Scienziate di ieri e di oggi, in corsa tra stereotipi, pregiudizi di genere e Nobel negati

tratto da Cattive Maestre
di Gruppo di Studio Donne e Scienza

rosalind-franklin-768x480_creditsmentalfloss
Rosalind Franklin

Oggi 11 febbraio si celebra la Giornata Internazionale per le donne e le ragazze nella scienza, istituita dalle Nazioni Unite, per favorire parità di accesso e partecipazione nella scienza e andare verso una maggiore emancipazione femminile.Eppure la presenza di donne che hanno contribuito al sapere scientifico resta un fatto tutt’oggi poco noto, e poco raccontati sono gli ostacoli che molte scienziate hanno incontrato e l’oblio in cui sono cadute, all’ombra di uomini che si sono presi tutti i meriti e i riconoscimenti.

Tra queste ricordiamo ad esempio Lise Meitner, che condusse fondamentali ricerche sul nucleo atomico per più di trent’anni insieme ad Otto Hann, il quale ricevette il Nobel nel 1944, senza neppure citarla nel suo discorso celebrativo. Nonostante le 12 candidature, non le fu riconosciuto il Nobel per la fisica, mentre il suo nome fu affiancato all’invenzione della bomba atomica, sebbene lei avesse rivendicato per tutta la vita fedeltà alla pace e all’antimilitarismo. Prima donna a conquistare una cattedra universitaria in Germania nel 1919, dedicò la sua lezione inaugurale alla cosmologia intitolandola “Il Ruolo della radioattività nei processi cosmici”. Ma un giornalista dell’epoca, non ritenendo verosimile che una donna potesse occuparsi di fisica dello spazio e delle particelle, trasformò i “processi cosmici” in “processi cosmetici”.

La sua tenacia scientifica, la sua passione e la grande determinazione la indussero a continuare a fare ricerca in condizioni difficilissime, osteggiata e perseguitata in quanto donna scienziata ebrea. La lapide di Lise porta la scritta: “una scienziata che non ha perso la sua umanità”. Gli eccezionali risultati raggiunti fecero sì che in seguito il centonovesimo elemento della tavola periodica venne chiamato Meitnerium in suo onore.

175px-photo_51_x-ray_diffraction_image
La Photo 51 di R. Franklin

Altra scienziata che non ottenne il giusto riconoscimento in vita fu Rosalind Franklin, che per prima fotografò ai raggi X i singoli filamenti di DNA scoprendone le caratteristiche strutturali per cui Watson, Crick and Wilkins, suoi colleghi, presero il Nobel nel 1962. La “foto 51” permise loro di riprodurre un valido modello di DNA. Tuttavia il mondo scientifico non seppe, o non volle, riconoscere l’importanza del lavoro di Rosalind nella giusta misura, sottostimando il suo contributo.

Le storie di Lise Meitner e di Rosalind Franklind sono le storie di molte scienziate che, costrette a pubblicare con uno pseudonimo maschile o con i nomi dei mariti, oppure a lavorare dietro la loro ombra, videro le proprie scoperte attribuite ad altri uomini, spesso loro colleghi.

Il Nobel negato a queste scienziate affonda le sue motivazioni in uno stereotipo antico che giunge fino ad oggi per cui la donna non è portata per le scienze, ma è dotata per altre attività intellettuali, come la letteratura o la musica.

Oggi purtroppo ereditiamo una memoria storica appannata dai pregiudizi del tempo e sbiadita dall’assenza di diritti. Fino a pochi decenni fa, infatti, l’accesso alle scuole superiori e alle Università era precluso alle ragazze, e per poter studiare, ricercare e sperimentare, le scienziate di ogni tempo hanno dovuto nascondersi in laboratori improvvisati, inventarsi matrimoni di convenienza, sperare sull’appoggio di fratelli o padri illuminati, oppure contare sui favori di insegnanti privati.

Cosa è cambiato oggi e che spazio hanno nel mondo della scienza le alunne del XXI secolo? Le statistiche dell’OCSE constatano che negli ultimi trent’anni la presenza di ragazze in alcune facoltà scientifiche — fisica, ingegneria e matematica in primis — è del tutto esigua.

Il forte e diffuso pregiudizio sulla scarsa attitudine femminile verso queste materie pesa gravemente sulle scelte di molte alunne e ostacola ancora oggi la vocazione scientifica di donne e ragazze.

Recenti studi[1] indicano che le bambine tra i cinque e i sei anni sembrano già assimilare lo stereotipo che i maschi siano più “intelligenti” delle femmine e la sua accettazione potrebbe spingere le bambine a scartare quelle attività che richiedono abilità matematiche, precludendosi così percorsi educativi e carriere di tipo scientifico.

quinto-congresso-solvay-del-1927
5° Congresso di Solvay: la presenza di Marie Curie per la prima volta rompe la solo presenza di uomini

Parlando del mondo della ricerca, secondo i dati del MIUR (2010) il 51,7% dei dottori di ricerca in Italia è donna. Tuttavia salendo nelle carriere accademiche si registra una forte diminuzione della presenza femminile: solo il 18% nei livelli di carriera più avanzati. Nei settori tecnico-scientifici, meno di 1 professore su 10 è donna e le retribuzioni delle nostre ricercatrici oltre a essere tra le più basse d’Europa, sono nettamente inferiori rispetto a quelle dei colleghi di sesso opposto con una differenza del 33,3%.[2]

Come donne scienziate ed insegnanti non possiamo più tacere: è necessario avviare un percorso che approfondisca e valorizzi il contributo scientifico e tecnologico delle donne e il loro ruolo nel mondo scientifico passato e attuale. Vogliamo promuovere un’idea di educazione al sapere scientifico accessibile a tutte e tutti, senza distinzioni di genere e libera dallo stereotipo che vede la scienza come un universo esclusivamente maschile.
Nonunadimeno, hanno gridato e affermato migliaia di donne in questi mesi, Nonunadimeno per noi vale anche nella scienza. Violenza ed esclusione, pregiudizi e stereotipi non devono più esistere nelle libere comunità scientifiche.
Da queste riflessioni parte una piccola scialuppa che non ha ancora né meta né approdo ma che con coraggio e determinazione ha deciso di affrontare questo mare.
Ci vediamo l’8 marzo per lo sciopero globale delle donne.

Gruppo di studio Donne e Scienza

Roma 11.02.2017

[1] Gender stereotypes about intellectual ability emerge early and influence children’s interests. Lin Bian, Sarah-Jane, Lesile Andrei Cimpian; Science, 27 Jan 2017.

[2] Annuario Scienza e Società 2010, realizzato dal Centro di ricerca indipendente Observa-Science in Society.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...