Report area tematica: riGENERIamocILIBERAmente per la liberazione della violenza sui corpi, i territori, gli animali

seminaria

La riunione dell’area tematica è iniziata con un giro di presentazioni dove ognuna,o,u di noi ha raccontato cosa ci ha portato a questa area tematica.

Dato che non tutte le persone presenti hanno seguito il percorso del TCTSU dal suo inizio, è stato spiegato brevemente per capire come la proposta si sia sviluppata. In Aprile 2017, i tavoli NUDM erano 8. Nell’assemblea a Roma in aprile 2017 venne sollevato il problema che dentro tutti i tavoli non ci fosse nulla sulla violenza ambientale, sulla terra, sui generi e sulle specie. Si formò in quella stessa assemblea una mailing list con le compagne che davano la loro adesione e si cominciò a lavorare online per preparare il lavoro per l’assemblea nazionale successiva dove ci si incontrò fisicamente per la prima volta e si stilò insieme un documento/report che venne letto in plenaria a Pisa.
L’intervento del tavolo fu accolto con grande entusiasmo dall’assemblea e nacque di fatto il tavolo 9 che ha partecipato alla stesura del piano.

Dalla scrittura del piano si è lanciata, a Milano come idea, a Bologna come proposta la campagna riGENERIamociLIBERAmente e si è lavorato alla preparazione della SEMInARIA.

Abbiamo continuato a lavorare in modo transterritoriale sia incontrandoci in occasione di tutte le assemblee nazionali che prevedendo incontri specifici e on line usando strumenti quali la mailing list, i pad per la scrittura dei documenti collettivi, un gruppo telegram, un gruppo whatsap a Roma e due gruppi territoriali uno a Milano e uno a Roma. Le nostre presenze sono nelle assemblee NUDM di Bologna, Verona, Roma, Milano, Salerno, Firenze Le proposte elaborate in questi incontri e via mail sono poi state portate a Milano nel Febbraio 2018.

Le tematiche sulle quali abbiamo costruito una campagna sono la depsichiatrizziazione e depenalizzazione delle soggettività trans, la liberazione dalle chirurgie e pratiche mediche non necessarie per le soggettività intersex, la liberazione da pratiche forzate che si verificano nell’adolescenza (ma non solo) contro le soggettività lgbtq+. Un esempio recente di questo è il caso di Sara, chiusa in casa dalla sua famiglia per più di un anno per avere dichiarato di essere lesbica.

È stata creata una mailing list specifica per organizzare la SEMInARIA che si terrà allo SCUP a Roma il 9, 10, 11 Novembre e che lavorerà in modo aperto e dialogico sui temi del transfemminismo, ambientalismo e antispecismo. La Seminaria sarà l’occasione per lanciare la campagna RigeneriamociLiberamente. Per organizzare la seminaria si è formato anche un gruppo territoriale a Roma che si occupa anche degli aspetti logistici.

La SEMInARIA è un incontro di dialogo laboratoriale a livello nazionale pensato in modo partecipato e orizzontale. Abbiamo nel percorso di avvicinamento definito le tematiche, il come vogliamo affrontarle e i titoli dei laboratori:
• Verso la liberazione dalla violenza sui corpi umani e non, sulla terra, sui territori?
• Che cos’è il transfemminismo? Approcci e pratiche transfemministe intersezionali
• L’antispecismo come possibile orizzonte di lotta per la liberazione animale e umana?

I laboratori saranno facilitati attraverso giochi ed esercizi che ci permetteranno di affrontare i temi proposti con una metodologia di interazione divertente e accessibile a tutti, a tutte, a tuttu creando forti legami fra le persone del gruppo. Con la metodologia del TeatroDeOppressao (TDO), con la lezione performativa di Egon Botteghi, con Dale Zaccaria, Ambra Joelle Orlandini, Sara Zappino, il fronte murghero, con le incursioni sonore di Severin, condivideremo il cibo vegano, gli spazi del centro sociale SCUP e il territorio in cui è inserito, dialogheremo attraverso le nostre esperienze e le nostre pratiche collettive e individuali, insomma vivremo una tre giorni intensa e speriamo arricchente.

La domenica sono previste due plenarie:
• Incontro aperto alle pratiche ed esperienze in una prospettiva di lettura di interrelazione tra transfemminismi, antispecismi e ecofemminismi: comunicazione di pratiche, di costruzione di spazi e di percorsi sia individuali che collettivi lasciando parlare le differenze, le soggettività, i corpi
• Presentazione della campagna riGENERIamociLIBERAmente

Concluderemo con la Passeggiata transECOfemminista. Si parte e si torna insieme…….

Ci muove il desiderio di uscire da una logica di dominio. In questo senso sentiamo il bisogno di attraversare la giornata del 10 novembre e abbiamo deciso di eliminare dal programma uno dei laboratori della seminaria per attraversare anche noi con i nostri corpi lo spazio di protesta contro il disegno di legge Pillon che ci colpisce duramente e colpisce forme di genitorialità che in questi anni sono andate oltre la famiglia patriarcale riproducente i ruoli di subalternità e violenza.

Dopo questa introduzione ci siamo date-i-u il compito di utilizzare il nostro incontro a Bologna per confrontarci, ridefinire la campagna riGENERIamocILIBERAmente, inserire riferimenti precisi agli attacchi transomofobici presenti nel disegno di legge Pillon ma anche riaggiornarla alla luce delle decisioni dell’OMS rispetto alla depsichiatrizzazione delle soggettività trans. Questo incontro a Bologna ci ha dato anche l’occasione di aggiungere altri aspetti emersi durante la discussione. Per iniziare la discussione da un punto di conoscenza condiviso, Lidia ha letto il testo della campagna per intero. Dopo la lettura abbiamo raccolto vari interventi incentrati sui temi della campagna che ci hanno aiutato a elaborare alcune proposte da presentare in plenaria.
Soggettività intersex
E stato suggerito di correggere la sezione in cui la campagna parla della necessità di combattere le mutilazioni forzate per intersex. Abbiamo deciso di utilizzare una definizione più corretta dal punto di vista medico riferendoci a chirurgia e medicalizzazione non necessaria. È stato inoltre suggerito che spesso questi interventi avvengono perché i genitori dei soggetti non sono informati e vengono consigliati da medici a loro volta condizionati. È stato sottolineato anche come questa tendenza a forzare ad esempio u neonatu verso un sesso o un altro sia una tendenza diffusa più che altro nella cultura e medicina occidentale (cristiana). Inoltre dobbiamo fare un distinguo e non parlare esclusivamente di neonatu o bambinu ma di persone, in quanto la medicalizzazione spesso si protrae e influenza tutta la vita. Dobbiamo prestare più attenzione ai medici che agiscono queste violenze appunto in gran parte non necessarie.
Abbiamo anche riflettuto sull’importanza di non parlare per altri e che soggettività intersex siano coinvolte nella campagna. Laurella ha riferito che associazioni intersex (gruppo Intersexioni) sono state interpellate, hanno letto e approvato la campagna e alcuni verranno alla seminaria.

Oltre il binarismo
È emersa poi la problematicità della definizione °soggetti non conformi° usata nella campagna. Liberare soggetti non conformi sembra un ossimoro, sembra suggerire ci sia una norma e un fuori norma. Allo stesso tempo per alcune-i-u è utile chiamarsi e riconoscersi dentro una certa °etichetta° come ad esempio °non conforme°, °non binaria° e preferiscono rivendicarne l’uso.
Nella campagna cercheremo di parlare di soggettività che rifiutano di conformarsi, o che vengono considerate non conformi da una società eteropatriarcale abituata ad imporre distinzioni binarie. Laurella che ha scritto gran parte del testo, si è offerta di rivederlo, con particolare attenzione su psichiatrizzazione e patologizzazione capitalistiche e cercando di decostruire completamente le categorie di maschio e femmina. Anche questo lavoro di correzione-arricchimento può essere fatto collettivamente attraverso il pad. Il pad infatti viene usato per la scrittura collettiva, nessuno cancella mai contributi di altre,i,u, le riformuliamo con un colore diverso.

Il punto che vogliamo sia chiaro è che vogliamo una società non binaria e non abilista. Infatti anche nel dibattito femminista intersezionale ancora non ci si ricorda abbastanza della disabilità.
Abbiamo concordato di usare nel testo soggettività “ritenute non conformi”

Soggettività trans
Abbiamo parlato della necessità che le soggettività trans abbiano la possibilità di accedere a consultori e consultorie dove incontrare soggettività con diverse esperienze, sia chi ha fatto transizione che chi ha deciso di non farla. Insomma che non siano persone cis le referenti del loro percorso ma che ci sia una presa in carico autonoma e autogestita delle consultorie e il lavoro per aprirne altre diffuse sul territorio.

Obiettivi della campagna:

• la liberazione dalla patologizzazione e psichiatrizzazione di tutte le soggettività trans (con la necessaria modifica della legge 164/1982)
• la liberazione dalle mutilazioni genitali (chirurgia e medicalizzazione non necessaria ) sui corpi delle persone intersex per normare in senso binario i loro corpi
• la liberazione dalle terapie di conversione, anche dette riparative o di riorientamento sessuale che tendono a eterosessualizzare persone omosessuali con assunzione di farmaci, riti religiosi ed esorcismi

Proponiamo che NUDM nazionale assuma questa campagna e che questa si possa articolare in modo trasversale coinvolgendoci tutte tutti e tuttu attraverso:

• campagne mediatiche
• banchetti e presidi
• presenza di queste soggettività nelle assemblee dei consultori e come operatoru
• difesa e apertura di nuove consultorie dove tutte le soggettività possano trovare agio e spazio per la loro autodeterminazione
• Consultorie transfemministe nelle scuole e nelle università
• Denunce delle pratiche di mutilazioni genitali per neonatu intersex
• Campagna di sbattezzo: con l’influenza del conservatorismo cattolico sempre più estesa ed evidente nelle decisioni politiche e legislative a livello globale e italiano (vedi Pillon e iniziative contro la ‘teoria del gender) non possiamo non prendere esempio dalle compagne Argentine che hanno lanciato una campagna di apostasia collettiva. Sbattezziamoci tutte per dare un segno chiaro che vogliamo i preti fuori dalle nostre mutande, dalle nostre scuole, dai nostri ospedali.
Link con informazioni sulla procedura di sbattezzo.

Ci siamo definite come persone in un orizzonte antispecista visto che non tutte le persone che lavorano in quest’area vengono o sono parte di questo specifico percorso.

L’Antispecismo rimane spesso un termine oscuro, spesso marginalizzato o sconosciuto ed è quindi fondamentale chiarirne il significato. Come i femminismi e i transfemminismi, l’antispecismo ha lo scopo di trasformare categorie sociali, di provocare una rivoluzione culturale che ci spinga a mettere in discussione ciò che diamo per scontato. Cosi come il transfemminismo mette in discussione il patriarcato, l’antispecismo mette in discussione l’antropocentrismo, l’idea della superiorità dell’umano sugli altri esseri viventi. Anche l’antropocentrismo è una costruzione culturale oppressiva e per questo, come transfemministe intersezionali non possiamo ignorarla. Aggiungendo una prospettiva anticapitalista possiamo riferirci a Michael Hardt che allude agli animali in allevamenti intensivi come il nuovo proletariato.

Molti pensano che il veganismo sia la condizione si ne qua non dell’antispecismo mentre invece si tratta di un percorso graduale di liberazione che inizia dal riconoscimento del problema del sacrificare gli animali per il nostro piacere personale o per i nostri bisogni.

L’antispecismo però è spesso una posizione divisiva, non entra mai in altri contesti di attivismo, viene sempre snobbato, cosi come l’ecofemminismo. Forse questo è perché l’antispecismo e l’ecofemminismo ci spingono a fare i conti con comportamenti cosi radicati e piacevoli nel nostro quotidiano, con la necessità di cambiamento e con le nostre dirette responsabilità che preferiremmo ignorare. A volte si riscontra sessismo e misoginia nei movimenti antispecisti e discriminazione e ridicolizzazione della parte che si riconosce nell’antispecismo nei movimenti femministi e transfemministi

Anche all’interno di NUDM sentiamo il rischio di questa marginalizzazione. Invece crediamo che aprendoci anche a questa prospettiva, nella consapevolezza di fare delle nostre differenze ricchezze e del nostro movimento uno spazio inclusivo di libertà, NUDM si rafforzerebbe e raggiungerebbe altre,i,u attivistu.

Crediamo nella possibilità di portare quest’orizzonte di riflessione dentro il nostro movimento cominciando anche qui a fare attenzione a non riprodurre oppressione attraverso il linguaggio che utilizziamo (per esempio l’uso di metafore di animali per indicare comportamenti umani in senso dispregiativo come usare I maiali per gli stupratori o I topi per i fascisti).

Per costruire una realtà diversa dobbiamo assumere un linguaggio di rispetto tra noi, di rispetto dei generi ma anche delle altre specie.

Ci interessa anche molto in tema di gerarchie lavorare e entrare in relazione con le campagne che difendono i territori NO TAV, NO TAP, STOP Fracking perché la terra non è nostra, siamo noi che apparteniamo alla terra e la liberazione dall’uso sfrenato delle risorse, dallo sfruttamento del pianeta, dalla schiavizzazione di intere comunità, dal potere e dalle devastazioni delle multinazionali, dalle colonizzazioni, dalle oppressioni, dalle occupazioni meritano tutte le nostre energie e lavoro
Per questo riteniamo che come movimento dobbiamo intensificare le nostre reti internazionali e lavorare ad un incontro dei femminismi e transfemminismi a livello transnazionale

In sintesi tutto quello che abbiamo discusso e su cui si concentra la seminaria e la campagna ha in comune la centralità dei corpi e della loro resistenza verso un sistema di oppressione.

Contatti:

 

 

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