NESSUNA STRUMENTALIZZAZIONE RAZZISTA SUI NOSTRI CORPI!

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La strage avvenuta a Macerata è un gravissimo atto fascista e xenofobo. La nostra solidarietà va a tutte le persone ferite.

Ancora una volta, il tema della violenza maschile sulle donne viene strumentalizzato per alimentare e giustificare discorsi e azioni che seminano l’odio razzista e mettono in pericolo la vita di molte donne e uomini quotidianamente nelle strade, nelle case, sui confini e nei centri di accoglienza.

Discorsi e retoriche che sollecitano paura, odio, rabbia fine a se stessa che degenera in ottuso rancore vengono definiti “di pancia”, ma i sentimenti che tutte e tutti proviamo non sono solo questi: esiste la gioia, l’amore, la speranza, il coraggio, la rabbia che ci spinge ad opporci alle ingiustizie, la solidarietà…

Le femministe di ieri e di oggi ci hanno insegnato a ragionare, parlare e lottare a partire dalla propria esistenza, dal proprio corpo, dai propri desideri… dalla propria pancia dunque… e da femministe siamo convinte che non dobbiamo lasciare il monopolio della “pancia” ai fascisti, ai leghisti, ai populisti che alimentano paura odio e rancore. Abbiamo bisogno di ripartire dalla nostra capacità di sentire le ingiustizie ovunque e comunque si presentino, di identificarci con le oppresse/i e le sfruttate/i, di usare la nostra rabbia per continuare a lottare, di affrontare la paura di stare insieme tra diverse/i…

Se il neofascismo, sia nella forma di gruppi politici che in quella culturale, è forte nelle scuole, negli stadi, nelle strade è anche perché ci siamo abituate/i ad un utilizzo necrofilo delle emozioni, alla negazione del valore che i sentimenti possono avere per trasformare l’esistente. A seconda del ruolo e del valore che diamo alle emozioni possiamo infatti ottenere esiti assai diversi: la paura può essere usata per mantenerci caute di fronte ai pericoli oppure per alzare muri; la rabbia può alimentare l’opposizione collettiva allo sfruttamento oppure l’accanimento collettivo su un capro espiatorio, come nel caso di Macerata, dove le persone migranti e il corpo delle donne diventano veri campi di battaglia per costruire retoriche securitarie e xenofobe.
Per questo ci vuole una nuova politica delle emozioni che non le lasci ostaggio della destra razzista e sovranista.

Noi siamo femministe e in quanto tali antisessiste, antirazziste e antifasciste perché essere femministe significa avere attenzione alle dinamiche di potere, all’oppressione di alcune/i, al dominio di altre/i. Da sempre il femminismo si interroga su come possiamo creare un mondo e degli spazi che possano essere degnamente vissuti da tutte/i e non solo ad uso e consumo del maschio eterosessuale bianco e ricco. Dobbiamo creare insieme delle città che siano accoglienti anche con chi fa scelte sessuali fuori dalla norma imposta, con chi ha delle disabilità, con chi ha corpi eccedenti, con chi ha la pelle non bianca, con chi è troppo bella e con chi è troppo poco virile… il nostro agire quotidiano è intriso fortemente di antifascismo, e dai suoi due alleati principali l’antirazzismo e l’antisessismo.

Lasciate stare i nostri corpi.

Sabato 10 FEBBRAIO NON UNA DI MENO parteciperà alla manifestazione convocata a Macerata.

Noi siamo rabbia, gioia e coraggio. Noi siamo il cambiamento.

Non Una Di Meno

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