Processo di Parma: tutta la nostra solidarietà a Claudia, tutto il nostro schifo al resto!

Venerdì 23 Giugno si terrà la penultima udienza del processo per stupro, che vede coinvolti esponenti della rete antifascista di Parma, ai danni di una compagna che era del tutto incosciente.

Il processo che vede imputati i “sedicenti” compagni scaturisce dall’indagine su di un video girato durante la violenza agita nella sede di Via Testi e che è diventato prova per un’accusa di stupro di gruppo.

Vari sono i livelli di violenza agiti in questa vicenda: dallo stupro all’omertà passando per l’esilio della compagna stuprata.

Quello che si sta svolgendo dentro quell’aula altro non è che l’ennesimo processo alla morale, agli atteggiamenti e alla vita di Claudia. Ancora una volta è la donna sul banco degli imputati.

Ancora una volta è la donna che deve dimostrare di avere subito violenza, perché il fatto di essere incosciente durante lo stupro, di cui esiste anche un video, non è sufficiente.

Non è sufficiente per il tribunale, non è sufficiente per quanti e quante urlano al complotto.

Ma per noi basta la sua parola!

La cultura dello stupro gioca proprio su questo, delegittimare la parola delle donne sopravvissute alla violenza e ricacciarle indietro nei più tristi e cupi meandri dove vorrebbero rinchiuderci tutte.

Ebbene, ancora una volta non ve lo permetteremo!

Ci sono due processi in questa vicenda, quello del tribunale e quello dei “compagni” e delle “compagne” che limitano l’agibilità di Claudia nei luoghi di movimento, in nome di una logica del branco che nulla ha di diverso dalla cultura patriarcale, maschilista e sessista che cerchiamo di combattere.

Nulla di diverso dalle risatine degli stupratori durante le udienze, nulla di diverso dalla giustizia borghese quando, per difendersi, si chiama in aula uno psichiatra per dichiarare che la donna di cui avete abusato è instabile mentalmente e che ha un carattere teso a mettersi nei guai. Nulla di diverso nel minacciare le compagne solidali e nell’escludere lei perché è un problema.

3 accusati per stupro (perché riconoscibili nel video – nulla si sa di quelle altre voci che si sentono, ma che non sono state associate a nessun volto o nome), 4 per favoreggiamento e minacce – tra cui una donna – un’assoluzione per rito abbreviato e un latitante.

Questo è il problema! Un mondo che si professa antifascista e poi si rivela peggio di chi pretendeva di combattere.

Tutta la nostra solidarietà a Claudia e alle compagne e compagni che sono con lei tutti i giorni.

Tutto il nostro schifo e la nostra rabbia al resto.

 

Tavolo Sessismo nei Movimenti NonUnaDiMeno

 

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