“Toccare la terra, sentire la vita e vivere”. L’unica cura che riconosciamo sono le nostre relazioni.

Intervento di Ilaria all’assemblea nazionale di Non Una di Meno.

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Ieri per la prima volta ho partecipato alla manifestazione, non avevo mai partecipato, è stata un’esperienza bellissima. Perché, non voglio dire una cosa banale, però io ho provato l’emozione di sentirmi donna, ero contenta.

Io ho dei problemi psichici, quindi ho dei tic, delle manie, delle cose. Ho fatto il pezzo di strada di ritorno leggera da questa cosa.

Questo ovviamente non vuol dire che sono guarita, vuol dire solo che ho provato qualcosa di positivo, e allora ho detto:”Vado anche all’assemblea!”

Io credo, e qui mi sentirete un po’ intrusa, che cristianesimo e sinistra abbiamo più di un punto di incontro, anche se alcuni temi sono proprio inconciliabili.

Mi interessa la salute mentale perché ho avuto una vita difficile tracciata da questo problema. Le donne che hanno problemi psicologici sono oggetto più facilmente di violenze psicologiche e fisiche nella vita. Io vorrei dire che in alcuni luoghi di cura,  gli S.p.d.c. (Servizio psichiatrico diagnosi e cura) in particolare, le condizioni sono molto difficili e si usano in alcuni ancora le cinghie di contenzione. Alcune cliniche mirano con i farmaci ad annullare le coscienze  e a rendere le persone non più se stesse, e gli errori medici sono difficilmente perseguibili e ancora di più le presunte violenze.

Io penso che per i malati mentali servano centri di salute mentale che funzionino, come anche ce ne sono a Roma, perché ce ne sono, e spazi aperti dove toccare la terra e sentire la vita e vivere.

Chi ha problemi psicologici può essere più facilmente soggetto a discriminazione sui luoghi di lavoro, mentre il lavoro è importante per la dignità come per i cosiddetti “normali”. È importante la libertà di autodeterminazione, il sostegno a diventare autonomi anche nelle relazioni affettive, cosa che per un malato psichico non è sempre facile.

Mi rendo conto che porto tanti problemi, ma le  donne da sempre hanno problemi, e la necessità di attendere, perché l’attesa  fa parte della vita della donna, se pensiamo soltanto alla gravidanza; però la donna è anche azione e voi lo dimostrate con queste attività.

Grazie

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