Richiesta di incontro al Segretario Generale della FIOM-Cgil Maurizio Landini in vista dello sciopero generale dell’8 Marzo 2017

Siamo le donne che, insieme ad altre 200 mila persone da tutta Italia, hanno costruito le due giornate di mobilitazione del 26 e 27 novembre con lo slogan “Non Una Di Meno”. Ci siamo riconvocate il 4 e 5 febbraio a Bologna in un’assemblea nazionale con oltre 2000 persone, per proseguire il lavoro di scrittura del Piano Femminista contro la violenza e per organizzare lo Sciopero Globale delle Donne dell’8 marzo, rispetto alla cui indizione Le scriviamo.

La giornata dell’8 marzo si articolerà territorialmente con cortei in tutte le città, presidi e piazze tematiche, flash mob e assemblee. Ma, prima di tutto, sarà una giornata senza di noi, senza le donne, una giornata di sciopero perché “Se le nostre vite non valgono, noi ci fermiamo!”. Incroceremo le braccia interrompendo ogni attività produttiva e riproduttiva, articolando lo sciopero in ogni ambito e nell’arco dell’intera giornata, astenendoci dal lavoro, dalla cura, dal consumo. Sono moltissime le lavoratrici – dipendenti, precarie, autonome, disoccupate – che stanno organizzando lo sciopero nei posti di lavoro, nelle strutture sanitarie, nelle aziende private, nelle scuole. Lo sciopero, dunque, è lo strumento che oggi il movimento femminista ha scelto e che si darà contemporaneamente in 40 paesi del mondo, perché la violenza di genere non è un fatto emergenziale ma strutturale, non si combatte con l’inasprimento delle pene, ma con una trasformazione radicale della società e delle relazioni, delle condizioni di vita e di lavoro.

Lo scorso 17 gennaio abbiamo rivolto il primo appello ai sindacati per l’indizione dello sciopero generale dell’8 marzo. A questo appello hanno risposto diverse organizzazioni sindacali garantendo la copertura sindacale allo sciopero.

Ne è seguito quindi un secondo rivolto in particolare ai Sindacati Confederali, nelle loro diverse articolazioni territoriali e di categoria, ribadendo la richiesta di indizione al fine di garantirne la più larga diffusione e partecipazione.

Questo appello, rivolto quindi anche alla FIOM, non ha avuto ancora risposta, malgrado il dichiarato interesse sia per la battaglia contro la violenza e la discriminazione di genere che per il processo di mobilitazione aperto a Roma lo scorso 26 novembre.

Sottolineiamo ancora una volta l’importanza che tutti i sindacati si mettano al servizio della mobilitazione dell’8 marzo e si rendano strumento utile alle donne e non, viceversa, ostacolo all’adesione delle lavoratrici e di chiunque intenda partecipare a questa grande giornata internazionale di lotta contro la violenza di genere.

Per questo Le rivolgiamo la richiesta di un incontro urgente in cui discutere di quale voglia essere il concreto contributo della FIOM allo sciopero generale delle donne del prossimo 8 marzo.

Rivolgiamo la stessa richiesta di incontro alle federazioni regionali, alcune delle quali hanno aderito alla mobilitazione del 26 novembre e partecipano ai tavoli tematici per la scrittura del piano Femminista contro la violenza.

Non Una Di Meno

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