A Reggio Calabria troppi pulpiti, molte prediche e pochi fatti

tratto da Scirocconews

di Collettiva AutonoMIA Reggio Calabria

Non ci stupiscono certo le “rivelazioni” sul pastore e padre della chiesa cristiana PACE, nonché consigliere comunale, Massimo Ripepi, indimenticato promotore della omofoba e confessionale mozione “Iniziative per la tutela della famiglia naturale” approvata a maggioranza bulgara dal nostro consiglio comunale e da noi fortemente contestata. È stato infatti ammonito per atti persecutori, con successiva denuncia querela depositata da una ex frequentatrice della sua chiesa, dalla Questura di Reggio Calabria.

Avevamo più volte denunciato, a mezzo stampa, i suoi comportamenti diffamatori nei confronti della Collettiva AutonoMIA, sia in Consiglio Comunale durante l’approvazione delle unioni civili, che il 29 aprile 2015 nel corso di un dibattito pubblico che partiva proprio dall’analisi della ben nota mozione e che lo vedeva tra i relatori con il presidente Delfino. Le stesse violenze verbali, le stesse provocazioni e intimidazioni, lo stesso tentativo di delegittimare noi come organizzatrici, le docenti universitarie e la moderatrice intervenute, continuate poi, nelle settimane successive sui social in particolare ai danni di una componente della Collettiva anche da parte dei suoi “seguaci”.
Di fatto ciò aveva reso chiaro a tutte e tutti il pericolo di questa incompatibile doppia carica, e chi e cosa si fosse sdoganato approvando quella mozione. Ci pare dunque un tantino tardivo, viste le nostre ripetute denunce e i fatti citati, l’intervento del PD provinciale in proposito, da Palazzo San Giorgio, come sempre, solo silenzio.

Ricordiamo che, insieme all’intero Consiglio Comunale, il pastorepadreconsigliere ha sottoscritto un documento che lo impegna a favorire una nuova cultura di contrasto alla violenza ed alla discriminazione di genere.
Da queste parole pronunciate in un pubblico evento contro la violenza sulle donne si evince la sua modalità di “intervento”: “Voglio portarvi la mia esperienza di volontario cristiano, LA MIA COMUNITA’, NOI, ASSISTIAMO TANTISSIME DONNE CHE SUBISCONO VIOLENZA e LI riportiamo, dandogli l’amore cristiano, LI riportiamo, diciamo quasi, in situazioni di normalità… Io credo che molti dei problemi sono dovuti a questo, cioè che nella società, nelle famiglie ormai si vive senza Dio. Io vi posso dire la mia piccola esperienza di cristiano volontario è questa. Noi nella nostra comunità di Campo Calabro, tanti sono i casi di violenze che si svolgono appunto nelle famiglie della nostra città… e cosa facciamo, cerchiamo di dare un contributo di amore di servizio di misericordia di perdono , cioè accogliamo la donna che è stata violentata sotto tutti i punti di vista e cerchiamo di immettere dentro di lei che cosa, la fede, lo spirito perché la cosa che NON SI DEVE FARE è ROMPERE IL RAPPORTO, c’è un problema all’interno della famiglia la prima cosa che si deve fare è cercare di risolverlo”.
Parole di una gravità estrema che dimostrano l’azione che queste discutibili realtà mettono in atto sul nostro territorio intervenendo nei casi di abuso. Precisiamo che la comunità di cui si parla, collegata all’Istituto per la famiglia Gilberto Perri, fondatore della chiesa PACE da cui Ripepi è stato “insignito con testamento spirituale” PASTORE E PADRE, ha un centro ascolto contro la violenza sulle donne finanziato addirittura dalla Regione Calabria.
In un momento in cui i tagli stanno mettendo in ginocchio i centri qualificati leggere queste parole e sapere che molte donne che vogliono uscire da situazioni di violenza possano essere intercettate da questi soggetti finanziati con i nostri soldi ci fa accapponare la pelle!
Si può occupare di violenza una persona ammonita per stalking che, nella dichiarazione fatta dal suo avvocato, nel tentativo di “giustificare” il dileggio verso la donna avvenuta durante una predicazione nella chiesa di PACE, dichiara: “nella sua qualità di pastore, è solo intervenuto a stigmatizzare alcuni comportamenti contrari all’etica e ai principi cristiani, quelli ad esempio (UDITE, UDITE) DI UNA DONNA CHE CARPISCE IL MARITO AD UN’ALTRA DONNA”?

Oltre ad approvare il fatto che, secondo quanto previsto dalla legge, la Questura abbia informato, nel provvedimento di ammonimento, il pastorepadreconsigliere dell’esistenza del dipartimento di salute mentale della ASP di Reggio Calabria e della possibilità di rivolgervisi, ci chiediamo: come si intende procedere a riguardo da parte delle Istituzioni competenti?

Evidenziando tutto questo rilanciamo il nostro monito a loro e alla cittadinanza tutta, riguardo il sostegno dato a certi soggetti e alle “congreghe” da loro capeggiate che gestiscono una moltitudine di attività finanziate con soldi pubblici. In un momento in cui la violenza contro le donne sembra essere, a parole, la priorità per tutte e tutti, quali le azioni che Comune e Regione metteranno in campo per prevenirla, contrastarla e soprattutto per controllare strutture e soggetti che se ne occupano? Quando verrà ridiscussa, come da noi più volte richiesto, la mozione proposta dal pastorepadreconsigliere “ammonito”, “Iniziative per la tutela della famiglia naturale” che, oltre a risultare pericolosa in quanto attestante sia il promotore che i gruppi oscurantisti responsabili di campagne di disinformazione e terrorismo psicologico, impegna di fatto il Comune a contrastare i progetti scolastici sull’educazione alle differenze, sessuale e sentimentale rappresentanti il mezzo più efficace per combattere la violenza di genere?
Chiediamo nuovamente come mai, nel momento in cui il Ripepi, durante l’assise per l’approvazione delle unioni civili, assunse comportamenti diffamatori nei nostri riguardi intimando addirittura ad una nostra componente di tacere, senza che peraltro avesse proferito parola, non siano state messe in atto sanzioni a suo carico?
Il sindaco Falcomatà, in occasione della manifestazione nazionale contro la violenza del 21 ottobre scorso, a cui non abbiamo partecipato PER SCELTA, ebbe a dire: “Guai a chi dice che questa è una passerella per scaricarsi la coscienza. In questa terra bisogna prendere posizione sempre”. Alla luce di queste affermazioni chiediamo, quali le azioni concrete contro la violenza sulle donne, messe in atto da lui e dalla sua amministrazione in questi due anni, oltre alla distribuzione di mazzetti di mimose durante l’8 marzo dello scorso anno? Di fatto attendiamo ancora la presentazione ufficiale della Commissione pari opportunità costituita da quasi un mese e non ancora convocata e le consulte di cui finalmente abbiamo il regolamento.

Pretendiamo quindi che si passi dalle parole e dalle passerelle, quietative delle VOSTRE coscienze, alle azioni concrete: al momento, troppi pulpiti, molte prediche e pochi fatti!

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