Report tavolo Femminismi e migrazioni (14-15 ottobre Pisa)

Report tavolo migrazioni, Pisa 14 ottobre.

 

Sul piano femminista contro la violenza
Nella mattinata abbiamo letto e ulteriormente discusso i principi e gli obiettivi che già avevamo individuato durante l’assemblea romana di aprile.
In particolare la discussione si è centrata sull’utilizzo o meno del termine razza, sulla necessità di chiarire la rivendicazione della cittadinanza come rivendicazione di uno strumento funzionale alle lotte e all’accesso ai diritti, rifiutandone al contempo la funzione di creare status di privilegio e gerarchizzare la società. Ulteriori punti di discussione hanno riguardato la presunta bianchezza e omogeneità su cui si è costruito il mito dell’italianità; il riconoscimento della violenza razzista nei rapporti con i servizi e la pubblica amministrazione, il rischio di infantilizzazione e la violenza a esso connessa nei servizi sanitari e assistenziali.
Abbiamo poi discusso la necessità di raccordo con gli altri tavoli su specifici obbiettivi, e quali tra le pratiche già individuate nel report di aprile inserire anche nel piano femminista contro la violenza, in particolare le pratiche volte a costruire strumenti di rivendicazione e percorsi condivisi tra donne migranti e native.

Verso e oltre il 25 novembre.

Nel pomeriggio del 14 ottobre abbiamo discusso delle campagne in vista del 25 novembre, dei temi centrali al 25 novembre e di come andare oltre il 25 novembre.

Sul 25 novembre:
Così come è stato per la data del 28 settembre 2017, pensiamo che il tema del razzismo debba attraversare ogni mobilitazione di NUdM. Le strade libere le fanno le donne che le attraversano, ma anche le donne migranti che ogni giorno attraversano le frontiere e gli altri confini materiali e simbolici della nostra società.
Pensiamo che in questo momento storico, la violenza contro le donne migranti alle frontiere debba essere un tema centrale al 25 novembre. Il 25 novembre deve denunciare che razzismo e sessismo sono violenza: la violenza tra le mura domestiche diventa violenza doppia per quelle donne per cui le mura domestiche sono anche luoghi di lavoro.

 

Verso il 25 novembre:
Sono state discusse campagne territoriali da portare avanti in vista e oltre il 25 novembre. Su alcune la discussione è già iniziata a nelle assemblee territoriali, per esempio Roma sta discutendo una campagna per rivendicare l’asilo per le donne che si sottraggono alla violenza patriarcale e dei confini nei paesi di origine e transito. Tali campagne devono andare oltre i singoli tavoli e essere assunte da tutta NUDM. Si è anche discussa la possibilità di dare vita a una campagna on-line per veicolare le parole d’ordine elaborate dal tavolo (come accesso alla cittadinanza ius soli, permesso di soggiorno europeo, asilo), ma anche per dare visibilità alle iniziative territoriali. Tra queste ultime ci sembra importante menzionare la mobilitazione che verrà organizzata a Perugia contro la laurea honoris causa a Minniti, e le iniziative di alcuni gruppi di donne migranti tra Jesi e Ancona in vista del 25 novembre.
Come criterio generale ci siamo date quello che le campagne devono cercare di tenere insieme e restituire la complessità delle questioni e il carattere sistemico della violenza.
In tal senso è stato per esempio discusso come non NUDM debba eventualmente esprimere solidarietà ai gruppi LGBTI in Egitto, denunciando anche il controllo delle frontiere che impedisce alle e ai migranti di sottrarsi alla violenza diffusa nel paese.

Come metodo, ogni campagna NUDM deve cercare di raggiungere più donne possibili, traducendo i suoi materiali e le sue parole d’ordine in diverse lingue. Siamo consapevoli del lavoro che comporta la realizzazione di obbiettivi ambiziosi come quelli delineati. NUDM è un movimento dove non esistono leadership e dove i ruoli di coordinamento e facilitazione sono da intendersi come ruoli di servizio all’elaborazione collettiva; ognuna di noi è pertanto responsabile rispetto al raggiungimento di questi obbiettivi e al lavoro necessario alla loro realizzazione.

 

Oltre il 25: una mobilitazione nazionale per la libertà di movimento e contro la violenza del razzismo e delle frontiere.

NUDM ha la forza di assumere e lanciare una data nazionale, da declinare territorialmente o centralmente, sul tema della libertà di movimento e contro la violenza del razzismo e delle frontiere, che abbia una piattaforma radicale, femminista antirazzista.
La data della giornata di mobilitazione, ipotizzata per i primi mesi/primavera del 2018, verrà decisa anche in relazione alla strutturazione che NUDM deciderà di dare all’8 marzo. Tra le date proposte, oltre a quella del 1marzo (tradizionale data di mobilitazione delle e dei migranti) che potrebbe essere declinata territorialmente, è stata presa in considerazione una mobilitazione tra fine gennaio e inizio febbraio (a 1 anno dal primo accordo con la Libia e a 16 anni dall’ approvazione della Bossi Fini)
Tra gli obbiettivi della mobilitazione vi è quello di dare visibilità alle lotte di cui quotidianamente le donne migranti sono protagoniste, nonché di dare vita a processi di costruzione territorialmente condivisi con le donne migranti e le realtà di autorganizzazione dei migranti.

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