e che preveda questo reato tra le aggravanti specifiche nei  crimini d’odio e hate speech.
  • Campagna Universitaria perché sia favorito l’utilizzo di un linguaggio inclusivo e non binario negli ambiti formali e informali della vita accademica
  • Campagna contro il DDl PIllon 1204 che vuole cancellare le famiglie arcobaleno, che prevede il carcere fino a 6 anni, multe fino a 1.000.000 di euro per  la  GPA e il  riconoscimento di figli solo in caso di madri e padri geneticamente certificabili

Sciopero dai e dei consumi #LOTTOMARZO e oltre…

#noiscioperiamo #1000ragioni #8M2019

Con lo sciopero dei consumi e dai consumi riaffermiamo la volontà di imporre un cambio di sistema che disegni un modo di vivere sulla terra alternativo alla guerra, alle colonizzazioni, allo sfruttamento della terra, dei territori e dei corpi umani e animali.

#LOTTO MARZO

  • Fermiamo completamente i consumi tutt* insiem*. Niente spesa, acquisti e uso elettrodomestici, blackout alle 23 in tutte le case e i luoghi in cui ci troviamo. Lanciamo un NO al consumo e un Sì alle economie alternative che hanno a cuore la Terra, i Corpi, i Territori e gli Spazi Urbani.
  • Sciopero dai social: messaggio automatico per mail e telefono: “Oggi non leggo e non rispondo, partecipo allo SCIOPERO globale transfemminista #LottoMarzo”
  • Carrellata antispecista durante il corteo a Roma: Lo sfruttamento del sistema patriarcale e capitalista agisce su ogni vivente. Porta, e disfati di un oggetto che proviene dal corpo di un altro animale: pelle, pelo, osso, avorio, lana, piume, seta, … Un carrello attraverserà la manifestazione e sarà riempito con questi oggetti. Il materiale raccolto diventerà un’installazione, simbolo della resistenza e della liberazione animale attraverso una call aperta ad artistu, artiste e artisti. Proporremo che le opere siano poi esposte alla mostra all’ interno del festival FRA previsto per giugno a Roma.

Oltre #LottoMarzo 

  • Partecipiamo alla manifestazione Nazionale del 23 marzo a Roma contro i cambiamenti climatici e le grandi opere e facciamo rete anche oltre #LottoMarzo
  • Oltre #LottoMarzo azione di guerrilla gardening e recupero degli spazi verdi: Proponiamo reti con le realtà di quartiere  per costruire insieme un’azione di recupero volta ad evidenziare le criticità delle aree verdi e costruire luoghi di benessere
  • Oltre #LottoMarzo facciamo rete a livello internazionale nella lotta contro le multinazionali dell’estrattivismo 

Se vuoi partecipare alle azioni che proponiamo durante il corteo cerca il nostro striscione

Se vuoi lavorare con noi anche #oltreLottoMarzo

scrivici a retecorpieterranudm@gmail.com

#noiscioperiamo #1000ragioni #8M2019

Vademecum delle buone pratiche (lancio nella settimana del consumo critico e responsabile 1-8 marzo) 

  • C’è chi scende e c’è chi sale, l’ascensore può far male! Ridurre l’utilizzo dell’ascensore fa bene al cuore, ai muscoli e alle articolazioni e in più limita lo spreco di energia elettrica!
  • Acquista alla spina, risparmia e riduci spazzatura: molti prodotti possono essere acquistati sfusi, dai legumi ai detersivi! Informati!
  • Se poca strada devi fare… a piedi o in bici puoi andare: scegli la distanza massima che sei dispost* a percorrere, e poi rispettala!… e se un viaggio lungo devi fare, non farlo da sol*, ma fatti accompagnare! (pop-car: promuovi il carsharing popolare urbano e di quartiere!)
  • Quando vai a fare a la spesa, e ti sei dimenticat* la borsa di stoffa, riutilizza le buste compostabili biodegradabili per fare la raccolta dell’umido!
  • Boicotta il caffè in capsula, la forma più assurda di monoconfezione! In ufficio, in università o a scuola porta il thermos e condividi la pausa, utilizzando i bicchieri che porti da casa o quelli compostabili.
  • Preferisci l’acquisto di frutta e verdura da piccoli distributori, da gruppi di acquisto (gas), e da mercatini popolari! Informati!
  • Riduci l’utilizzo di plastica usa e getta! (al tuo prossimo cocktail #cannucciaNOgrazie, no all’acqua imbottigliata, no alle stoviglie di plastica
  • Acquista carta riciclata! carta da cucina, carta igienica, fazzoletti.
  • Utilizza consapevolmente l’acqua, non sprecarla! (raccolta e riuso domestico, per esempio utilizzando l’acqua di cottura per annaffiare le piante!)
  • Utilizza la coppetta mestruale, gli assorbenti ed i pannolini lavabili e compostabili. Sostieni la compagna con hashtag #ecomestruazioni per promuovere uso di coppette e assorbenti lavabili
  • Butta i mozziconi di sigaretta nel posacenere! (se puoi acquista cartine e filtri riciclati e biodegradabili)
  • Organizza (e partecipa!) a luoghi di riciclo-baratto-scambio!
  • Adotta una prospettiva di economia circolare: quando puoi non comprare, non gettare, riusa, scambia, crea e reinventa nuovi utilizzi degli oggetti!
  • Non comprare le marche che oggettivizzano i corpi umani e non nelle pubblicità per aumentare i loro profitti…
  • Fai pressione sul tuo comune perché aumenti la quota di differenziata da destinare al riciclo della plastica e della carta

Il Vademecum è aperto ed in continuo aggiornamento.

Se hai nuove proposte scrivici a retecorpieterranudm@gmail.com

Appello sciopero dei generi e dei consumi di TCTSU Roma e pieghevole da scaricare

 

 

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Appello per uno sciopero dal razzismo e dai confini

freedom

L’8 marzo abbiamo convocato lo sciopero femminista globale. 

Scioperiamo perché ci ammazzano, nelle case e nelle strade; scioperiamo perché ci pagano di meno, perché ci sfruttano ci discriminano per il colore della pelle o per la nostra origine, ma anche perché molte di noi sono lasciate annegare in mare, dopo essere state torturate in Libiae ancora, scioperiamo perché ci negano di essere cittadine, perché ci tolgono la protezione umanitaria, perché subiamo il razzismo in tutte le sue forme.

Invitiamo tutte le realtà antirazziste, i singoli, le associazioni, le ONG, i movimenti che in questi mesi lottano quotidianamente contro la deriva xenofoba e razzista delle nostre città e per ostacolare l’applicazione della diabolica Legge Sicurezzaa SCIOPERARE con noi l’8 marzo, ad unirsi ai momenti pubblici nelle piazze, a facilitare lo sciopero delle donne, prendendo il loro posto nelle case, svolgendo le mansioni a loro attribuite nei luoghi della riproduzione sociale (per continuare a farlo anche dopo l’8 marzo), rendendo visibili e inventando pratiche di sciopero dal razzismo e dai confini. Nei luoghi di lavoro, nelle campagne del sud e del Nord, nelle periferie, nelle scuole, nelle università, nelle case, nei porti. Noi scioperiamo!

Riteniamo che la Legge Sicurezza sia un punto di non ritorno che non solo tenderà a chiudere sempre più le frontiere e a infliggere sofferenze sempre più atroci dall’altra parte del Mediterraneo, ma renderà la vita delle persone migranti, anche di quelle già presenti in Italia ma non riconosciute dalla legge come cittadine, un inferno. Controllo, repressione, spersonalizzazione, tentativo di relegare ai margini migliaia di corpi di donne e uomini.

Vi invitiamo l’8 marzo nelle piazze di Nudm perché il femminismo non può che essere antirazzista, il femminismo o è liberazione di tutt**, o non è. Allo stesso modo crediamo che non vi possa essere antirazzismo quando la violenza contro le donne viene tollerata, taciuta o magari occultata, come troppo spesso accade.

Vogliamo costruire una giornata di forte affermazione di diritti e di battaglie femministe, antirazziste, solidali, che si incontrano, si interconnettono, risuonano.

Invadiamo le piazze di tutto il mondo, impariamo a riconoscerci e a stringere alleanze trasversali e senza frontiere. Non una di meno!

 

Maternità flessibile? Noi scioperiamo! #8Marzo

maternità sciopero 8 marzo
Congedo di maternità

Il congedo di maternità prevede un periodo di 5 mesi di astensione obbligatoria dal lavoro e garantisce per le lavoratrici dipendenti la retribuzione pari all’80% dell’ultima busta paga, arriva al 100% se previsto dal contratto nazionale. Per le lavoratrici parasubordinate e autonome si calcola l’80% della retribuzione media giornaliera calcolata sull’ultimo anno.   
Ma non tutte le donne possono usufruire della maternità pagata: lavoratrici parasubordinate, autonome, lavoratrici agricole, colf e badanti, a domicilio, LSU E APU, disoccupate o sospese possono accedervi secondo alcune condizioni definite nell’art. 24 TU maternità (decreto legislativo n. 151 del 26 marzo 2001).

  • Reclamiamo il diritto alla maternità pagata per tutte le donne, indipendentemente dal contratto.
  • Vogliamo un reddito di autodeterminazione individuale e incondizionato per essere libere di scegliere se fare o non fare un figlio senza dover decidere tra la maternità e il lavoro!

Maternità “flessibile”

La manovra finanziaria 2019 sposta al nono mese il congedo obbligatorio di maternità. Da oggi sarà consentito lavorare fino al giorno del parto. Il rischio per la salute e il danno per il benessere psico-fisico è evidente.
La modifica è propagandata come un’opportunità per le lavoratrici. Ma fenomeni come le dimissioni in bianco e i tassi altissimi di disoccupazione femminile, le enormi quote di lavoro nero e grigio e la disparità salariale, testimoniano quanto le donne paghino nella vita professionale la prospettiva della maternità.
In un mercato del lavoro che penalizza le donne, lavorare fino al parto rischia di diventare obbligo, altro che scelta!
E quindi, a chi conviene la maternità cosiddetta flessibile? Di certo non migliora, semmai peggiora, le condizioni di pesante discriminazione delle donne sul posto di lavoro e in famiglia: la cura dei figli è ancora di più a carico delle madri.

  • Se otto mesi vi sembrano pochi, provate voi a lavorare: non serve flessibilità, serve estendere la maternità e distribuire il carico del lavoro di cura con strumenti e servizi adeguati!

Secondo  i dati dell’Ispettorato nazionale del lavoro sono state più di  25mila le donne con figli fino a 3 anni di età che hanno lasciato il lavoro per la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia. Gli uomini che hanno lasciato il lavoro per questi motivi 2250.
I costi elevati e la mancanza di asili e servizi per l’infanzia rendono difficile mantenere un’occupazione soprattutto per chi ha salari bassi. Del resto sono solo 4 le regioni in Italia che raggiungono gli standard europei e nazionali fissati per l’offerta di posti negli asili nido (33 posti ogni 100 bambini). La situazione certo non migliorerà con la legge sull’autonomia differenziata che il governo vuole approvare, anzi  il divario  di opportunità tra regioni crescerà  a dismisura.

  • Reclamiamo invece un piano nazionale straordinario di finanziamento, qualificazione e potenziamento della rete degli asili nido e servizi pubblici per l’infanzia, rendendoli realmente diffusi a livello territoriale e  garantendone condizioni d’accesso universali.  

Congedo di paternità e non solo

Mentre la maternità diventa flessibile, il congedo di paternità obbligatorio e retribuito è di soli 5 giorni, mentre nel resto d’Europa si raggiunge la media di 8 settimane.
Il congedo di paternità con indennità al 100% in Spagna e Portogallo è di 4 e 5 settimane, in Francia, Estonia e Danimarca è di 2 settimane. In Germania è facoltativo ma copre 12 settimane al 65% di retribuzione. (Ocse – 2017)
In Italia il congedo parentale è di 6 mesi per le madri e di 6 mesi, estendibili a 7, per i padri. Solo per sei mesi, però, è prevista l’indennità al 30% della busta paga e fino ai 6 anni di età del figlio, per il resto  è senza retribuzione. È facoltativo e utilizzabile alternativamente da madre o padre: la non obbligatorietà e l’assenza di retribuzione spinge i padri a non usufruire del congedo parentale. Se i padri che godono del congedo vanno dal 62% in Francia al 75% in Spagna, in Italia sono solo il 18,4%.

  • Vogliamo condividere con chi amiamo l’esperienza della maternità a tutto tondo, prima durante e dopo il momento del parto. Vogliamo un congedo accessibile a tutt* e a tutte le forme di amore e di famiglia. Una diritto che sia riconosciuto in forma aggiuntiva alle madri single, riconoscendo il maggior carico di responsabilità e cura cui devono far fronte.

  • Reclamiamo il congedo di paternità obbligatorio e retribuito di 5 settimane – in aggiunta e non in alternativa al congedo obbligatorio per le madri – come in altri paesi d’Europa!

  • Vogliamo l’estensione incondizionata dei congedi retribuiti – di maternità, di paternità e parentale – con l’aumento della percentuale di copertura economica a tutte le tipologie contrattuali, non solo al lavoro subordinato e parasubordinato, e non solo in presenza di un contratto di lavoro.

Per la maternità e la genitorialità condivisa e garantita
l’8marzo #noiscioperiamo

Appello di lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati per lo sciopero femminista

vite

Pubblichiamo l’appello di delegate e delegati, lavoratrici e lavoratori, che nelle fabbriche e negli uffici, nelle scuole, nelle cooperative di servizio e nella grande distribuzione si stanno impegnando in prima persona per sostenere e organizzare lo sciopero femminista dell’8 marzo. Mentre le segreterie nazionali dei sindacati confederali hanno indetto per l’8 marzo un’assemblea di delegate a Roma, continuando così a negare l’esistenza dello sciopero femminista, come Non Una Di Meno non possiamo che accogliere con gioia questo impegno diretto verso lo sciopero che nasce dall’interno dei diversi contesti di lavoro e li mette in comunicazione. Si tratta di un segnale importante e per questo invitiamo tutte a dare a questo appello la massima diffusione e sostegno.

Per adesioni: scioperofemminista8marzo@gmail.com

***

Come lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati sindacali, ci impegniamo a sostenere e organizzare lo sciopero femminista globale del prossimo 8 marzo, lanciato in Italia da Non Una di Meno. Lo facciamo dalle fabbriche, dalle scuole, dai centri commerciali e dai luoghi della grande distribuzione, dagli ospedali, dalle cooperative a cui sono appaltati i servizi in tutti questi settori.

Negli ultimi anni abbiamo visto da vicino in che modo l’attacco padronale al salario e ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e le politiche di precarizzazione imposta dai governi di ogni colore, in Italia e in tutto il mondo, si sono abbattuti sulle donne: stipendi più bassi, turni di lavoro ingestibili per chi è costretta a occuparsi anche del lavoro domestico e di cura, mansioni più dequalificate, maggior ritmo e carico di lavoro, molestie sessuali che rendono ancora più insopportabile la condizione di lavoro e servono per tenere le lavoratrici in silenzio. Tutto questo è parte dell’organizzazione del lavoro in tutti gli ambiti. Discriminazioni e sfruttamento sono resi più intensi quando si tratta di donne migranti, perché il permesso di soggiorno le costringe ad accettare i lavori meno qualificati e più invisibili, oltre che i salari peggiori. Gli attacchi contro le donne e contro la loro libertà sono l’altra faccia della privatizzazione e dell’abbattimento del welfare che colpisce tutto il lavoro rendendolo più povero e precario.

In tutto il mondo, però, le donne stanno lottando e l’8 marzo sciopereranno ancora una volta. Questo sciopero riguarda anche noi, perché fa vedere chiaramente che la violenza maschile e quella razzista sono parte integrante delle politiche di precarizzazione e dello sfruttamento nei posti di lavoro che ci colpiscono. Questo sciopero è necessario, perché ci dà la possibilità di unire le forze, di andare al di là delle divisioni di categoria, delle discriminazioni sessuali e del razzismo che ci dividono sui posti di lavoro. Questo sciopero è urgente, perché non possiamo tacere di fronte alle politiche di questo governo che sta colpendo duramente, con una violenza senza precedenti, proprio le donne, i lavoratori e i migranti.

Per questo, come lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati sindacali, dichiariamo il nostro impegno verso lo sciopero femminista dell’8 marzo. Ci impegneremo a diffondere informazioni, organizzare assemblee sui posti lavoro, coinvolgere i nostri colleghi e colleghe, e a scioperare ovunque sia possibile, per riaffermare la forza dello sciopero contro la violenza quotidiana dello sfruttamento.

[in aggiornamento]

Savina Ragno — RSA CGIL Coop Alleanza 3.O smk A. Costa, Bologna
Teresa Plescia — RSA Coop Alleanza 3.O smk Le Piazze Castel Maggiore (BO)
Simona Di Lecce — RSA Coop Alleanza 3.O smk S. Ruffillo (BO)
Silvano Verni-Ober — delegato FIOM CGIL Bologna
Rosalia Casaroli-Galletti — delegata FIOM CGIL Bologna
Giuseppe Gomini – delegato FIOM CGIL Ducati Motor Bologna
Gianplacido Ottaviano – delegato FIOM CGIL Bonfiglioli Riduttori Bologna
Anna Prezioso — delegata FIOM CGIL System Pneumatica Bologna
Alessio Pittarello — delegato FIOM CGIL Ceva Logistica Bologna
Nicola Urbinati — Rsu FIOM CGIL ‒ BITBANG SRL Bologna
Manuela Carloni — Rsu FIOM CGIL ‒ BITBANG SRL Bologna
Evelin Leva — educatrice nido Castenaso (BO)
Teresa Iovino — educatrice Società Dolce Bologna
Anna Dimattia — pedagogista comunale, assemblea generale FP CGIL Emilia-Romagna
Ciro Rinaldi — delegato FP CGIL Ministero Sviluppo Economico Bologna
Martina Castelli — educatrice Coop Cadiai Bologna
Francesca Mengoli — educatrice Coop Dolce Bologna
Serena Nappi — educatrice Coop Dolce ‒ delegata FP CGIL Bologna
Serena Melloni — educatrice Coop Dolce ‒ delegata FP CGIL Bologna
Carmen Cecilia Lugo Vasquez — OSS Casa Dolce Casalecchio (BO), delegata FP CGIL
Pasqualina Siotto — lavoratrice Marzocchi Pompe Bologna
Maria Pina Colombo — personale tecnico amministrativo, Università di Bologna
Giovanna Muredddu — personale tecnico amministrativo, Università di Bologna
Corinna Rinaldi — femminista e lavoratrice Comune di Bologna settore educativo
Anna Meoni — bibliotecaria Comune di Bologna
Patrizia Sgargi — lavoratrice settore educativo comune di Bologna
Laura Veronesi — Regione Emilia-Romagna, iscritta CGIL
Valentina Tagliavini — educatrice comune di Bologna
Eva Mamini — lavoratrice TAS GROUP Bologna
Patrizia De Dominicis — lavoratrice TAS GROUP Bologna
Chiara Gattullo — dipendente comunale, Nido Mazzoni Bologna
Donatella Tassinari — delegata FIOM CGIL Marposs Bologna
Riccardo Tonelli — delegato FIOM CGIL Marposs Bologna
Maria Falcitelli — RSA FISAC e Coordinameno Donne FISAC Nazionale
Maria Cristina Gaggioli — Delegata USB GD Bologna
Giusi Di Pietro — RSU FIOM Scienzia e Fabrica Machinale, CDR CGIL Toscana
Alda Colombera — SPI Bergamo
Elder Rambaldi — Coordinatore CGIL Vigili del Fuoco Venezia
Pier Domenico Di Pietro — montatore elettrico trasfertista GD Bologna
Salvatore Tonti — iscritto CGIL, ARPA Piemonte (Agenzia regionale protezione ambiente) di Torino
Massimiliano Dancelli — direttivo provinciale FIOM-CGIL Cremona,
Assemblea generale CGIL Cremona
Liliana Frascati — pensionata, attivista sindacale, Padova
Vincenzo Gramegna — insegnante scuola primaria, IC5 Bologna
Chiara Mazzanti — dottoranda Università di Roma Sapienza, Assemblea generale FLC CGIL Roma COL
Dante Bedini — direttivo FLC CGIL Treviso, delegato RSU FLC
Donatella Ascoli — RSA FILCAMS CGIL Musei Civici Veneziani
Chiara Torricelli — giornalista disoccupata, appena licenziata da Sky per “mancanza di lealtà, fedeltà e insubordinazione”
Franca Treccarichi — impiegata, direttivo regionale FP CGIL Piemonte
Mirca Franchi — dipendente Università di Bologna
Riccardo Lipari — RSA FILT CGIL Gruppo Anas
Milli Violante — insegnante in pensione, iscritta SPI CGIL, Bologna
Donatella Benini — RSU FILCTEM CGIL Invatec-Medtronic Brescia, direttivo FILCTEM CGIL Brescia, direttivo provinciale CGIL Brescia
Paola Bottoni — pensionata, Bologna
Giovanna Capelli — pensionata, iscritta CGIL, Milano
Virna Gioiellieri — quadro aziendale, settore comunicazione, Castel San Pietro Terme
Corradina Scillia — insegnante, RSU Gilda, Bologna
Marica Biagini — infermiera AOSP Sant’Orsola di Bologna, RSU FP CGIL Bologna, delegata assemblea generale FP CGIL Emilia Romagna
Monica Tassi — FLC Brescia Gruppo Precari Nidi — Bologna
Cinzia Colaprico — RSU Electrolux Forlì
Loretta Sabattini — RSU Electrolux Forlì
Giuliana Righi — CGIL Bologna
Serena Caselli — FP CGIL Bologna
Rosa Tavella — medico in pensione, Lamezia Terme
Giuliana Giaccaria — insegnante, RSU FLC CGIL, Bologna
Micol Tuzi — RSU FP CGIL, Comune di Bologna
Franco Nasi — RSU FP CGIL, Comune di Bologna
Claudio Benassi — Comitato iscritti CGIL, Comune di Bologna
Laura Rossi — RSU FP CGIL, Comune di Bologna
Iaia Nuzzo — FP CGIL, ANFFAS Bologna
Roberto Rubino — RSU FP CGIL, Casa Santa Chiara Bologna
Cesare Berselli — RSU FP CGIL, S.Orsola Malpighi Bologna
Pina Loconte — RSU FP CGIL, Agenzia Entrate Bologna
Katia Zanotti — pensionata, Bologna
Arianna Pancaldi — educatrice di nido precaria del Comune di Bologna, iscritta Cobas Bologna
Coordinamento Donne Funzione Pubblica CGIL Roma Nord, Viterbo, Civitavecchia
Gabriele Pinese — RSU COBAS P.I. Comune di Bologna
Alberto Peretti — sociologo, USL Toscana Nord Ovest, iscritto CGIL
Vincenzo Cimmino — RSU IC Da Vinci Cesano Boscone (MI), membro del Direttivo provinciale FLC di Milano e dell’Assemblea Generale nazionale FLC
Layla Buzzi — insegnante, I.C. Zocca (MO)
Chiara Leoncini — FP CGIL Lucca e Toscana
Lorenzo Mazzucato — Direttivo provinciale FP CGIL Padova
Marco Colombo — delegato USB Carrefour Gallarate Malpensa 1
Tatiana Bertini — infermiera, Firenze
Luca Sanna — FILCAMS CGIL Torino
Stefania Mameli — FILCAMS CGIL Torino
Isabella Liguori — FILCAMS CGIL Torino
Katiuscia Tedeschi — FILCAMS CGIL Torino
Piera Finocchiaro — FILCAMS CGIL Torino
Filomena Lamacchia — FILCAMS CGIL Torino
Massimo Toscano — FILCAMS CGIL Torino
Giuseppe Garziano — FILCAMS CGIL Torino
Delia Fratucelli — RSU SLC/CGIL Coordinamento Nazionale Poste Italiane
Maura Verra — FILCAMS CGIL Torino
Aljosha Stramazzo — FISAC CGIL Torino
Marco Lentini — FP CGIL Torino
Chiara Carratù — FLC CGIL Torino
Serafino Puccio — FLC Torino
Stefano Brunelli — Direttivo CGIL Piemonte
Eliana Como — Direttivo Nazionale CGIL

 

APPELLO AL MONDO DELLA FORMAZIONE VERSO LO SCIOPERO FEMMINISTA GLOBALE DELL’8 MARZO

formazione

Un nuovo 8 marzo è alle porte. Il terzo appuntamento dello sciopero femminista globale, per ribadire con forza che la violenza patriarcale si articola in molteplici forme, mai slegate dallo sfruttamento del lavoro e della riproduzione sociale. Uno sciopero non rituale, ma che vuole essere uno strumento efficace di sottrazione dal lavoro produttivo e riproduttivo.

Una sfida che parte dalle donne e dalle soggettività LGBTQIA+, ancora più necessaria in questa fase in cui va emergendo l’avanzata delle destre reazionarie a livello globale, e il ritorno di un nuovo oscurantismo religioso, mentre proprio in Italia prende forma un inedito laboratorio conservatore.

Sono bastati pochi mesi dall’avvio del governo giallo-verde per comprendere la portata della svolta autoritaria nel nostro paese. Le politiche contro le/i migranti e la “società solidale” e l’attacco all’autodeterminazione delle donne promosso dal Senatore Pillon, sono solo una parte degli esempi. A questi, si aggiungono le forti ingerenze del cattolicesimo reazionario nei luoghi chiave di contrasto alla violenza di genere come scuola, università, ricerca e tutto il mondo della formazione. Comparti del welfare già pesantemente vessati da ripetuti tagli dei precedenti governi, ma che oggi sono ulteriormente minati da un moralismo opprimente, come nel caso dei ministri Fontana e Bussetti e dalle loro relazioni con pezzi di fondamentalismo omofobo, movimenti pro-life, organizzazioni del Family Day, comitati no-gender.

Questo dilagante oscurantismo si fa strada nella scuola ma anche nei luoghi della ricerca; ha recentemente raggiunto anche i vertici dell’Istat, con la nomina alla presidenza dell’istituto dell’anti-abortista Blangiardo, noto per le sue ricerche demografiche pesantemente connotate dalla sua ideologia.

L’approvazione della recente intesa stato-regioni che istituisce l’«autonomia differenziata», fornendo più poteri alle regioni Veneto e Lombardia nel campo dell’istruzione, apre una fase inedita. È stata definita una “secessione delle regioni ricche”, con la quale si afferma un modello pericoloso di regionalizzazione del sistema scolastico tanto sul piano finanziario, quanto su quello dell’offerta formativa, della libertà d’insegnamento, e persino sugli aspetti contrattuali delle/dei docenti. Un sistema autoritario che pur facendo leva sulla retorica delle autonomie territoriali, cristallizza le forti diseguaglianze tra nord e sud. Dietro la parvenza di un governo che insiste sulla mitologia del sovranismo nazionale c’è solo l’intento di imporre una governance della scuola fortemente competitiva tra le regioni, dove non c’è spazio per nessuna redistribuzione tra le aree del paese.

Vogliamo che nel mondo della formazione e della ricerca i processi di produzione e trasmissione dei saperi siano determinati da chi quotidianamente vive quei contesti di studio e lavoro. Vogliamo l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole per riconoscere e contrastare le forme di violenza maschile e transomofobica.

Chiediamo il riconoscimento dei percorsi di formazione definiti da docenti, studentesse e ricercatrici valorizzando la pratica dell’autoformazione. Vogliamo studiare da testi che non rafforzino gli stereotipi di genere, e rifiutiamo l’impostazione patriarcale della didattica. Vogliamo che l’accesso ai percorsi formativi e alle professioni della conoscenza sia libero, in ingresso e in itinere, da barriere legate a genere, censo, origine. Vogliamo che le scuole non si riducano a presìdi di accudimento, dove il ruolo pedagogico di educatrici e insegnanti, nella gran parte dei casi precarie, sia ridotto esclusivamente a una dimensione di cura, così come non accettiamo che le donne vengano bloccate alla base della piramide di cristallo dell’università e dei luoghi di ricerca.

Con questo appello chiediamo al mondo dell’istruzione, della formazione e della ricerca di prendere parola contro questo governo e contro l’avanzare di ideologie reazionarie e razziste.

Scioperiamo l’8 marzo perché non vogliamo essere costrette a lavorare studiare e fare ricerca in istituzioni della formazione sempre più oppressivamente dominate dal moralismo autoritario.

Per costruire concretamente lo sciopero dell’8 marzo nelle Scuole, nelle Università e negli Enti Pubblici di Ricerca chiediamo:

  • ai sindacati di categoria, che finora non si sono ancora espressi, di aderire allo sciopero per il prossimo 8 marzo, sostenendo concretamente le delegate e le lavoratrici che intendono praticarlo, convocando assemblee sindacali nelle scuole, nelle università e nei centri di ricerca, favorendo l’incontro tra lavoratrici e i nodi territoriali di Non Una di Meno nel rispetto dell’autonomia del movimento femminista;
  • alle studentesse, docenti, personale non docente, ricercatrici a costruire attivamente le “Case dello sciopero”: assemblee, momenti di riflessione e di autorganizzazione con l’obiettivo di dare voce alla pluralità dei soggetti che animano i contesti del mondo della formazione per creare agitazione in vista dello sciopero dell’8 marzo;
  • alle/ai docenti delle scuole e delle università il blocco della didattica e la riconversione delle lezioni, per favorire momenti assembleari nelle scuole e negli atenei verso la giornata dell’8 marzo per favorire la costruzione dello sciopero negli atenei;
  • a chiunque lavori nel mondo della formazione, personale addetto, intellettuali e studenti a firmare il presente appello, sostenendo il percorso dello sciopero.

Al grido “Non Una di Meno!”, interrompiamo ogni attività lavorativa e di cura, formale o informale, gratuita o retribuita. Fermiamo la produzione e la riproduzione della società.

L’8 MARZO NOI SCIOPERIAMO!

Per aderire all’appello scrivere a scioperoformazione8m@gmail.com

oppure inviare un messaggio sulla pagina fb Non una di meno Roma

ADESIONI IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

Cattivemaestre – Associazione S.CO.S.S.E. (Soluzioni COmunicative Studi Servizi Editoriali) – Coordinamento dei Collettivi Universitari Sapienza – Centro Donne Dalia (Roma) – Collettivo NonUnaDiMeno Istat – Associazione Educare alle differenze – Associazione Il Progetto Alice – Hamelin Associazione Culturale – Centro antiviolenza Io sono Mia (Bitonto) – Lavoratori Autoconvocati Scuola – Associazione Socio Culturale “Le Funambole” – Collettivo Universitario Sapienza Clandestina-Scuola Popolare Spin Time-Coopaliceroma-Associazione culturale Falling Book- Amministratrici, bibliotecarie e docenti di Non Una Di Meno Università di Roma 3-Scuola Fuori Mercato – cooperazione diritti mutualismo dignità-Associazione “Un ponte per “- Collettivo Universitario “A Corpo Libero”Università La Sapienza -Collettivo “Le Ipazie” -Coordinamento Ricercatrici e Ricercatori non strutturate/i -Palestra Popolare “Corpi Pazzi”- Liscìa – Infanzia alla Ribalta -Collettivo lgbtqia Prisma, Sapienza- Collettivo Autorganizzato Mamiani Roma – Collettivo Femminista Mamiani Roma -Gruppo TERZO IN GENERE di Grande come una città, III Municipio di Roma -Link Roma, coordinamento student* universitar*- Gruppo di ricerca LA CASA DI EVA – Rete della conoscenza, Unione degli studenti, Link, coordinamento Universitario – Associazione di promozione sociale Quisipuò, Parma- Collettivo femminista MUJERES Libres, Bologna- Aula professori Scienze Politiche, La Sapienza – Coordinamento precari@ della scuola di Bologna e Modena – Cooperativa sociale E.D.I. onlus, Roma – Adalgiso Amendola docente di sociologia del diritto, Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione, Università di Salerno-Christian Raimo, scrittore, traduttore e insegnante, assessore alla cultura (municipio III Roma) – Lea Melandri scrittrice, saggista, giornalista, presidenta della Libera Università delle Donne di Milano – Federica Giardini, Docente di Filosofia politica, Università Roma Tre – Anna Simone, Docente di Sociologia giuridica della devianza e del Mutamento sociale, Roma 3 – Enrica Rigo, docente di filosofia del diritto, Dipartimento di Giurisprudenza, Università di Roma 3 – Maria Celeste Zaccaria, docente di filosofia e storia, Liceo Scientifico G. Bruno, Grumo Nevano (Na) – Assia Petricelli, docente presso liceo Isabella d’Este, Tivoli – Roberta Pompili, antropologa e docente Perugia – Danilo Corradi – docente Roma – Flavia D’angeli – docente – Luca Gori – docente – Caterina Venturini, docente di lettere, scrittrice -Girolamo De Michele, docente di filosofia e storia, liceo Ariosto, Ferrara – Federico Zappino, filosofo, traduttore e attivista queer – Maria Rosaria Marella, docente ordinaria di Diritto Privato, Univ. di Perugia- Natascia Cirimele, docente presso istituto R. Rossellini, Roma- Elena Doria, docente di Tedesco, Liceo Enriques, Roma- Gennaro Falanga docente di lettere Istituto tecnico industriale “E. Medi” San Giorgio a Cremano (Na) – Caterina Peroni, università Padova – Laura Fortini, docente di letteratura italiana, Roma 3- Piera Martorana – Marilena Settembrino, Salerno – Monica Di Bernardo, storica e docente presso un Istituto Comprensivo di Roma- Simona Becheroni, docente scuola primaria primo circolo didattico Cuerrazzi, Cecina, Livorno – Carla Cibotti, docente, Lanciano – Roberto Derobertis, Docente di lingua e cultura inglese, I.I.S.S. – Tommaso Fiore Modugno Grumo, Bari- Roberta Ortolano, docente, Roma- Eliana Paglione docente Cine TV R.Rossellini- Paola Soriga, scrittrice – Sabrina Marchetti, professora associata, università Ca’ Foscari, Venezia- Chiara Belingardi, ricercatrice DICEA, università Sapienza- Annalisa Frisina, prof. Associata, università Padova – Maria Luisa Boccia, presidente fondazione Crs-Archivio Ingrao, docente in pensione di filosofia politica- Crupi Vanna Viola, docente Roma- Angelina Mazzella docente precaria Scuola Infanzia Siena- Federica Castelli, assegnista di ricerca in Filosofia Politica, Università Roma Tre -MariaElena Ciocchetti – Maria Gianotti, insegnante iscritta Cgil – Valentina fruiano, docente, Bologna- Laura Moschini – Vincenzo Carbone, dipartimento scienze della formazione, Roma tre- Thomas Casadei, professore associato filosofia del diritto, di teoria e prassi dei diritti umani e di informatica giuridica, università degli studi di Modena e di Reggio Emilia- Giulia Fabbri, dottoranda in studi di genere, Sapienza, Roma- Laura Ronchetti, università del Molise – Valeria Ribeiro Corossacz, docente di antropologia culturale, Unimore – Maria Gianotti, Iis Majorana, Cesano Maderno- Valeria Verdolini, università di Milano-Bicocca/unimi – Isabel Fanlo Cortes, professora associata di sociologia del diritto, dipartimento di Giurisprudenza, Genova – Giulia Fabini, assegnista di ricerca, dipartimento scienze giuridiche, università di Bologna- Paola Scatena, docente- Laura Moschini, GIO- Osservatorio Interuniversitario Studi di Genere, Università Roma Tre – Simona Marino, delegata alle P.O. del Comune di Napoli- Adelina Talamonti, antropologa, Roma- Violet Schlossarek, lettrice di lingua tedesca, Sapienza, Roma- Mirzia Bianca, professora- Maria Elena Fiocchetto, artista di strada- Rossella Germani, insegnante, municipio VIII, Roma -Teresa Dattilo Associazione donna e politiche familiari, Casa Internazionale delle Donne di Roma

 

 

Report incontro nazionale del 9 febbraio Libere di muoversi. Libere di Restare

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Libere di muoversi. Libere di restare.

Incontro nazionale a LUCHA Y SIESTA sull’intreccio sessismo/razzismo – Roma, 9 febbraio 2019.

In preparazione dello sciopero dell’8 marzo NUDM si è incontrata a Roma alla Casa delle donne Lucha y Siesta, spazio femminista dove da oltre dieci anni si pratica l’intreccio tra antisessismo e antirazzismo, minacciato di sgombero per fare cassa come tanti altri luoghi di donne. Dopo aver accolto oltre 100 donne e 60 minori provenienti da tutto il mondo, casa rifugio e centro antiviolenza, Lucha y Siesta rischia la chiusura a causa del piano di rientro finanziario che coinvolge gli immobili Atac, società del trasporto romano,  con il silenzio del Comune di Roma.

Lo sciopero femminista dell’8 marzo rivendica con forza la difesa degli spazi femministi e invita alla loro moltiplicazione!

L’incontro nazionale, molto partecipato da vari snodi di NUDM anche via skype, ha visto la partecipazione della regista italo brasiliana Regiana Queiroz, appena arrivata in Italia perché costretta a lasciare di corsa il Brasile per le minacce ricevute per il suo impegno politico.

Con la consapevolezza di quanto già fatto a livello nazionale e territoriale, l’assemblea ha discusso una strategia condivisa, verso e oltre l’8 marzo, per far emergere i nessi tra sessismo e razzismo e contribuire all’intersezionalità delle lotte. Nudm rivendica il suo ruolo centrale nel nominare il razzismo in tutte le sue manifestazioni e nella sua lunga sedimentazione storica andando controcorrente rispetto a un contesto che, da un lato lo legittima, dall’altro lo occulta negando la stessa possibilità di nominarlo. Questo ruolo è ancora di più centrale dopo l’entrata in vigore della legge Sicurezza del 2018.

È necessario, invece, nominare le differenze tra le donne e le loro lotte per fare in modo di collegarle tra loro.

NUDM, da ultimo con il suo documento sul finto “reddito di cittadinanza”, si impegna ad assumere posizionamenti che tengano in considerazione l’intreccio tra sessismo, razzismo e classe, che adottino una prospettiva femminista delle migrazioni.

Già nella manifestazione del 24 novembre 2018 contro la violenza maschile contro le donne e la violenza di genere NUDM ha preso posizione contro l’allora Decreto Salvini, oggi diventato legge Sicurezza, e i cui effetti sono già drammaticamente visibili.

Sui territori è sempre più percepibile l’isolamento e l’emarginazione in cui vengono ricacciate le persone migranti che hanno perso il diritto alla “accoglienza”, o chi non riesce a ottenere l’iscrizione anagrafica e, dunque, le prestazioni sociali in condizioni di parità. Con la soppressione della protezione umanitaria, sono soprattutto le donne a essere private dei propri diritti, in violazione della Convenzione di Istanbul. Inoltre persiste la situazione di esclusione di chi cresce in Italia: non solo si è negata la cittadinanza a chi è cresciuto/a in Italia, ma anche chi riesce ad ottenerla può vedersela revocare: si aggiunge precarietà a esistenze già molto infragilite.

A questo trattamento persecutorio nei confronti, in primis, delle e dei migranti, ma anche di chi si attiva a loro favore, si aggiunge la politica dei respingimenti in mare e dei porti “chiusi” per le navi di salvataggio. Di fronte a questo inedito scenario molte sono le forme di disobbedienza che si stanno diffondendo e tante le iniziative antirazziste. L’assemblea invita tutte le realtà, le reti e le persone che si rifiutano di accettare queste politiche razziste, e che in questi mesi hanno messo in campo forme di protesta, a mobilitarsi l’8 marzo per lo sciopero femminista delle donne, dei generi e dai generi che è anche sciopero contro il razzismo e i confini, e per la libertà di movimento di tuttu.

Le donne migranti sono le prime protagoniste della lotta contro il razzismo e il sessiamo, sistemi di oppressione che combattono quotidianamente in prima linea, sia sui luoghi di lavoro, che sui confini esterni, che su quelli interni ai territori e alle città. Ne sono esempi le vertenze delle lavoratrici di italpizza (“qui e qui“), ma anche le mille lotte quotidiane che non raggiungono i media.  NUDM sostiene e si impegna a fare da cassa di risonanza a tutte le vertenze e alle lotte portate avanti dalle donne migranti e dalle  soggettività razzializzate; ognuna di queste lotte è per noi una  tappa di un percorso di mobilitazione sempre più forte verso lo sciopero dell’8 marzo 2019 e l’oltre l’8 marzo, guardando all’incontro internazionale in costruzione. Anche a questo fine l’assemblea ricorda la necessità, già proposta nell’assemblea di Bologna, che il gruppo comunicazione nazionale venga integrato rispetto al tema della connessione tra razzismo e sessismo.

L’assemblea propone di scrivere un appello a tutte le realtà antirazziste perché si mobilitino in supporto dell’8M e riempiano di pratiche questa giornata.  Ciò è reso ancora più urgente dalle recenti riforme in tema di migrazioni e sicurezza le quali mettono in luce, una volta di più, il nesso tra le politiche securitarie che vengono giocate sui corpi delle donne e degli uomini migranti e la repressione del dissenso e delle lotte.

Citiamo alcune delle frasi e degli slogan che sono stati proposti per la giornata dell’8 marzo:

SCIOPERIAMO PERCHÉ CI AMMAZZANO, PERCHÉ CI FANNO ANNEGARE IN MARE, PERCHÉ NON CI RICONOSCONO CITTADINE, PERCHÉ CI TOLGONO LA PROTEZIONE UMANITARIA, PERCHÉ SUBIAMO IL RAZZISMO IN TUTTE LE FORME!

L’assemblea propone anche di scrivere un VADEMECUM delle PRATICHE DI SCIOPERO DAL RAZZISMO E DAI CONFINI che si va ad aggiungere ai Vademecum che NUDM ha prodotto per l’organizzazione dello sciopero per raccogliere le pratiche che si sono già sperimentate e immaginate a livello territoriale:

  • lanciare una o mille Casa dello sciopero a livello locale come strumento di interazione con le lotte antirazziste facendosi attraversare dalle loro pratiche
  • cominciare la mobilitazione dalle scuole
  • mobilitare il mondo dello sport
  • nominare tutte le forme di razzismo. IO TI CREDO anche sul razzismo.
  • vademecum per chi è nei centri di accoglienza
  • i porti solidali.
  • azioni sui mezzi pubblici
  • sciopero all’incontrario, con prof. che parlano in piazza del decreto sicurezza e del razzismo
  • incontri nelle piazze dove si ritrovano le lavoratrici domestiche e di cura e le varie comunità
  • far convergere le proteste delle operatrici dell’accoglienza nell’8 marzo.

L’Assemblea Libere di muoversi, Libere di restare riconosce le difficoltà che le donne possono incontrare a scioperare, in particolare le donne migranti occupate in settori come quello della cura, proprio perché vivono su loro stesse l’interconnessione tra sistemi di subordinazione basati sul genere, la razzializzazione e la classe. Per visibilizzare la partecipazione di chiunque non possa aderire allo sciopero NUDM adotta i Panuelos fucsia come simbolo di riconoscimento per chi sciopera: si tratta di un simbolo delle lotte che nasce in Argentina che ha e produce un fortissimo valore di solidarietà tra donne. NUDM produrrà Panuelos, diffonderà le modalità con cui rifarli ma invita tutte l’8M a indossare o portare con sé un qualunque fazzoletto triangolare fucsia o le spillette a triangolo di NUDM.

8 marzo 2019 – Lista singole adesioni di categoria:

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  1. Proclamazione SCIOPERO GENERALE
  2. Adesione PUBBLICO IMPIEGO
  3. Adesione LAVORO PRIVATO
  4. Adesione SETTORE ELETTRICO 1
  5. Adesione SETTORE ELETTRICO 2
  6. Adesione SETTORE ELETTRICO 3
  7. Adesione ITALGAS
  8. Adesione TIM
  9. Adesione TRASPORTI
  10. Adesione ACEA
  11. Adesione FERROVIE
  12. Adesione TAXI
  13. Adesione COOPERATIVE
  14. Adesione EXLSU
  15. Adesione SETTORE IDRICO
  16. Adesione SANITA’ PRIVATA: Bambino Gesù, Gemelli, Don Gnocchi, Villa San Pietro, Fatebenefratelli
  17. Adesione Sanità Privata 2
  18. Adesione CONDOMINI
  19. Adesione SETTORE TERZIARIO (Cedat 85 Srl)
  20. Adesione INDUSTRIA ALIMENTARE (Agecontrol SPA)
  21. Adesione INDUSTRIA METALMECCANICA
  22. Adesione Industria Metalmeccanica 2
  23. Adesione COMMERCIO (Coopfidi)
  24. Adesione ENTI PREVIDENZIALI
  25. Adesione RISTORAZIONE
  26. Adesione PARTECIPATE (Regione e Comune)
  27. Adesione Poste Italiane

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vademecum Sciopero 2019 – come scioperare l’8 marzo

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Lo sciopero è un diritto

L’art. 40 della Costituzione dichiara: “Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano”. Lo sciopero è dunque un diritto di rango costituzionale in capo a ogni lavoratrice e lavoratore, sebbene negli anni abbia subito limitazioni che ne hanno intaccato la potenza. Anche per questo motivo, scioperare e rivendicare nuovi diritti rappresenta un elemento di rottura imprescindibile. Durante lo sciopero il rapporto di lavoro è sospeso, di conseguenza, anche la prestazione lavorativa da parte della lavoratrice e la retribuzione da parte del datore di lavoro.

 8 marzo 2019 – Sciopero generale di 24 ore, settore pubblico e privato

Anche quest’anno, per l’8 marzo, Non Una di Meno ha chiesto a tutte le organizzazioni sindacali di convocare lo sciopero generale di 24 ore, dunque in tutti i settori del pubblico impiego e del privato; a partire dalla convinzione che l’astensione dal lavoro produttivo sia un’articolazione fondamentale dello sciopero femminista (qui puoi leggere l’appello per lo sciopero di Non Una di Meno.

A oggi lo sciopero è stato proclamato da diversi sindacati di base. Sul blog potrai trovare alcune proclamazioni inviate alla Commissione di Garanzia.

Nelle 24 ore del giorno 8 marzo 2019, quindi, tutte le lavoratrici sia del pubblico impiego che del privato possono scioperare perché esiste la copertura sindacale generale. Il che significa che puoi scioperare anche se nel tuo luogo di lavoro non c’è un sindacato di quelli che hanno indetto lo sciopero e/o indipendentemente dal fatto che tu sia iscritta o meno a un sindacato (se vuoi saperne di più clicca qui.

La comunicazione dello sciopero arriverà all’azienda direttamente dalla Commissione di Garanzia, dalla Regione o dall’associazione datoriale alla quale l’azienda fa riferimento.

È comunque possibile, soprattutto per il comparto privato, che qualche datore di lavoro non riceva la comunicazione o neghi di averla ricevuta. In tal caso, controlla le comunicazioni affisse in bacheca, se non compare, richiedila al tuo responsabile del personale o contattaci per avere una copia dell’indizione e dell’articolazione dello sciopero nel tuo settore, così da poterla affiggere direttamente sul posto di lavoro.

A ogni modo, sul blog di Non Una di Meno, nel riquadro “sciopero 8 marzo”, saranno pubblicate le indizioni dei singoli luoghi di lavoro; puoi pertanto estrarre copia di quelle già inviate e utilizzarle.

È anche possibile, data l’estrema frammentarietà del mondo del lavoro contemporaneo, che in qualche luogo di lavoro privato – soprattutto tra quelli che non fanno riferimento alle maggiori confederazioni padronali – non sia stato indetto lo sciopero. In questo caso, rivolgiti al nodo di Non Una di Meno della tua città o a quello a te più vicino: è possibile provvedere alla comunicazione dell’indizione di sciopero (alla Direzione Ufficio del Personale) – tramite i sindacati – fino al giorno prima dello sciopero (fatta eccezione per i posti di lavoro sottoposti a L.146/90, i cosiddetti servizi pubblici essenziali, per i quali è necessario inviare la comunicazione al datore di lavoro almeno 12 giorni prima).

Scuole statali, ospedali e servizi sanitari pubblici territoriali, dato l’elevato numero e la capillare diffusione sul territorio, ricevono comunicazione dello sciopero tramite una Circolare che il MIUR (nel caso delle scuole statali) e la Regione (per ospedali e servizi sanitari pubblici territoriali) sono tenuti a inviare in ogni singola scuola e a ogni direzione di ente ospedaliero e/o ASL.

Nonostante la proclamazione sindacale dello sciopero, con relativa pubblicazione sul sito della Commissione di Garanzia Sciopero  , avvenga con largo anticipo rispetto alla data prevista, queste circolari spesso arrivano a ridosso dello sciopero o non arrivano e alle lavoratrici viene detto che non possono scioperare. Non solo le lavoratrici possono scioperare, ma è bene segnalare, attraverso la casella di posta elettronica di Non Una di Meno, dove questo accade, per procedere, là dove si persista, con una diffida sindacale.

La Circolare del MIUR verrà comunque pubblicata sul sito appena emanata, in modo da poter essere presentata in ogni scuola dalla stessa lavoratrice. Per la sanità pubblica, essendo le Circolari regionali, ci si può rivolgere al nodo di Non Una di Meno del territorio di appartenenza.

La lavoratrice non è tenuta a dichiarare preventivamente all’azienda la sua adesione allo sciopero, dunque non occorre alcuna comunicazione personale (se non quella dell’indizione dello sciopero).

Nel settore sanità e per molte altre categorie che utilizzano la turnazione, la copertura parte dal primo turno della mattina dell’8 marzo e finisce all’inizio del primo turno della mattina del 9 marzo; tutte le lavoratrici possono quindi scioperare indipendentemente dal turno cui sono adibite: sia la mattina, sia il pomeriggio che la notte.

Nel caso del trasporto pubblico locale l’articolazione delle ore di sciopero, così come delle fasce protette, può variare da città a città. Nel caso di Roma lo sciopero sarà di 24 ore (con esclusione delle fasce protette).

RESTRIZIONI AL DIRITTO DI SCIOPERO: FACCIAMO CHIAREZZA

Sciopero nei servizi pubblici essenziali L. 146/90

La legge 146 del 1990 disciplina il diritto di sciopero per i servizi pubblici essenziali, cioè quelli volti a garantire il diritto alla vita, alla salute, alla libertà, alla libertà di circolazione, all’assistenza e previdenza sociale, all’istruzione e alla libertà di comunicazione.

I servizi per cui la legge disciplina tale diritto, quindi, sono molti e diversi tra loro: i più noti – per la loro vicinanza alla vita quotidiana della maggior parte delle persone – sono la sanità, i trasporti pubblici urbani ed extraurbani, l’amministrazione pubblica, le poste, la radio e la televisione pubblica e la scuola; ma devono essere garantiti anche i servizi di raccolta dei rifiuti, l’approvvigionamento di energie, risorse naturali e beni di prima necessità.

In tutti questi ambiti il diritto allo sciopero, quindi, non è assoluto ma relativo alla possibilità di garantire alcuni diritti dei cittadini.

Per questo motivo, per tutti i servizi sottoposti a L. 146/90, devono essere previsti i contingenti minimi di personale tramite contrattazione integrativa o accordo sindacato/azienda. È in capo al datore di lavoro il diritto/dovere di individuare le/i dipendenti da inserire nei contingenti minimi e inviare loro entro 5 giorni dalla data dello sciopero la comunicazione di “esonero dallo sciopero”, ovvero di recarsi in servizio il giorno dello stesso.

Qualora la dipendente inserita nei contingenti minimi abbia intenzione di scioperare, deve inviare entro 24 ore dal ricevimento dell’ordine di prestare servizio una comunicazione all’azienda della volontà di aderire all’astensione e, quindi, di essere sostituita.

L’azienda ha il dovere di verificare la possibilità di sostituzione della dipendente. Solo nel caso tale sostituzione non fosse possibile è ammissibile il rifiuto al diritto. In ogni caso, l’azienda deve comunicare alla dipendente di averla sostituita o meno, quindi se può scioperare o se deve lavorare.

Le aziende che erogano il servizio che lo sciopero potrebbe far venir meno, inoltre, sono obbligate con almeno 5 giorni di anticipo a dare comunicazione all’utenza sulle modalità e gli orari dei servizi essenziali garantiti.

Ricordati che il diritto allo sciopero è un diritto individuale in capo a ogni singola lavoratrice e lavoratore, sancito e garantito dalla Costituzione Italiana, e il cui esercizio non può essere precluso e/o limitato (se non per quanto riguarda le modalità di erogazione dei servizi di pubblica utilità di cui ai paragrafi precedenti).

Per qualsiasi dubbio o abuso al tuo diritto di scioperare contattaci a questa e-mail: nudmsciopero@gmail.com.

Proveremo a rispondere alle tue richieste e seguiremo con il supporto di sindacati e legali qualsiasi sopruso verrà riscontrato.

Qui e di seguito, puoi scaricare le singole adesioni di categoria (in continuo aggiornamento).

Adesioni di categoria dell’USB

  1. Proclamazione SCIOPERO GENERALE
  2. Adesione PUBBLICO IMPIEGO
  3. Adesione LAVORO PRIVATO
  4. Adesione SETTORE ELETTRICO 1
  5. Adesione SETTORE ELETTRICO 2
  6. Adesione SETTORE ELETTRICO 3
  7. Adesione ITALGAS
  8. Adesione TIM
  9. Adesione TRASPORTI
  10. Adesione ACEA
  11. Adesione FERROVIE
  12. Adesione TAXI
  13. Adesione COOPERATIVE
  14. Adesione EXLSU
  15. Adesione SETTORE IDRICO
  16. Adesione SANITA’ PRIVATA: Bambino Gesù, Gemelli, Don Gnocchi, Villa San Pietro, Fatebenefratelli
  17. Adesione SANITA’ PRIVATA 2
  18. Adesione CONDOMINI
  19. Adesione SETTORE TERZIARIO (Cedat 85 Srl)
  20. Adesione INDUSTRIA ALIMENTARE (Agecontrol SPA)
  21. Adesione INDUSTRIA METALMECCANICA
  22. Adesione INDUSTRIA METALMECCANICA 2
  23. Adesione ENTI PREVIDENZIALI
  24. Adesione RISTORAZIONE
  25. Adesione PARTECIPATE (Regione e Comune)
  26. Adesione POSTE ITALIANE
  27. Adesione TRASPORTI UMBRIA
  28. Adesione TRASPORTI LAZIO
  29. Adesione AZIENDE INDOTTO E PUBBLICI ESERCIZI
  30. Adesione PULIZIA E MULTISERVIZI
  31. Adesione SETTORE TRASPORTO AEREO
  32. Adesione VIGILI DEL FUOCO
  33. Adesione INTERINALI
  34. Adesione COMMERCIO 1 
  35. Adesione COMMERCIO 2
  36. Adesione CATEGORIE PRIVATE

Adesioni di categoria CUB

  1. Proclamazione SCIOPERO GENERALE
  2. Adesione TRASPORTI
  3. Adesione TESSILI
  4. Adesione SANITA’
  5. Adesione PUBBLICO IMPIEGO
  6. Adesione INFORMAZIONE 
  7. Adesione INDUSTRIA METALMECCANICA
  8. Adesione EDILI
  9. Adesione COMMERCIO E AFFINI
  10. Adesione CHIMICI

Adesioni di categoria COBAS Confederazione dei comitati di base

  1. Proclamazione SCIOPERO GENERALE
  2. Adesione SETTORE PRIVATO

Adesioni di categoria COBAS Federazione Sanità, Università e Ricerca

  1. Adesione SANITA’, UNIVERSITA’, RICERCA-Settore Pubblico
  2. Adesione SANITA’, UNIVERSITA’, RICERCA-Settore Privato

Adesioni di categoria CLAP – Camere del Lavoro Autonomo e Precario

  1. SANITA’ PRIVATA 1 – Capodarco
  2. SANITA’ PRIVATA 2 – Villa delle Querce
  3. COOPERATIVE 1 – Seriana 2000
  4. COOPERATIVE 2 – Agape
  5. SOCIETA’ DI STATO – Sogin
  6. SOCIETA’ DI STATO – Sogesid

Circolare MIUR

23 Febbraio: Giornata antispecista, ecofemminista, transfemminista

23 febbraio

«Una stessa linea di confine (demarcazione e separazione) simile a quella posta tra l’Uomo e l’Animale è stata posta così tante volte nella storia dell’umanità (tra padroni e schiavi, tra bianchi e neri, tra uomini e donne, tra occidentali e resto del mondo, tra borghesi e miserabili, tra normali e folli, ecc.) che dovremmo aver imparato quanto sia aleatorio e soprattutto poco innocente il suo posizionamento.
Nei secoli, la costruzione dell’Uomo come antitesi all’animale (e agli umani bestializzati) è stata enfaticamente sostenuta a tutti i livelli, ed è soprattutto la spasmodica ricerca della differenza Uomo/ Animale, indispensabile per consentire lo svolgimento indisturbato delle pratiche di discriminazione, a dover forse essere analizzata con maggior attenzione anche e soprattutto all’interno di quei movimenti che conoscono perfettamente i meccanismi per cui si è proclamato (e lo si ricomincia a fare, Pillon docet) la distanza/differenza tra uomo e donna (dove l’uno riveste i panni della forza e della razionalità e l’altra quelli della fragilità emotività e della imprevedibilità dell’istinto naturale) e via continuando con la riappropriazione dei distinguo tra famiglia naturale e famiglia contro natura, tra soggettività etero e omo, fino alla denaturalizzazione delle persone trans, perché anche il concetto di natura è un concetto politico, un dispositivo di oppressione, il discorso dei potenti.

Partendo dalla creazione dell’Homo Sapiens (denominazione alquanto sessuata, sessista e presuntuosa) fino a quella dell’Uomo Moderno (maschio, bianco, cristiano, etero, sano, proprietario), si ha avuto a che fare più con la politica che con la biologia (e questo dovrebbe far alzare le antennine dato che è nota la forza oppressiva del valore socio politico assegnato a caratteristiche biologiche di per sé neutre) senza contare che tale costruzione segue di pari passo l’accumulazione progressiva del capitale di svalutazione dell’animale, della sua trasformazione a cosa. È così che l’antropocentrismo raggiunge il suo apice, un picco che si configura a tutti gli effetti come un altro tipo di religione (la chiamiamo antropolatria?) che separa puntigliosamente ciò che è sacro e ciò che non lo è, chi è degno di vivere e chi invece può essere macellato. Una fede con le sue regole, i suoi riti, i suoi sacrifici. Inutile ricordare che, come ogni religione che si rispetti, anche questa ha sacrificato, nei secoli, sia gli animali che gli umani a loro equiparati, ed è infinitamente flessibile (come tutte le religioni) alle esigenze di potere nonché a quelle economiche, produttive e riproduttive, inerenti al periodo storico e culturale in cui viene professata e predicata.

Anche la frase “ vale di più la vita di un bambino che quella di un topo” usata spesso riguardo alla sperimentazione animale, attinge proprio a questi assunti, alla norma sacrificale in primis, alla ritualità del sacrificio che enfatizza il concetto del sacro: la sacralità della vita umana a scapito di quella di tutti gli altri, umani disumanizzati compresi.

Anche Darwin viene a sua volta reinterpretato, anche quando dimostra come le differenze di specie siano solo di grado e non di genere.»

Vogliamo ribadire le connessioni profonde che supportano la presa mortifera sui corpi, umani e non umani, sui loro territori e sul pianeta.
Una lotta antisessista, antipatriarcale e anticapitalista
che voglia sovvertire l’attuale struttura economico-sociale
nell’intreccio dei suoi meccanismi di potere, non può prescindere
dalle istanze e dalle lotte antispeciste, transfemministe ed ecofemministe.
VERSO un Lotto marzo in cui TUTTE le soggettività si sentano incluse.
VERSO Lotto marzo come giornata di sciopero produttivo e riproduttivo
VERSO Lotto marzo come sciopero dai consumi
VERSO Lotto marzo come giornata di autodeterminazione.

La forma sarà laboratoriale, costruita sul contributo de* present*.

Gli obiettivi sono quelli di evidenziare pensieri e strategie, di costruire aperture e nuove relazioni e di inventare modalità per Lotto marzo.

PROGRAMMA

15.30 Accoglienza

16.00/18.00 “Dai femminismi ai transfemminismi. Esperienze e posizioni a confronto.”
Vogliamo parlare di femminismi e di transfemminismi e del passaggio da una visione binaria ed essenzialista, che fa il gioco di un potere eteronormante, ad una visione in cui ogni soggettività sia libera di autodeterminarsi. Quali difficoltà crea tale passaggio?
Introducono la discussione Nathan Bonnì e Chris Zecca
18.00/19.30 Idee, iniziative e proposte per Lotto marzo

19.30/20.30 Panini e buffet

20.30/22.00 ”Ecofemminismo e Antispecismo: quali intersezioni?”
Discutiamo di sfruttamento e genocidi dei corpi animali, umani e non, e dei territori dove vivono, in un’ottica anticapitalista e intersezionale, con uno sguardo particolare alla cosiddetta bioviolenza, attuale configurazione del potere in relazione agli allevamenti.
Introducono la discussione Raffaella Colombo, Federica Timeto, Roberta Salardi e Alice Tonelli

22.00/23.00 Idee, iniziative e proposte per Lotto marzo