ASSEMBLEA NAZIONALE 3 FEBBRAIO A MILANO

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L’assemblea nazionale è convocata per il 3 febbraio 2018 dalle ore 10.30 alle ore 17.30 presso Macao, in viale Molise, 68.

Iscrizioni, ordine del giorno, logistica

Iscrizioni

vi ricordiamo di compilare il modulo d’iscrizione che serve anche per prenotare il panino!

https://goo.gl/forms/lbRYMjSFN ZYvP6822

Programma/ordine del giorno

10.30 Accoglienza e saluti

11-13.30 | Discussione

Chiediamo ai territori (una portavoce per territorio perché facendo tutto in giornata i tempi saranno veramente stretti) di esprimersi su entrambi i punti in un unico intervento:

Sciopero generale e problema franchigia elettorale.
Taglio politico dello sciopero femminista. L’anno scorso avevamo gli 8 punti: quest’anno che messaggio vogliamo passare?

13.30-14.30 Pausa pranzo | Riunione gruppo comunicazione nazionale

14.30-17 | Sintesi

Sintesi e decisione rispetto ai punti 1 e 2 discussi (magari riusciamo a farlo già in mattinata…)
Modalità e strumenti di comunicazione e coordinamento territoriale (minimo 1 ora dedicata)

Per il pranzo prepareremo dei panini variante vegana, vegetariana e onnivora. Per le bevande, all’interno della struttura sarà disponibile il bar. Prenota il panino che preferisci compilando il modulo d’iscrizione!

Clicca qui: https://goo.gl/forms/lbRYMjSFN ZYvP6822)

Informazioni logistiche

Come raggiungere Macao: https://goo.gl/maps/6XmygK3Aqk G2

passante ferroviario (S1, S2, S5, S6, S13): fermata Porta Vittoria
bus: 90/91: fermata viale Molise o Porta Vittoria
bus 66: fermata via Calvairate-viale Molise
tram 12: fermata Viale Molise

Dalle stazioni ferroviarie di Milano Centrale o Lambrate calcolate mezz’ora di trasferimento. Da Garibaldi, tramite passante, 20 minuti.

Per i parcheggi non siamo in grado di darvi garanzie: la zona è periferica e qualche parcheggio lo si trova, però non ci sono grandi parcheggi in zona. Vi consigliamo di lasciare la macchina ai parcheggi ATM e da lì di muovervi con i mezzi pubblici. A questo link potete trovare tutte le informazioni utili: https://www.atm.it/it/ViaggiaConNoi/Auto/Pagine/ParcheggiStruttura.aspx. In alternativa mettete in conto l’opzione dei parcheggi privati qualora non doveste trovare parcheggio.

Pernottamento:

Abbiamo chiesto una convenzione all’Ostello Bello, un ostello in centro a Milano, molto facile da raggiungere a piedi e con i mezzi. Abbiamo il 10% di sconto, basta chiamare e prenotare facendo presente che si fa parte della Rete Non Una Di Meno. SI tratta di spendere circa 35 euro a persona.

https://www.ostellobello.com/h ostel/ostello-bello-medici-mil an/

In alternativa c’è l’ostello AIG Piero Rotta, che ha prezzi molto più bassi. Si trova vicino a Piazza Stuparich, raggiungibile con la metro rossa, fermata lotto, e con la 90 a qualsiasi ora. Si spendono circa 20 euro.

https://www.hihostels.com/it/h20ostels/milano-milan-piero-rotta#price

Un terza opzione è l’Ostello Olinda, gestito da un’associazione che organizza molte iniziative di stampo sociale, soprattutto antirazziste e antipsichiatriche, che si trova un pò più fuori mano, ma comunque in zona Affori e ha prezzi che vanno dai 18 euro per le camerate ai 24 per le stanze.

http://www.olinda.org/ostellolinda/

Per chi avesse problemi economici o per qualsiasi ragione avesse bisogno di ospitalità, possiamo provare ad organizzarci tra case e occupazioni. Se vi trovate in questa situazione particolare,

scrivete a:

nonunadimeno@gmail.com.

 

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Tutt@ al Campidoglio: la città femminista non si sgombera!

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Roma da troppo tempo ormai vive nel pericolo di perdere luoghi essenziali di autonomia, solidarietà e cultura nella città. In particolare è in atto un chiaro e feroce attacco ai luoghi del femminismo, frutto di battaglie storiche e più recenti.

Questi luoghi – la Casa Internazionale delle Donne, la Casa delle donne Lucha y Siesta, Il Centrodonna L.I.S.A., il Centro donne D.A.L.I.A, lo spazio delle Cagne Sciolte…- hanno consentito a moltissime donne di uscire dalla spirale della violenza e reso possibile la costruzione di percorsi di autonomia e liberazione. Oggi questi spazi, ed altri ancora, sono minacciati da procedimenti di chiusura o di richiesta di risorse economiche esose, conseguenza di un sistema economico e politico che tenta di monetizzare e mettere a profitto ogni aspetto dell’esistente.

E oggi, dopo la Casa Internazionale delle Donne, anche la casa delle donne Lucha y Siesta rischia la chiusura.
Le donne di Roma rischiano di perdere non solo dei luoghi fisici in cui incontrarsi, ma ciò che sono diventati nel tempo: dei punti di riferimento irrinunciabili in città, spazi di condivisione, autotutela e autodeterminazione conquistati con la lotta, nati per modificare un contesto sociale e culturale che era e resta pesantemente segnato dalla violenza maschile sulle donne.
Le sorti della Casa delle Donne Lucha y Siesta vengono legate a quelle di Atac, proprietaria dello stabile, che ne minaccia il futuro. Il piano di risanamento di Atac non devono pagarlo le donne: Lucha y Siesta va salvaguardata e stralciata dalla lista dei beni immobili da svendere, subito!

E’ questa una idea di legalità che non corrisponde ai diritti, ai bisogni e a desideri di vite migliori che una democrazia matura dovrebbe invece garantire. A fronte di questa emergenza per le donne e per tutta la città, la proverbiale trasparenza della Giunta Raggi si fa vera e propria invisibilità: la sindaca scompare, le assessore si smaterializzano, le richieste restano senza risposta, i problemi senza soluzione…

Facciamo vivere i nostri desideri e i nostri bisogni dandogli corpo e dignità, attraversando e ridisegnando la città, riappropriandoci di spazi abbandonati, sostituendo al calcolo finanziario l’inestimabile ricchezza delle relazioni e dei saperi differenti che produciamo quotidianamente.

Da qui non ce ne andiamo. La città femminista non si sgombera!
Martedì 23 gennaio ore 16
Tutte e tutti a Piazza del Campidoglio

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I NOSTRI DESIDERI NON SONO TRASPARENTI. LA CITTA’ FEMMINISTA NON SI SGOMBERA!

Roma da troppo tempo ormai vive nel pericolo di perdere luoghi essenziali di autonomia, solidarietà e cultura nella città. In particolare è in atto un chiaro e feroce attacco ai luoghi del femminismo, frutto di battaglie storiche e più recenti.

Questi luoghi – la Casa Internazionale delle Donne, la Casa delle donne Lucha y Siesta, Il Centrodonna L.I.S.A., il Centro donne D.A.L.I.A, lo spazio delle Cagne Sciolte…- hanno consentito a moltissime donne di uscire dalla spirale della violenza e reso possibile la costruzione di percorsi di autonomia e liberazione. Oggi questi spazi, ed altri ancora, sono minacciati da procedimenti di chiusura o di richiesta di risorse economiche esose, conseguenza di un sistema economico e politico che tenta di monetizzare e mettere a profitto ogni aspetto dell’esistente.

E oggi, dopo la Casa Internazionale delle Donne, anche la casa delle donne Lucha y Siesta rischia la chiusura.

Le donne di Roma rischiano di perdere non solo dei luoghi fisici in cui incontrarsi, ma ciò che sono diventati nel tempo: dei punti di riferimento irrinunciabili in città, spazi di condivisione, autotutela e autodeterminazione conquistati con la lotta, nati per modificare un contesto sociale e culturale che era e resta pesantemente segnato dalla violenza maschile sulle donne.

 Le sorti della Casa delle Donne Lucha y Siesta vengono legate a quelle di Atac, proprietaria dello stabile, che ne minaccia il futuro. Il piano di risanamento di Atac non devono pagarlo le donne: Lucha y Siesta va salvaguardata e stralciata dalla lista dei beni immobili da svendere, subito!

E’ questa una idea di legalità che non corrisponde ai diritti, ai bisogni e a desideri di vite migliori che una democrazia matura dovrebbe invece garantire.  A fronte di questa emergenza per le donne e per tutta la città, la proverbiale trasparenza della Giunta Raggi si fa vera e propria invisibilità: la sindaca scompare, le assessore si smaterializzano, le richieste restano senza risposta, i problemi senza soluzione…

Facciamo vivere i nostri desideri e i nostri bisogni dandogli corpo e dignità, attraversando e ridisegnando la città, riappropriandoci di spazi abbandonati, sostituendo al calcolo finanziario l’inestimabile ricchezza delle relazioni e dei saperi differenti che produciamo quotidianamente.

 

Da qui non ce ne andiamo. La città femminista non si sgombera!

Martedi 23 gennaio ore 16

Tutte e tutti a Piazza del Campidoglio

Evento fb

Nota fb

 

LE GRANDI ASSENTI DI ROMA SULLA POLITICA DELLE DONNE. LA CASA DELLE DONNE LUCHA Y SIESTA ANCORA A RISCHIO.

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Le Assessore del Comune di Roma Castiglione, Meleo e Baldassare il 10 gennaio non si sono presentate al tavolo da loro convocato in Campidoglio sul futuro della Casa delle Donne Lucha y Siesta.
Un’assenza inaudita, imbarazzante e gravissima. Nell’incontro preliminare svoltosi a dicembre scorso, l’Assessora Laura Baldassarre aveva espresso, a nome anche della Sindaca, la volontà di tutelare la preziosa esperienza di Lucha y Siesta, che si trova in un immobile Atac tra quelli in dismissione e, a tal fine, ha convocato tutti gli assessorati competenti in Campidoglio, insieme a Regione, Municipio VII e alla presidenza della Commissione Consiliare Politiche Sociali.

E invece a questo incontro chi doveva e poteva decidere non c’era.

Una sottrazione inaccettabile dalle proprie responsabilità politiche di fronte a un tavolo di discussione su una delle sperimentazioni più avanzate nel campo del contrasto alla violenza maschile contro le donne. È paradossale che la forza politica che proclama la centralità del dialogo con i/le cittadini/e, della democrazia e della trasparenza si sottragga al dialogo trasparente sul futuro di uno dei beni pubblici di Roma.

È con la vendita di una palazzina che si risana un debito miliardario? È chiudendo un progetto che fornisce sostegno e ospitalità a donne che fuoriescono dalla violenza, che in 10 anni ha sostenuto 1105 donne e moltissime/i minori che si pensa di salvare il servizio di trasporto pubblico? Anni e anni di malaffare e malagestione si combattono schiacciando tutto ciò che di forte l’autorganizzazione delle donne ha costruito? Si sta sanando un’azienda pubblica o si stanno facendo ennesime manovrine di natura finanziaria?

Già la vicenda della Casa internazionale delle donne ci aveva messo in allarme rispetto alle intenzioni politiche di questa amministrazione, la vergognosa situazione che si è verificata ieri, uno dei momenti più bassi della politica che ci sia mai capitato di affrontare, ci conferma la totale mancanza di volontà di questa giunta di contrastare la violenza maschile riconoscendo, valorizzando e allargando gli spazi politici che le donne hanno conquistato.

Vogliamo sapere se ancora si può parlare di rispetto tra l’amministrazione e la cittadinanza, se c’è ancora spazio di confronto sulla co-progettazione della città con le realtà che in questi anni l’hanno mantenuta viva. Ci chiediamo quali siano le priorità di questa giunta, noi sappiamo quali sono le nostre e non siamo disposte a rinunciarci.

Diamo appuntamento a tutte/i oggi alle 18.00 alla Casa Internazionale delle Donne (Via della Lungara 19) per costruire insieme la campagna di difesa e conquista di spazi femministi.

Casa delle donne Lucha y Siesta
Per info e contatti:
luchaysiesta.wordpress.com
Facebook: @lucha.ysiesta
Twitter: @luchaysiesta

Learning from Palestinian Women

ahed

NUDM Roma: sabato 13 gennaio, ore 11, tutte davanti a Montecitorio per Ahed Tamimi.

Ieri un gruppo di femministe solidali con chi in Palestina resiste all’ occupazione, ha esposto uno striscione nel cuore di Roma in solidarietà con Ahed Tamimi, la giovane palestinese ingiustamente rinchiusa in un carcere militare israeliano. Per Israele questa ragazza di soli sedici anni rappresenta un pericolo. Ahed è un simbolo e modello di una nuova generazione della resistenza palestinese che dopo la dichiarazione di Trump su Gerusalemme si è mobilitata con forza per chiedere il rispetto del diritto internazionale e la fine dell’occupazione israeliana.

Dal 19 dicembre Ahed Tamimi si trova in carcere per aver cercato di allontanare con un gesto di rabbia un soldato israeliano dal cortile di casa propria. Poche ore prima gli stessi soldati avevano ferito gravemente suo cugino Mohammed Tamimi con un proiettile in testa, mentre partecipava ad una manifestazione popolare non violenta. Per questo gesto Ahed rischia fino a dodici anni di reclusione con l’accusa di aggressione e istigazione alla rivolta. Insieme a lei, tutte le donne del villaggio di Nabi Saleh sono diventate un simbolo della resistenza palestinese. Ed è per questo che vengono colpite duramente dalla repressione israeliana. La nuova generazione di attiviste di Nabi Saleh fa paura a Israele perché con il loro coraggio e la loro determinazione mostrano al mondo che cosa significa nascere e crescere sotto un potere militare basato sulla violenza, e come le donne siano in grado di metterlo in crisi.

Ahed afferma: “Non voglio essere percepita come una vittima, e non voglio dare alle loro azioni il potere di definire chi sono e cosa sarò. Ho scelto di decidere per me stessa come voi mi vedrete. Noi non vogliamo che supportiate la nostra causa in ragione di qualche lacrima fotogenica, ma perché noi abbiamo scelto la lotta e la nostra lotta è giusta. Questo è l’unico modo in cui riusciremo a smettere di piangere un giorno”.

Ad Ahed, Nariman, Noor, Manal e a tutte le coraggiose donne che in Palestina lottano per la liberazione dal potere coloniale israeliano va tutta la solidarietà di Non Una Di Meno. A loro ci sentiamo vicine come delle sorelle con cui lottare, consapevoli che solo con la lotta sarà possibile strappare la libertà e abbattere regimi come quello israeliano.

Con questa azione di solidarietà NUDM Roma invita tutte e tutti a partecipare al sit-in lanciato dalla Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese e dalla Comunità Palestinese di Roma e del Lazio di fronte al Parlamento Italiano Sabato 13 gennaio dalle ore 11 alle ore 13, per chiedere la liberazione di Ahed Tamimi e di tutti i bambini palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane.

Non Una di Meno – Roma

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Video della giornata

Short English Version

Learning from Palestinian Women

NUDM Rome joins the rally for Ahed Tamimi (Saturday, January 13th, 11am, Rome)

ROME – Yesterday in Rome the feminist group Non Una di Meno unfurled a banner in solidarity with Ahed Tamimi, the young Palestinian incarcerated in Israel since December 2017. The banner read: “Free Ahed. Stop the Occupation. Non Una di Meno.”

Ahed is facing up to 12 years in prison over charges of assaulting Israeli soldiers, inciting and other felonies. For the state of Israel this sixteen year-old woman represents a danger. Ahed is a symbol and a role model for a new generation of Palestian resistance that, after Trump’s statement on Jerusalem, has been taking the streets, asking for the respect of international law and the end of the Israeli occupation.

Israel is afraid of Ahed and the other brave women of the Palestinian village of Nabi Saleh because they are showing the world what it is like to live under violent military occupation and how women can resist such violence.

Non Una Di Meno stands in solidarity with Ahed, Nariman, Noor, Manal and all the brave women struggling for Palestinian liberation from Israeli colonial power.

We invite everyone to the rally for the liberation of Ahed and all the Palestian children organized on Saturday, January 13, at 11am in front of the Parliament building by the Roman Network of Solidarity with the Palestinian People and the Palestinian Community in Rome.

Non Una di Meno – Rome

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