Fabri Fibra contestato a Cosenza, tra rap e misoginia, a che punto siamo oggi?

IMG-20181231-WA0005

Pubblichiamo un contributo a cura di Wissal Houbabi.

A Cosenza non vogliono che si esibisca, è un rapper sessista. Nulla di nuovo, non è la prima volta che Fabri Fibra si ritrova a vivere questo genere di proteste, il rapper fu già escluso dall’esibizione del primo maggio nel 2013 in seguito alle proteste dell’associazione D.i.re (Donne in rete contro la violenza).
«Su le mani» del 2006, in cui si cita il mostro di Firenze, e «Venerdì 17» del 2004, in cui si descrive lo stupro e l’assassinio di una bambina, sono solo due esempi di musica rap dai forti caratteri misogini.
Fibra commentò all’epoca dicendo che «Il rapper non prende una posizione sulla canzone che scrive: è l’ascoltatore che è costretto a riflettere e a prendere una posizione. Nel 2013 sono stanco di essere descritto ancora come il rapper violento: in passato mi accusavano di non rispettare le donne nelle rime, ma io scrivevo quello che vedevo non quello che pensavo. », continua dicendo che: «Non essendoci una conoscenza approfondita del rap in Italia, sembra sempre che ciò che canti, lo pensi davvero… Non è così.»
Che si pensi o meno a ciò che si dice, si mette comunque in comune un immaginario che se non viene contestato fa cultura, “Su le mani” inizia così:

«non conservatevi datela a tutti anche ai cani
se non me la dai io te la strappo come Pacciani»

Il problema non è la contestazione in sè, ma è già nell’idea di pensare, scrivere, registrare e poi presentare ad un pubblico giovane questo immaginario, citare il Mostro di Firenze in un contesto sociale che soffre ancora di femminicidi (ogni 72 ore registrati nel 2018), violenza fisica, psicologica, un contesto di forti attacchi legislativi alla libertà delle donne; sono temi più che mai attuali e scottanti e non lasciano indifferenti né donne né tanto più le associazioni e le realtà che ogni giorno si battono per contrastare la violenza sulle donne.
La differenza principale sta nella poca consapevolezza del contesto che ci circonda, Fabri Fibra ci tiene a prendere le distanze dalle accuse di chi lo giudica come un violento, nessuno mette in dubbio che nel suo personale e privato sia un ragazzo tranquillo, il suo linguaggio però è, di fatto, all’altezza di queste critiche.

Fibra dice che il rapper non prende una posizione su ciò che scrive, serve dunque mettere in discussione tutti i testi dei rapper e immaginare il rap come uno sfogo di pensieri insensati ?

Il rap viene descritto da Chuck D, una delle figure chiavi dell’hip hop americano degli anni ’80 e ’90, come la CNN del ghetto. Nel 2000 viene pubblicata in Italia una compilation che riprende questa citazione:”La CNN dei poveri”, una compilation di hip hop italiano, l’album contiene tutti gli esponenti del genere all’alba del nuovo millennio.
Io sono cresciuta con un Rap che considerava la musica come uno strumento alternativo per veicolare cultura, per prendere posizioni, per riappropriarsi delle proprie storie, il Rap da peso alle parole, le parole sono perentorie e veicolano valori dando un’identità, non parleremmo di cultura hip hop altrimenti.

Solo per fare un esempio, nel ’93 Frankie Hi-nrg esce con “Potere alla parola” che fa:
“Agire… pensare e parlare
Esplorare ogni capanna del villaggio globale
Spalancare le finestre alla comunicazione
Personale, aprire il canale universale
Dare fondo all’arsenale di parole soffocato
Dalle ragnatele di un’intera generazione
Di silenzio, questo è ciò che penso
La vita è la mia scuola e do potere alla parola […]
Questo è il messaggio che ti sto indirizzando
Il crimine sonoro che sto perpetrando
Violando quel tacito codice incivile
Del silenzio da cui mi differenzio in quanto
Presenzio e sentenzio ritmica la rima
Ossessiva e percussiva offensiva e persuasiva
Dirada la nebbia luminosa come il sole
Perché la lingua batte se la mente vuole ”

Inoltre, ammiro quando una scena hip hop prende posizioni rispetto ad atti di discriminazione ed odio, ricordo come nel luglio del 2017 la comunità hip hop di Reggio Calabria si schierò nettamente a sfavore verso un concerto rap organizzato da Casapound, la nota di Kento riporta queste parole:

«Riteniamo comunque che sia il caso di prendere posizione in modo esplicito contro questo tipo di manifestazioni che, sebbene rinchiuse all’interno di spazi privati e destinate a un esiguo gruppo di fanatici, sono in ogni caso un’offesa ai valori dell’Hip-Hop» ed al termine della nota aggiunge le parole che dichiarò Tupac ad un intervista

«Ascolta le parole nei testi delle canzoni, e dimmi se sono autentiche, se significano qualcosa per te, mi capisci? Ascolta ciò che dicono, non muovere semplicemente la testa a tempo: cerca il senso e ascolta ciò che dico. Ritienici responsabili dei nostri testi. »

Fabri Fibra è responsabile di ciò che dice, così come tutti gli altri, in ogni genere musicale, in ogni commento o presa di parola pubblica, se la libertà di espressione è assoluta o la si dà a tutti, fascisti e razzisti compresi, o si inizia a ragionare sul peso che possono avere certe parole nel contesto sociale in cui si vive, serve maggior consapevolezza ma sempre meno rapper sono interessati o sono in grado di ergersi a portavoci di contenuti sociali, di contro sono spesso vittime di loro stessi abbassandosi alle volontà che il mercato o la società dominante impone.
I casi di femminicidio («uccisione diretta o provocata, eliminazione fisica o annientamento morale della donna e del suo ruolo sociale.» Treccani.it) sono ancora troppo frequenti e non è un caso che i movimenti femministi in tutto il mondo si siano riaccesi con grande forza propulsiva. Il linguaggio sessista veicola pensiero ed è solo la punta di un iceberg che non riconosce le proprie conseguenze, le responsabilità si aggravano se ci si ritrova difronte ad un pubblico giovane al quale, più che delegargli una presa di posizione nei confronti dei propri testi, va trainato verso una knowledge, ammesso e concesso che la cultura hip hop italiana ne abbia mai fatto un tratto distintivo.

Per tornare all’attualità, in seguito alla vicenda della scorsa estate che ha visto coinvolta la cantante CRLN, dopo aver denunciato pubblicamente il comportamento del pubblico all’Indiegeno Fest a Patti, in Sicilia, Damir Ivic, giornalista, scrittore esperto e attivo nel mondo della musica, dichiarò come «Il rap deve chiedersi, oggi molto più di prima, che tipo di pubblico sta tirando su (non basta fare i numeri, devi ancora capire la qualità di questi numeri: o ti va bene tutto?). Ma dopo che se lo è chiesto il rap, se lo devono chiedere en passant anche tutti gli altri generi musicali»

Ed io vi richiedo oggi, siate responsabili dei vostri testi, nel bene o nel male, la percezione della violenza è data soprattutto dal chi siete, non è contestabile che una donna si senta offesa da certe affermazioni, è contestabile come la sociologia del rap alimenti la violenza misogina, se Fabri Fibra “scrive quel vede non quel che pensa”, come giustificano tanti altri rapper accusati di sessismo, ciò non chiarisce che posizioni abbiano verso quella stessa violenza, non c’è neutralità difronte alla violenza, o sei pro o sei contro.

Personalmente non condivido le scelte di boicotaggio, si riversano come un boomerang a chi cerca di aprire un confronto ed un dialogo costruttivo, molto spesso il boicotaggio non comunica, e se comunica, rischia di comunicare solo a se stesso e non a chi deve intercettare le motivazioni che spingono a queste scelte.
Il problema non è individuale ma culturale, sia nel senso più ampio se si parla de contesto sociale in cui tutte e tutti viviamo, sia nel senso più specifico se si parla del linguaggio del rap, spesso gli amanti del genere giustificano il sessismo nel rap come fosse una cosa slegata dalla realtà, innocua e facente parte del proprio immaginario specifico.
Se può esser servito anche solo a riaprire il dibattito, perchè ne abbiamo ancora bisogno, è bene che ci si renda conto che per quanto ci può piacere la musica rap, è giusto anche pensare che può dare di più, è giusto pensare che a valori come Peace, Love, Unity and Having fun ci sia della concretezza vera.

Leggi il Manifesto per l’antisessismo nel rap italiano

https://nonunadimeno.wordpress.com/2018/07/10/manifesto-per-lantisessismo-nel-rap-italiano/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...