Report Assemblea Plenaria (Assemblea nazionale 14-15 ottobre Pisa)

REPORT PLENARIA NON UNA DI MENO ASSEMBLEA NAZIONALE 15/10/2017

ODG
– Gruppo redazione prima stesura piano femminista antiviolenza
– Report 9 tavoli
– Proposte di avvicinamento al 25 e mobilitazione del 25

Il gruppo di redazione del piano femminista antiviolenza, le cui componenti erano state scelte il giorno precedente dai singoli tavoli, continuerà a lavorare sulla stesura del piano, concludendone le linee generali entro il 25 novembre.

La plenaria si è aperta con la lettura dei report dei tavoli di lavoro (i singoli tavoli manderanno i report in separata sede). In particolare, il report del nuovo tavolo di lavoro ‘terra, corpi, territori e spazi urbani’, introducendo nuovi spunti di riflessione, ha generato molto entusiasmo.

– Sul 25 novembre
E’ stata accolta la proposta di una manifestazione nazionale unitaria a Roma il 25 novembre.
La giornata, oltre ad essere un banco di prova per un movimento che ormai ha un anno di vita, porterà in piazza la varietà delle tematiche emerse, rifiutando con forza vittimismo e mera commemorazione. Da più parti si è sottolineata la necessità di riattivare le reti di solidarietà e pratiche di mutualismo che permettano di intersecare la complessità dei piani in cui si articola la violenza di genere. E’ emersa con forza la necessità di opporsi ad un discorso mediatico che fa del corpo delle donne lo strumento tramite cui giustificare derive fasciste e razziste. In tal senso, come emerso da diversi interventi, lo spazio pubblico è stato completamente occupato da una narrazione che, descrivendo
la donna come vittima da proteggere o come colpevole-causa, crea le condizioni per la proposta di un piano antiviolenza in chiave
esclusivamente securitaria e poliziesca. Si vuol affermare con forza che i nostri corpi non possono essere terreno di conquista per nessuno e che non è pensabile alcuna sicurezza al di fuori dell’autonomia e dell’autodeterminazione. In quest’ottica, è essenziale sottolineare il nesso tra sessismo e razzismo, entrambe espressioni della violenza patriarcale, concretizzate e nel decreto Minniti-Orlando e nelle diverse articolazioni dei piani antiviolenza ad ora presentati, ribadendo come il femminismo non
abbia né confini né frontiere. E’ altresì importante evidenziare come alcuna sicurezza è pensabile senza parlar contestualmente di reddito, casa, rifinanziamento dei centri antiviolenza, accesso ai servizi ed un’idea di welfare che sia incentrata sull’individuo anziché sulla famiglia. Portare in piazza questa complessità di temi ed istanze è la sfida che ci si pone, e verso la giornata del 25n, e nell’articolazione del piano femminista antiviolenza.

– Rispetto allo svolgimento della giornata di mobilitazione
Un grande corteo nazionale unitario percorrerà le strade di Roma il pomeriggio del 25n.
Sono state fatte delle proposte, da sottoporre ad ulteriore discussione, per l’articolazione della giornata: si è ad esempio proposto di accostare ad una prima giornata di corteo una seconda assembleare per il 26, ma anche di dividere la giornata di mobilitazione in un momento mattutino in cui segnalare luoghi simbolici, seguito dal corteo pomeridiano.

– Sull’avvicinamento al 25 novembre
Sono state proposte una serie di date simboliche in avvicinamento al 25 novembre per mobilitarsi a livello nazionale (4 novembre: giornata delle forze armate; 17: data di pubblicazione del piano del governo contro la violenza e conferenza stato-regioni; 20 novembre: giornata contro la transfobia) ma anche un periodo di tempo (4-20 novembre) in cui svolgere una serie di iniziative a livello locale. Essendoci state tante e varie proposte le assumiamo tutte quante, sforzandoci di coordinare le varie
iniziative.

-Coordinamento e comunicazione
Si è proposta la creazione di un gruppo di comunicazione che, basandosi su questo report e sul piano femminista, crei un appello/manifesto di lancio per il 25 novembre. Insieme, oltre al livello comunicativo e di coordinamento della campagna verso il 25, si è sottolineata la necessità di rendere più fluida ed efficace la condivisione e la pubblicizzazione dei contributi teorici e narrativi prodotti nei nodi territoriali. A questo
scopo è necessario, tra le altre cose, un miglior funzionamento delle mailing list.

-Altro
Lettura di una lettera dal Rojava da parte di Martina della Mala Servanen Jin e intervento di Shilan, una compagna curda, sulle forme di femminismo radicale sperimentate in Rojava e su rapporti di cooperazione e solidarietà transnazionale.
Appello di solidarietà per Desdemona Lioce da parte del gruppo
femminismo proletario rivoluzionario, contro il 41 bis e la privazione delle libertà fondamentali in seguito all’incarceramento.

 

Nel corso di questa assemblea nazionale è riemersa con forza la necessità di connotare questo movimento come intersezionale e transnazionale, valorizzando la nostra capacità di attraversare le frontiere, siano queste fisiche, culturali e simboliche.

 

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