Lettera aperta alle lavoratrici e scioperanti de Lottomarzo

Care scioperanti: lavoratrici-disoccupate-inoccupate-studentesse-artiste-professioniste-casalinghe-pensionate…
scriviamo, dopo lo Sciopero globale dello scorso 8 marzo, in primo luogo per ringraziare tutte per la forza, il coraggio, per la passione, la fantasia con cui è stata animata e fatta vivere questa splendida giornata di lotta e mobilitazione globale.

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Istanbul

Lo Sciopero è stato un successo. Non era facile andare controcorrente, sfidare il blocco che in tante aziende è stato disposto non tanto e non solo dai datori, ma anche dai sindacati confederali, che non hanno ritenuto la violenza maschile sulle donne ragione abbastanza concreta per proclamare lo sciopero generale.

Eppure, noi lo sentivamo nei nostri corpi, nelle nostre teste, nel nostro diritto inalienabile a vivere e lavorare con dignità e libertà; lo avete e lo abbiamo fatto, reinventandolo tutte insieme, senza paura.

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Saragozza, Spagna

In tanti luoghi di lavoro, nei servizi e nelle cooperative, nelle scuole e negli ospedali, nel pubblico impiego come in quello privato, abbiamo incrociato le braccia, ci siamo astenute dalla fatica, abbiamo lottato. E non hanno scioperato soltanto le lavoratrici dipendenti; lo hanno fatto anche, mettendosi doppiamente a rischio, le lavoratrici autonome e parasubordinate, quelle precarie che il diritto di sciopero non lo hanno. Ognuna a suo modo, ognuna mettendosi in gioco fino in fondo. Abbiamo scioperato in Italia, milioni di donne hanno scioperato e si sono mobilitate in tutto il mondo, in oltre 50 paesi.
Dobbiamo dirlo, senza arroganza: forse il più importante evento di lotta degli ultimi decenni.
Passato l’evento, con il ricordo ancora nitido, si tratta ora di consolidare questa straordinaria nuova marea femminista, conquistando uno dopo l’altro i diritti che ci vengono negati quotidianamente, affermando concretamente, battaglia dopo battaglia, il nostro Piano femminista contro la violenza. Piano che, già a partire dalle assemblee nazionali di novembre e di febbraio scorsi, abbiamo cominciato a delineare. Per questo motivo, invitiamo tutte a continuare insieme questo percorso, a partecipare ai prossimi appuntamenti e momenti di discussione: alle riunioni dei Tavoli che stanno proseguendo nel lavoro di studio e di scrittura per il Piano, sino alla prossima assemblea nazionale di Non una di meno, che si svolgerà a Roma il 22 e 23 aprile. Saranno occasioni per elaborare collettivamente quanto è accaduto lo scorso 8 marzo, per portare a termine il nostro Piano, per definire le prossime scadenze di lotta, per articolare il nostro intervento nei territori.
Ci siamo riprese la strada e la piazza, ci siamo riprese lo Sciopero, ora dobbiamo imparare a riprenderci tutto. Unite possiamo farcela.

Non una di meno

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