Piazza Indipendenza – l’ipocrisia di una carezza in un pugno

Migranti sgomberati a Roma: ora in strade vicino a stazione

Molto è stato detto e scritto sui fatti di Piazza Indipendenza. Ci concentriamo su uno scatto che da solo racconta tutto: il poliziotto che rassicura l’occupante in lacrime, terrorizzata da tanta violenza messa in campo dalla Prefettura, umiliata dall’indifferenza delle istituzioni verso chi ha visto di nuovo gli interessi di un fondo immobiliare scavalcare quelli di 800 rifugiati senza casa.

Soluzioni alternative concrete e accettabili non ne sono mai uscite, malgrado si racconti il contrario; la polizia ha aggredito con ferocia gli occupanti, non il contrario; l’”emergenza migranti” è prodotta, non risolta dalle istituzioni.

In quello scatto c’è tutta la falsità di una narrazione tossica che occulta la violenza razzista e sessista dispiegatasi a Roma e che ha visto nella giornata di ieri un emblema. Quello scatto vittimizza la fragilità sociale, priva i soggetti di autonomia, determinazione e forza, ne fa dunque un problema, un peso. La politica del bastone e della carota non ha mai trovato rappresentazione più chiara.

Noi vorremmo raccontare invece la dignità di quelle donne, uomini e bambini che hanno resistito e resistono, non hanno mai smesso di lottare per difendere la propria comunità e i propri legami familiari.

Ieri in Piazza Indipendenza si è consumato ciò che affermiamo con forza da mesi: dove non c’è dignità c’è violenza, in ogni ambito della nostra vita e della società. Per questo la nostra condanna della violenza istituzionale è un grido di ribellione.

Invitiamo tutt* a partecipare al CORTEO di Sabato 26 agosto h 16 da Piazza Esquilino.

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