Report tavolo “Legislativo e giuridico” (assemblea nazionale 27nov Roma)

Le criticità emerse durante il dibattito hanno riguardato:

  1. La non attuazione dei principi della Convenzione di Istanbul ostacolati dal permanere di pregiudizi e stereotipi sessisti, discriminatori delle donne che sono il principale motivo della mancata applicazione della normativa esistente e della mancata applicazione dei principi internazionali vincolanti.
  2. La necessità della Formazione degli operatori del diritto, dell’area psico-socio-sanitaria e delle Forze dell’Ordine. con riconoscimento della specializzazione delle donne che lavorano a diretto contatto con le vittime in uscita dalla violenza.
  3. L’Abdicazione dei giudici civili e minorili al potere di valutazione e decisionale (delegato di fatto ai CTU e servizi sociali) e le problematiche sulla applicazione dell’affidamento condiviso nelle situazioni di violenza.
  4. L’urgente necessità di una modifica legislativa che introduca la violenza intra-familiare quale causa di esclusione dell’affido condiviso nell’interesse dei figli minorenni ed il divieto di mediazione nei casi di violenza intrafamiliare.
  5. Il mancato coordinamento tra magistratura civile, minorile e penale.
  6. I tempi della giustizia – durata ragionevole del processo – mancata applicazione della norma sulla corsia preferenziale prevista per le situazioni di violenza
  7. La mancata e/o non tempestiva protezione della donna sopravvissuta alla violenza nei procedimenti civili minorili e penali.
  8. I diversi ostacoli all’accesso della giustizia da parte delle donne sopravvissute alla violenza e la non attuazione dei principi delle norme internazionali vincolanti per il Giudice nazionale;
  9. Il mancato riconoscimento della specializzazione delle avvocate dei centri antiviolenza.
  10. La negazione del diritto ad essere risarcite dal danno conseguente alla lesione di diritti inviolabili con il mancato recepimento delle direttiva europea sul risarcimento del danno (condanna dell’Italia alla Corte di Strasburgo) perché il pieno recupero della dignità violate della donna passa anche attraverso il ristoro dei danni morali e materiali subiti.

Particolarmente vivace è stata l’emersione durante la discussione della necessità di riflettere sul principio della bigenitorialità quale espressione del patriarcato e la necessità di differenziare le situazioni paritarie da quelle in cui vi è violenza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...