Seppellitevi da soli: Antigone sciopera!

Il mondo dell’arte e della cultura non è un ambito di privilegio, ma uno spazio segnato dalle disuguaglianze e dalla precarietà. Come gli altri. Scioperare è un nostro diritto e l’8 marzo sarà sciopero globale e femminista delle donne, delle lesbiche, dei gay, delle trans, di tutte le identità mutevoli contro la violenza maschile.

Scioperiamo da un immaginario impregnato di cultura machista e stereotipi di genere. Scioperiamo dai culi perfetti, dai visi senza rughe. Scioperiamo per poter mettere in scena corpi altri, altre immagini, altri suoni, altri testi. Sovvertire le forme. Inventare nuovi immaginari.

Sarà possibile scioperare ovunque: anche nei teatri, sui set cinematografici, nelle sale prove, nei musei, nei clubs, negli uffici di produzione e dei festival. Uno sciopero dei generi, dai generi e da tutti i ruoli, indetto da NONUNADIMENO [>>https://nonunadimeno.wordpress.com/2017/02/18/8-punti-per-lottomarzo/].

Ma il nostro è un lavoro strano.

Quando comincia? Quando s’interrompe? Come ci si astiene? Cinquanta minuti, un’ora, due, un’istallazione di tre giorni, un cameo di ventitrè secondi. Che sia su un palco, in strada, da un balcone, davanti o dietro una telecamera, con le dita su un mixer, in consolle, davanti allo schermo di un pc tessendo trame e personaggi. Quando riscaldo muscoli e voce. Il nostro è un lavoro strano, da cui è difficile scioperare. Siamo sempre dal vivo. Un live set che non finisce mai. E comunque, vi faremo sapere.

Lavoriamo la sera. Lavoriamo tutto il resto del giorno. Lavoriamo quando capita, quando si può e spesso anche quando non si può. Siamo dipendenti, a collaborazione, a progetto, a gratis, partita iva, ritenuta d’acconto, al nero, lavoriamo a cachet, a forfait, 70/30, a contratto, a serata, autorganizzate, per piacere, per passione, dietro il bancone di un bar. “Per fare esperienza” o “per farci un nome”. Per rifarci le tette. E per campare.

Lavoriamo a cercare lavoro. Progetti per bandi che, se vinceremo, ci indebiteranno. Lavoriamo col nostro corpo, la nostra voce, le nostre immaginazioni, i nostri ologrammi, con il nostro tempo perso. Application, deadline, professional statements,show reels e skills su skills. Siamo imprenditrici di noi stesse. Scopriamo continuamente nuovi talenti, i nostri,  che troppo raramente vengono riconosciuti. E comunque, vi faremo sapere. Dobbiamo essere under 35 anche a 50, e quando superiamo i cinquanta torniamo ad essere merce scartata dal mercato. Siamo alla frutta.

E comunque lo verrete a sapere. Perchè non abbiamo solo tre sorelle, ma  tante e sono tutte in lotta e molto incazzate.

 

Firmatari: Laura Verga, Tania Garribba, Ilenia Caleo, Francesca Romana di Santo, Tony Allotta, Sylvia de Fanti, Silvia Gallerano, Silvia Calderoni, Stefania Zuccotti, Lady Maru, Erica z. Galli, Gaia Grosso, Luisa Merloni, Livia Porzio, Valentina Acca, Giorgina Pi, Chiara Tomarelli, Magdalena Barile, Enrico Casagrande, Marco Pavanelli,  Marta Mattalia,  Mariaenrica Giannuzzi, Valeria Carrieri, Anna Basti, Giorgia Nardin, Stefania Alos Pedretti, Eva Geatti, Daniela Niccolò, Tiziana Tomasulo, Isabella Pinto, Maddalena Fragnito, laura Riccioli, Manuela Cherubini, Giuliana Fasolo, Irene Curto, Alessandra Cutolo, Lisa Natoli, Marte Gilmore, Simona Senzacqua, Camilla Pin, Valentina Curatoli, Alessandra Fabbri

 

 

Microvademecum per chi è in scena da viva: 

 

Ipotesi n° 1. Non andare in scena. L’8 marzo, invece di lavorare in serate in sostegno della “festa delle donne”, scioperiamo! Se le nostre vite non valgono, non produciamo.

Ipotesi n° 2. Vanno in scena solo i ruoli maschili e parlano fra loro.

Ipotesi n° 3. Lo spettacolo/concerto va in scena ma s’interrompe dopo il primo quarto d’ora.

Ipotesi n° 4. Le attrici/attori/danzatrici della compagnia iniziano in blocco i protocolli per il cambio di sesso.

Ipotesi n° 5, 6, 7. Lo spettacolo s’interrompe ogni qualvolta viene pronunciata la parola xxx. I personaggi scioperano a turno per una durata crescente e a intervalli sempre più brevi. Sciopera il corpo e resistono solo le battute, o viceversa. Scioperano le punte dei piedi. Va in scena solo l’audio.

Ipotesi n°infinito. Sciopera il senso, la trama, la coreografia, lo spettacolo s’interrompe e ricomincia sempre daccapo. Scioperano gli inizi e le conclusioni, scioperano gli accenti, le congiunzioni, i verbi d’azione e i nomi propri di donna. Sabotaggio d’un gesto, una mano che irride alla dichiarazione d’amore, una tetta, un culo, una lingua che intralciano il compimento d’una azione eroica.

Ipotesi n.x Mi sono stufata, mollo il personaggio, il partner, il contegno, vado alla consolle e sparo a tutto volume il mio pezzo preferito. E ballo.

 

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