Report tavolo legislativo e giuridico (14-15 ottobre Pisa)

Le giuriste e le Avvocate riunite nell’incontro nazionale di Pisa del
14-15 ottobre 2017, consapevoli della necessità di definire la
funzione delle donne avvocate che difendono le vittime di violenza,
nei processi civili e penali, allarmate dal persistere di ostacoli
posti al riconoscimento effettivo delle Convenzioni Internazionali, si
impegnano ad operare unitamente alle Associazioni territoriali di
supporto e solidarietà con le vittime dei reati di violenza di genere,
a promuovere il protagonismo delle donne nei lori percorsi di
liberazione dal sessismo, dai pregiudizi di genere e dai ruoli imposti
dalla società patriarcale.

 

Il tavolo giuridico ha nella prima parte della giornata di ieri
condiviso i principi già elaborati nelle scorse Assemblee nazionali,
approfondendo la questione del ruolo della persona offesa da reato
alla luce della recente introduzione dell’ istituto delle condotte
riparatorie di cui all’art. 162 ter c.p. per quei reati procediblli a
querela
che rientrano nella violenza di
genere.

In questi casi, Il consenso della persona offesa, ad oggi irrilevante,
deve essere condizione imprescindibile per l’applicazione di tale
istituto.

Chiediamo, inoltre, che siano fissati dei parametri equi, congrui ed
uniformi per l’offerta reale del risarcimento del danno che non
sviliscano la gravità del reato subito e restituiscano dignità e
centralità alla donna.

E’necessario ancora contrastare ogni forma di obbligatorietà della denuncia
e
procedibilità d’ufficio dei reati che limiti il diritto di
autodeterminazione delle donne.

Altra questione fondamentale riguarda i casi di violenza sessuale, rispetto
ai
quali si stanno verificando spinte reazionarie di un certo
orientamento giurisprudenziale che fa ricadere sulle donne un onere di
manifestazione del proprio dissenso agli atti sessuali. Ribadendo invece che
l’unico indice normativo richiesto dalla legge è la manifestazione del
consenso agli atti sessuali.

La situazione attuale fotografa un costante attacco alle donne sul
piano mediatico, istituzionale e nelle sedi giudiziarie, sia con la
stigmatizzazione e la colpevolizzazione delle donne vittime di
reati di violenza di genere sia con criminalizzazione delle reti di
solidarietà
femminista che si battono a sostegno delle donne.

Per questo riteniamo fondamentale continuare a mobilitarci nel
sostenere le donne che lo vogliano, durante i processi e riteniamo urgente
organizzare,
in previsione della data del 25 novembre, a livello nazionale
molteplici mobilitazioni e campagne comunicative che continuino a
tenere alta l’attenzione in tutte le sedi, giudiziarie e non, sul tema
del consenso nei reati sessuali e della solidarietà femminista.

In ultimo pensiamo che sia giunto il momento che nudm inizi una campagna
di sensibilizzazione e denuncia sulle questioni dell’affidamento
condiviso applicato ai casi di violenza in violazione della
convenzione di Istanbul e contro le valutazioni da parte dei tribunali
dei minorenni delegate sia a psicologi ed educatori con funzioni di
magistrati onorari sia ai servizi sociali.

 

 

 

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