Intervista a Serena Fiorletta in occasione della Giornata internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne

Schermata 2016 11 24 alle 14.45.04

24 nov – In occasione della Giornata internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, abbiamo intervistato Serena Fiorletta, responsabile comunicazione di AIDOS (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo).

Dottoressa Fiorletta, quali sono i dati globali sulla violenza sulle donne?

I dati illustrano una situazione grave e non confortante: come associazione che lavora anche sulla violenza maschile nei confronti delle donne, ci teniamo a sottolineare, prima di tutto, che non siamo di fronte ad un’emergenza, abbiamo a che fare con un problema strutturale e quindi ben radicato. La violenza maschile sulle donne purtroppo attraversa i confini e le culture e può prendere varie forme, ma riguarda il mondo intero. Le disuguaglianze di genere e una diffusa cultura del silenzio continuano ad alimentare il fenomeno.

La violenza contro donne e ragazze è una delle più diffuse violazioni dei diritti umani con cui ci troviamo a lavorare. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) siamo di fronte a “un problema di salute di proporzioni globali enormi” che colpisce un terzo delle donne nel mondo, come emerge dai dati dell’ultimo rapporto pubblicato dall’Oms, in collaborazione con la London School of Hygiene & Tropical Medicine e il South African Medical Research Council. Il 35% delle donne, ovvero 1 su 3, subisce nel corso della vita qualche forma di violenza. La più comune è quella domestica, quasi un terzo (30%) delle donne che sono state in un rapporto di coppia ha subito qualche forma di violenza fisica e/o sessuale da marito o compagno. A livello globale, ben il 38% dei femminicidi sono commessi dal partner.

In Europa sembra andare meglio rispetto ad altre aree del pianeta, ma non è abbastanza: oltre 25 donne su cento sono abusate fisicamente o sessualmente dai partner. Tra le molteplici forme di violenza ricordiamo quelle affrontate direttamente dai nostri progetti, come le mutilazioni genitali femminili (Mgf) e i matrimoni forzati e/o precoci che coinvolgono milioni di giovanissime in tutto il pianeta: 700 milioni di donne si sono sposate prima dei 18 anni, (1 su 3 prima dei 15 anni); circa 200 milioni sono le donne e le ragazze che convivono con le Mgf. Entrambi i fenomeni sono inclusi ormai anche nella legislazione europea, in particolare sono definiti e affrontati nella Convenzione di Istanbul.

A quanto illustrato sinora vanno aggiunti i dati relativi al fenomeno migratorio. Infatti, le donne che subiscono violenza durante lo spostamento sono moltissime. Oggi abbiamo il più alto numero di persone in movimento dalla Seconda guerra mondiale: secondo gli ultimi dati Unfpa (2015) sono oltre 100 milioni le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria, tra le persone colpite da conflitti e disastri, di queste circa 26 milioni sono donne e adolescenti in età riproduttiva. Se durante il tragitto migratorio e soprattutto al momento dell’accoglienza non si adotta un approccio di genere non usciremo mai da un’ottica emergenziale.

Quale lavoro svolge Aidos con le rifugiate?

Subire violenza mina la dignità, la sicurezza e l’autonomia, con conseguenze molteplici e spesso di lunga durata per cui il lavoro è complesso e non può essere affrontato singolarmente ma coinvolge più piani: psicologico, sociale, comunitario.

Il nostro ultimo progetto in Giordania con le donne rifugiate siriane, ad esempio, è nato dalla partnership con la Noor Al-Hussein Foundation e ha previsto l’apertura di tre cliniche presso i governatorati di Amman, Zarqa e Balqa che ospitano i/le rifugiati/e.

Il progetto ha garantito l’accessibilità a circa 10.000 persone ai servizi di salute sessuale e riproduttiva, che comprendono prevenzione e assistenza sanitaria, ma anche consulenza psicologica e legale, attività di informazione e sensibilizzazione. In particolare, sulla prevenzione della violenza di genere e sul supporto terapeutico alle vittime di violenza e traumi derivanti dal conflitto.

In questo modo le donne vittime di violenza hanno avuto accesso al supporto psico-sociale e giuridico, partecipato ad attività di sensibilizzazione e ricreative, sono state informate sui loro diritti. Particolare attenzione è stata rivolta al coinvolgimento degli uomini.

Questo insieme articolato di attività permette di lavorare sull’agency delle donne facendole uscire da quell’ottica che le vuole solo vittime e non capaci di autodeterminzaione e di possibilità e capacità di scegliere per sé, per il proprio futuro e per la propria vita in generale.

Aidos ha realizzato negli ultimi venti anni diversi progetti per affrontare la violenza contro donne e ragazze rifugiate e/o richiedenti asilo palestinesi, irachene e siriane, nella Striscia di Gaza, in Giordania, Siria e Libano, realizzando programmi integrati e multidisciplinari, adattati ai contesti dei diversi Paesi, prevedendo prevenzione, diagnosi, trattamento e riferimento dei casi e includendo servizi medici, psicologici, legali e sociali.

Il ruolo di Aidos, che lavora sempre in collaborazione con associazioni locali, è quello di fornire assistenza tecnica e formazione, rivolta sia a operatori/trici che a formatori/trici. Ora proponiamo questo tipo di approccio anche in Italia a chi ci chiede formazione per un approccio di genere nei progetti di accoglienza.

I nuovi Obiettivi di sviluppo sostenibile affrontano il problema?

Le associazioni della società civile e Un Women hanno da subito, nel processo di definizione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs dall’acronimo inglese), evidenziato la necessità di un approccio complesso alla parità di genere, da attuare tramite un obiettivo specifico e mainstreaming negli altri obiettivi. Questo approccio si è concretizzato con l’Obiettivo 5: “realizzare la parità di genere e l’empowerment di tutte le donne e le ragazze”.

Questo ambizioso obiettivo comprende elementi che erano assenti dai precedenti obiettivi di sviluppo del millennio: la violenza e la discriminazione di genere, le Mgf e i matrimoni forzati e/o precoci, la reale partecipazione delle donne alla vita politica, sociale ed economica e la necessità di politiche mirate per favorire l’uguaglianza di genere. Il target sulla realizzazione dei diritti sessuali e riproduttivi è stato frutto di una dura battaglia ma c’è, tutto questo lavoro faticoso, complesso e articolato è portato avanti dai movimenti femministi e da associazioni come Aidos da moltissimo tempo, ora abbiamo anche gli SDGs.

Non c’è paese al mondo che può affermare di avere raggiunto la parità di genere, prevista infatti tra i nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Questi Obiettivi fanno parte di un’Agenda che non è volta solo ai cosiddetti Paesi del Sud del mondo ma ha vocazione universale, in un’ottica di necessità di sviluppo sostenibile che riguarda ormai l’intero pianeta.

Quest’anno ci sono state molte manifestazioni di donne nel mondo contro la violenza e per la difesa dei diritti sessuali e riproduttivi, cosa ne pensa?

Siamo molto contente di questi movimenti di donne che prendono spazio di parola e movimento dal basso, che rivendicano i propri diritti nei paesi dove risiedono ma anche entrando in contatto tra loro, creando una rete che scavalca i confini.

Pensiamo alla grande iniziativa Non Una di Meno che ha attraversato diversi paesi e che ora grazie a tre reti quali Io Decido, Udi e D.i.r.e. ha organizzato una manifestazione nazionale a Roma a cui anche Aidos ha aderito. Ci sembra importante che il corteo che si svolgerà sabato 26 novembre a Roma è, nelle intenzioni delle organizzatrici, solo un punto di partenza che prevede altri incontri, si parte già il giorno seguente con dei tavoli di lavoro per arrivare a creare un piano antiviolenza femminista definito dalle donne e dalle realtà che lavorano sulla violenza tutti i giorni, affrontando un fenomeno difficile e doloroso e scontrandosi con una società che ancora non ha prodotto un reale cambiamento.

Siamo liete che ci siano tante donne, di diverse generazioni, desiderose di cambiamento e che si mettono in gioco con le loro differenze.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...