FLASH MOB ALLA SEDE DEL MESSAGGERO: VE LA SIETE CERCATA! VERSO IL 28 SETTEMBRE

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Centinaia di donne di tutte le età, e non solo, ieri pomeriggio si sono raccolte sotto la sede de Il Messaggero per contestare la campagna antistupro animata dal quotidiano romano, tutta impostata sui temi securitari, razzisti e del contenimento del fenomeno della violenza maschile attraverso la limitazione della libertà delle donne.

La grande risposta di partecipazione ha spiazzato prima di tutto la direzione del giornale di Caltagirone che, nella persona del suo vice direttore, è scesa a incontrare le manifestanti sperando di chiudere così l”increscioso incidente’. il vice direttore, stupito della contestazione alla campagna, strumentale e umiliante per le donne, portata avanti in queste settimane – ha addirittura smentito l’evidenza della pubblicazione di articoli di questo segno, tra cui “Roma Insicura: un manuale per le donne” a firma della professoressa Lucetta Scaraffia. Non ci soffermiamo sui contenuti, in particolare sull’attacco al femminismo – reo di aver rotto l’ordine naturale della gerarchia tra uomini e donne – presente in questo articolo. Riportiamo piuttosto ciò che le donne con forza ieri hanno detto in risposta, perché difficilmente verrà riportato dalla stampa: le strade sicure le fanno le donne che le attraversano. Rifiutiamo l’uso strumentale degli stupri e delle violenze che si sta dando, sui mezzi di informazione come da parte istituzionale, allo scopo di fomentare l’odio anti-immigrati, legittimare la militarizzazione e il “cleaning” dello spazio pubblico e, soprattutto, la colpevolizzazione delle donne e dei loro comportamenti, considerati provocatori e rischiosi. Le dichiarazioni della sindaca Raggi e della prefetta Basilone vanno esattamente in questa direzione, che con la tutela delle donne ha ben poco a che vedere, come abbiamo potuto constatare oggi stesso in piazza.

Il numero delle manifestanti ha prodotto in breve tempo il blocco di via del Tritone dando evidenza plastica di una forte indignazione e della necessità di rispondere a un attacco, mediatico e materiale, alla nostra stessa vita.

Le forze di Polizia giunte immediatamente sul posto, in numero di mezzi e uomini assolutamente sproporzionato, hanno dato luogo ad una gestione della piazza cieca e sorda, inutilmente minacciosa, identificando una manifestante, spintonando, infine circondando e creando un cordone sanitario con uomini e blindati intorno alle manifestanti, impedendo di fatto lo spontaneo scioglimento del flash mob. Solo verso le 19,30 il presidio è riuscito a ottenere ciò che chiedeva da tempo per sbloccare la situazione, raggiungere tutte insieme in corteo la vicina fermata Metro Barberini.

Ma oggi si è manifestato soprattutto il perdurare e il rinnovarsi di un grande e incontenibile “bisogno di femminismo” – riesploso con il movimento globale Non Una Di Meno – con buona pace dei suoi detrattori (e detrattrici).

E torneremo in piazza con le donne di tutto il mondo per la giornata internazionale per l’aborto libero il prossimo giovedi 28 settembre a Roma l’appuntamento è alle h 18,00 a piazza dell’Esquilino. Costruiremo una piazza corale, indecorosa, rumorosa, chiediamo il contributo di tutte, artiste, scrittrici, performer, musiciste, studentesse, maestre, operatrici, attiviste,… per dire più forte che sui nostri corpi e sulla nostra vita decidiamo solo noi!

NON UNA DI MENO – ROMA

Un video su ieri

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